23102018Mar
Aggiornato ilLun, 22 Ott 2018 10pm

«I governi a guida Pd hanno dato nuovo slancio al settore agroalimentare: lo dimostrano i dati sul fronte dell’export in agricoltura che nel 2017 registra un +6%, meglio di Gran Bretagna, Germania e Stati Uniti. Il risultato in termini economici equivale a 41 miliardi di euro, un obiettivo che coi dazi e il protezionismo, evocati da qualcuno in questi giorni, non sarebbe stato possibile raggiungere». E’ quanto ha affermato la capolista del PD Enza Bruno Bossio nel corso di due manifestazioni elettorali tenutesi ieri a Spezzano Albanese e a Corigliano.

«I governi nazionali PD hanno alleggerito le aziende agricole da quelle tasse che pesavano come macigni sui loro bilanci, Imu, Irpef e Irap, consentendo così un risparmio pari a 1,3 miliardi di euro, e hanno incentivato i giovani agricoltori attraverso la Banca nazionale delle terre agricole che, combinata al “Pacchetto Giovani” messo in campo dalla Regione Calabria, è una vera e propria nuova riforma agraria in chiave 4.0».

«Il successo si evince dai dati: il nostro paese conta oltre 53mila imprese agricole gestite da under 35, un numero cresciuto del 9% rispetto al 2016, segnando il record europeo. Non solo economia ma anche diritti: grazie alla legge sul caporalato si è evitata una nuova forma schiavitù, oltre che regolare il lavoro dei migranti, i quali contribuiscono in modo strutturale all’economia agricola del Paese e rappresentano una componente indispensabile per garantire i primati del made in Italy».

«In linea con il trend nazionale, la Regione Calabria assegna all’agricoltura una importanza fondamentale per lo sviluppo dei nostri territori: siamo certamente avvantaggiati dal gran numero di prodotti tipici unici e tocca al PSR Calabria 2014/20, uno di quelli dalla spesa più avanzata tra le regioni, imprimere un’ulteriore accelerata all’agroalimentare puntando su innovazione e ricerca attraverso una crescita sostenibile, intelligente ed inclusiva – 4.0 appunto – al fine di rendere sempre più competitive le nostre imprese agricole.

«D’altro canto on siamo solo noi del PD a pensare che questo percorso positivo non vada interrotto ma tutte le associazioni di categoria ritengono che l’operato di questo governo sia il migliore degli ultimi anni e che, in quanto tale, meriti di essere “premiato”».

#UnCaffèPerLeTre è l’iniziativa in programma, lunedì 26 febbraio alle ore 15.00, presso l’Hotel Excelsior di Reggio Calabria. Un incontro, in un contesto informale e sorseggiando un caffè, per parlare di “Giovani e Innovazione, le proposte del centrosinistra per la Calabria” insieme ai candidati alla Camera e al Senato alle prossime elezioni politiche.

L’appuntamento, promosso in collaborazione con i Giovani Democratici, si pone l'obiettivo di stimolare il confronto ed il dibatto su tematiche inerenti innovazione e creatività, strumenti fondamentali per la crescita e lo sviluppo del nostro territorio.

Saranno presenti Mario Valente, Segretario Regionale dei Giovani Democratici e candidato alla Camera dei Deputati, Ottavio Amaro, candidato al Senato con il PD, Agostino Chiarello, Candidato al Senato con Insieme, Maria Locanto, candidato al Senato con Civica Popolare e Sergio Stumpo, candidato al Senato con +Europa.

E’ prevista inoltre la partecipazione di Federica Thiene, candidata alla Camera in Veneto con +Europa, ed esperta in tematiche inerenti la cultura e la creazione d'impresa.

L'evento sarà moderato da Marco Schirripa della Direzione Nazionale del Partito Democratico.

Come candidato per il Centrosinistra al Senato della Repubblica condivido e sottoscrivo l’appello ai candidati fatto dall’avv. Giovanna Cusumano per il registro di “Cittadinanza Consapevole” :“Io mafioso mai e lo ribadisco mettendoci la firma”.

 Ho già da tempo apposto la mia firma sul registro presso la Prefettura di Reggio Calabria, come Direttore Generale della Mediterranea, e ribadisco che “non cerco e rifiuto i voti della ‘ndrangheta”.

La Calabria, la Città Metropolitana, debbono affermare la necessità di poter costruire un futuro libero, di sviluppo e di qualità della vita fuori dai condizionamenti criminali e mafiosi.

Facciamo emergere la società più sana che comunque costituisce la maggioranza dei cittadini, impegnati nelle professioni, nell’imprenditoria, nell’associazionismo nel mondo della cultura.

Ottavio Amaro

Riceviamo e pubblichiamo

Si voterà  a Rosarno per l’elezione del Sindaco e per il rinnovo del Consiglio comunale ma non ci sarà nessuna rappresentanza del Partito Democratico.

Non è l’esito di un commissariamento intervenuto a sparigliare le geometrie della politica locale ma la risultante di un processo che ha portato ad una preoccupante destrutturazione del sistema democratico rosarnese.

Alla caduta dell’Amministrazione guidata da Elisabetta Tripodi, la cittadinanza rosarnese, avrebbe  avuto il diritto di conoscere le ragioni di una interruzione traumatica del mandato e di poter valutare le proposte di chi quell’iniziativa aveva portato a termine, ma è prevalso evidentemente un sentimento di rivalsa che ha impedito ogni iniziativa politica. 

Il PD della Calabria guarda alla situazione che si è venuta a creare con preoccupazione e con rammarico. La preoccupazione che gli effetti di un vuoto di soggettività politica potrà produrre sulla speranza di una comunità importante della Piana di Gioia Tauro e il rammarico per l’interruzione di una tradizione storica della sinistra rosarnese.  Il luogo che ha dato i natali a Peppino Valarioti, che ha espresso valenti amministratori, prestigiosi dirigenti e un parlamentare della repubblica si vede svuotato di una rappresentanza democratica significativa, in un momento nel quale proprio per affrontare  la drammatica crisi italiana e calabrese sarebbe necessario sviluppare il massimo sforzo di governo per dare risposta alla domanda dei cittadini, dei giovani, delle famiglie e delle imprese.  

La vicenda di Rosarno rappresenta, comunque, il segnale di una crisi più profonda,  sistemica, dell’ordinamento delle autonomie locali che occorrerà mettere nell’agenda del PD che si propone di rilanciare la sua funzione riformista. Peraltro il referendum costituzionale ci richiama ad un impegno nel quale il lavoro da compiere è ancora in gran parte davanti a noi. In tale contesto, proprio per un Partito che ha manifestato l’ambizione con le parole e con i fatti di cominciare a dare risposte concrete, la metafora di Rosarno così come quella di tanti altri enti locali che si stanno svuotando di ruolo, possono ritrovare una nuova motivazione politica e la passione di chi intende cimentarsi su un profilo politico di profondi cambiamenti. In tal senso da Rosarno occorrerà, anche in campagna elettorale, assumendo una posizione politica equidistante dai due schieramenti in campo, segnare una presenza a difesa di una autonomia progettuale che non si acconcia a furbizie gregarie ma come premessa di un novo atto di ricostruzione democratica e come punto di ripartenza di una forte iniziativa politica che in tempi brevi ci porterà alla celebrazione di un Congresso straordinario del Partito Democratico di Rosarno.

Giovanni Puccio

 

Prosegue il botta e risposta all’interno del Partito Democratico di Rosarno, dopo la nota stampa dell’ex sindaco Elisabetta Tripodi e di parte della precedente amministrazione il segretario dei democratici Stefania Mancuso, forte del suo ruolo ufficiale spiega il perché della sua scelta.

“Il Partito Democratico di Rosarno ha siglato un accordo politico programmatico con Area Popolare (con la quasi certa cadidatura a sindaco di Giuseppe Idà ndr), rappresentata dall’on. Giovanni Arruzzolo, in continuità con la linea politica del  governo nazionale, della segreteria Renzi e  quella del governo regionale.

La Delegazione del “Partito Democratico”,(composta da Stefania Mancuso, Elisabetta Tripodi, Filippo Italiano. Francesco Oppedisano)  costituita nel febbraio 2016  per effettuare incontri esplorativi con forze politiche contigue ed affini, ha regolarmente svolto il proprio mandato, che  è stato complesso e difficile a causa delle divergenze da subito emerse all’interno della stessa. La linea della segreteria  é stata  la strategia della convergenza, privilegiando la “contiguità” politica e gli obiettivi programmatici.

Alcuni incontri, svolti da esponenti politici e componenti della stessa delegazione, determinatisi autonomamente, hanno generato confusione e lacerazione, risultando - essi - in contrasto con la linea politica espressa ufficialmente in una riunione dalla segreteria.

Noi andiamo “sereni” ad affrontare la prossima battaglia elettorale – conclude la segretaria del PD - con la convinzione che questa alleanza vincerà le elezioni, garantendo governabilità e stabilità ed accrescendo il nostro consenso politico.”

È quindi ormai ufficialmente aperta la campagna elettorale dove si preannunciano sempre più sorprese.

S’è tenuto a Cinquefrondi presso la mediateca comunale, organizzato dal PD zonale in collaborazione con l’ADDA (Associazione per la difesa dei diversamente abili), il convegno di presentazione della proposta di legge regionale sull’autismo, a firma dell’onorevole Michele Mirabello, deputato regionale dello stesso partito nonché presidente della terza commissione –affari sociali- del Consiglio Regionale.
Nel  presentare l’iniziativa Michele Galimi, responsabile del PD della Piana e consigliere comunale di minoranza del Comune di Cinquefrondi, ha ringraziato il presidente dell’ ADDA Vito Crea e gli altri intervenuti per l’opportunità offerta, sottolineando come sul fronte della disabilità sia imprescindibile  un cambio di mentalità che si concretizzi nel passaggio dalla logica dell’assistenza a quella dell’inclusione. Subito dopo Galimi, il presidente dell’ADDA Vito Crea ha brevemente riassunto le vicende del concepimento dell’idea di una  proposta di legge   -destinata a recare concretamente aiuto agli affetti da questa patologia e alle loro famiglie- e della sua tempestiva ricezione sia  da parte di Seby Romeo, capogruppo del PD al consiglio regionale, sia di Michele Mirabello  dopo l’audizione dell’ADDA nella commissione da lui presieduta, nello scorso mese di aprile. Vito Crea, sulla scorta della propria personale esperienza di genitore di una bambina autistica, non ha lesinato le espressioni polemiche nei confronti dell’insipienza di non pochi operatori della scuola, soprattutto dirigenti ed insegnanti di sostegno, suscitando un polemico contraddittorio di alcune operatrici scolastiche presenti in sala. Si è quindi soffermato sulle problematiche derivanti dalla crescente incidenza delle patologie dello spettro autistico e sulla svolta che ci si aspetta dalla trasformazione in legge della proposta, che non sarà indolore per il vasto coacervo di interessi che ruota intorno ai bambini autistici e alle loro famiglie.
E’ stata quindi la volta dell’assessore regionale Federica Roccisano, che ha messo l’accento sulle problematiche dell’inclusione e sulle difficoltà degli operatori scolastici, le cui carenze sono spesso imputabili ad un contesto che li lascia soli a svolgere un ruolo improprio di assistenza, mentre l’obiettivo della legge in discussione è l’inclusione nella scuola come grado preparatorio all’inserimento nel mondo del lavoro, quali persone in grado di portare alla società il loro contributo. La politica secondo la giovane componente dell’esecutivo regionale non ha che un compito, la soluzione dei problemi della gente nel quadro di un disegno strategico, di un progetto di società alla cui realizzazione chi fa politica deve sentirsi vocato.
Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della Commissione affari sociali Michele Mirabello, firmatario della proposta di legge, che ha evidenziato il drammatico quadro della sanità regionale ereditato dalle amministrazioni precedenti e di come ci si stia adoperando per liquidare l’approccio della vecchia politica destinando le risorse ad iniziative di cambiamento in grado di venire incontro ai reali problemi e ai reali bisogni dei cittadini. Quanto alla proposta di legge regionale, essa ricalca le linee della legge nazionale di recente licenziata dal Parlamento.
Infine Seby Romeo, invitato da Michele Galimi a tracciare lo stato dell’arte dell’attuale situazione politica regionale, ha messo a fuoco l’impegno contro le lobby dell’attuale compagine alla guida della Regione Calabria, di cui è un esempio la vicenda degli affitti, emblematica di una situazione di  tacite connivenze che per anni ha rappresentato la palla al piede della Calabria.

Si terrà Mercoledì 15 Aprile alle ore 18:00, presso la sede del Coni in piazza Matteotti a Cosenza, l'Assemblea Provinciale dei giovani amministratori, organizzata dalla federazione provinciale dei Giovani Democratici di Cosenza, dalla Federazione provinciale del Partito Democratico e dal dipartimento provinciale Enti Locali.
L'assemblea avrà modo di confrontarsi con il Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio a cui saranno affidate le idee e le proposte che i giovani amministratori metteranno in campo. All'iniziativa parteciperanno tra gli altri, Carmine Quercia assessore del Comune di Cetraro, Armando Bossio Vice Sindaco di Cleto, Gaetano Marcovecchio Vice Sindaco di San Basile, Antonio Nicoletti Rsponsabile Provinciale Anci Giovani , Nino Castorina Capo Gruppo Pd Comune di Reggio Calabria, Michele Rizzuti Segretario Provinciale Gd, Mario Valente Segretario Regionale Gd, Luigi Guglielmelli Segretario Provinciale Pd e Marco Grandinetti Responsabile Nazionale Gd Enti Locali.

Il Pollino, e il Comune di Morano, tornano al centro dello scenario politico calabrese grazie al lavoro di FutureDem e dei suoi responsabili territoriali: Rocco Marrone e Cristiana Viola.

Insieme a Vittorio Pecoraro, coordinatore regionale futuredem, all'On. Stefania Covello, deputata e membro segreteria nazionale PD, all'On. Franco Laratta, consigliere Ismea, all' On. Domenico Pappaterra, Presidente del Parco Nazionale del Pollino, all'On. Domenico Bevacqua, consigliere regionale della Calabria, al Segretario dei GD di Villapaiana Adolfo De Santis e al Segretario PD Morano Vito Aloiso Monopoli, abbiamo ragionato sul futuro dell’agricoltura, che deve porsi tre obiettivi: quello di assicurare un’alimentazione sana e di qualità a tutti gli esseri umani, quello innovare con la ricerca, la tecnologia e l’impresa l’intera filiera alimentare e quello di preservare la bio-diversità, rispettando l’ambiente in quanto eco-sistema dell'agricoltura.

Il dibattito è stato arricchito dal contributo della Fondazione Paolo di Tarso, rappresentata dalla Prof.ssa dell’Unical, Luana Gallo, e da altri validi e giovani studiosi come Geppino Feoli e Paolo Saraceni.

Graditissima sorpresa, la presenza del vincitore delle Primarie di Castrovillari, Domenico Lo Polito.

Dal Pollino si lancia una nuova comunità politica, fatta di uomini e donne libere che voglio mettere la loro semplicità, la loro empatia e la loro ispirazione al servizio della Calabria. 

 

REGGIO CALABRIA - Alla luce delle recenti vicende avvenute presso il Comune di Reggio Calabria in occasione della riunione organizzata dal sindaco Giuseppe Falcomatà con i colleghi degli altri comuni della futura Città Metropolitana di Reggio Calabria, la Federazione Provinciale del Partito Democratico non può non rilevare l’inopportunità di alcune posizioni espresse dagli intervenuti e riportati sulla stampa.

In primo luogo occorre chiarire, infatti, che il comma 22, art. 1 della “Legge Delrio”, pur prevedendo la possibilità di inserire negli statuti l’elezione diretta del sindaco e del consiglio metropolitano, demanda la definizione del sistema elettorale ad una futura legge statale ed inoltre recita che affinché si possa far luogo a elezione del sindaco e del consiglio metropolitano  a  suffragio  universale,  entro la data  di  indizione  delle  elezioni  si  sia  proceduto ad articolare il territorio del Comune di Reggio Calabria in più comuni, previa deliberazione del consiglio comunale della proposta di articolazione territoriale, adottata con maggioranze qualificate, da sottoporre a referendum tra tutti i cittadini della città metropolitana, da effettuare sulla base delle rispettive leggi regionali e che deve essere approvata dalla maggioranza dei partecipanti al voto. Occorre altresì che la Regione abbia provveduto con propria legge all'istituzione dei nuovi comuni e alla loro denominazione ai  sensi dell'articolo 133 della Costituzione.

Ciò premesso ed atteso che la Legge Delrio, allo stato attuale, non consente, di fatto, l’elezione diretta del sindaco metropolitano in mancanza della legge statale di definizione del sistema elettorale ed alla luce delle ulteriori e complesse condizioni affinché si possa far luogo all’elezione del sindaco e del consiglio metropolitano  a  suffragio  universale, pare quantomeno prematuro incentrare il dibattito su tale questione nonché antistorico immaginare di voler dividere il comune di Reggio in più comuni, soprattutto nell’ottica del contenimento dei costi della politica e delle economie amministrative di scala, in nome di una ventilata migliore rappresentatività delle vocazioni del territorio comunque garantite dall’attuale sistema elettorale di secondo livello ed oggetto precipuo di Statuto e Piano strategico metropolitano.

Incentrare il dibattito su tale questione implica direttamente anteporre “il carro davanti ai buoi” e quindi alimentare il fumus che circonda la città metropolitana di Reggio Calabria e che rischia di inibirne lo sviluppo.

La vera questione da affrontare in via prioritaria, infatti, riguarda l’effettiva costituzione della Città Metropolitana di Reggio Calabria che decorre dalla data di decadenza degli organi provinciali; ad oggi infatti la provincia di Reggio Calabria, al contrario delle altre 9 città metropolitane italiane già costituite di cui almeno 8 già entrate in funzione, è solo ‘in potenza’ Città Metropolitana.

In secondo luogo, occorre chiarire una volta per tutte che il ruolo e la partecipazione dei Comuni di tutta la provincia viene rafforzata dal richiamato quadro normatico e con specifico riferimento al governo del nuovo Ente Metropolitano, in quanto essi sono rappresentati direttamente nel Consiglio Metropolitano, organo di indirizzo e controllo della Città Metropolitana.

Ciò premesso, dal punto di vista politico la posizione del Partito Democratico è quella che considera lo straordinario ruolo che la Città Metropolitana di Reggio Calabria può svolgere quale volano per lo sviluppo socio-economico della provincia di Reggio Calabria a motivo delle ampie e strategiche funzioni assegnate a questi nuovi enti dalla Legge Delrio e dalle relative norme di attuazione,  nonché del ruolo fondamentale che le politiche di riforma e di sviluppo nazionali ed europee attribuiscono alle aree metropolitane.

Per tali ragioni occorre avviare la città metropolitana, anche per la provincia di Reggio Calabria, al più presto, soprattutto per non esacerbare i ritardi rispetto alle altre omologhe a livello nazionale e dare seguito efficace ed immediato alla riforma degli Enti Locali, peraltro già in corso con il riordino delle funzioni delle Province.

Su questo punto occorre rilevare la forte inerzia da parte dell’Amministrazione Provinciale che non solo non ha fatto il passo indietro necessario per l’effettiva costituzione della Città Metropolitana di Reggio Calabria, ma soprattutto non ha ancora avviato le attività di ricognizione delle funzioni e di pianificazione strategica e territoriale indispensabili per giungere adeguatamente preparati all’appuntamento con la nascita del nuovo ente metropolitano.

In tale prospettiva ed in un’ottica di sussidiarietà è da lodare l’iniziativa del sindaco Falcomatà di avviare i percorsi di partecipazione e costruzione sociale indispensabili per la nascita e l’avvio della città metropolitana di Reggio e non si può che biasimare l’intervento di coloro che vi abbiano visto una mera questione di protagonismo politico, anziché leggervi, come opportuno, le esigenze e le responsabilità discendenti dal nostro Ordinamento.

Il PD di Reggio Calabria ritiene, infatti, indispensabile sviluppare un percorso di costruzione partecipata, consapevole e trasparente del nuovo ente metropolitano, per il bene dei cittadini, delle imprese e delle comunità territoriali, sottoposti da troppo tempo ad una politica improduttiva e sloganistica che tende a riprodurre schemi di potere senza alcun rendiconto verso gli amministrati.

Appare in conclusione sterile dividersi su un tema come quello della Città Metropolitana di Reggio Calabria che è un ente che ancora non esiste, se non in pectore ed almeno finché rimarranno in carica gli organi della Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria.

A questi organi va addossata la stragrande responsabilità del mancato avvio della Città Metropolitana di Reggio Calabria e soprattutto quella di aver abdicato alla responsabilità di produrre gli atti ed i fatti necessari per consegnare ai futuri amministratori metropolitani una solida base conoscitiva e programmatica per far ripartire le dinamiche di sviluppo civile del territorio reggino.

 

Antonio Tropea, responsabile federazione provinciale Partito Democratico “Processo di costituzione della Città metropolitana”

Si terrà lunedì 15 dicembre alle ore 17,00 presso il CONI in Piazza Matteotti Cosenza, una assemblea aperta agli iscritti e simpatizzanti organizzata dal Circolo “Centro storico e frazioni” del PD della città di Cosenza sul seguente tema:

1.      Analisi del voto regionale del 23 novembre.

2.      Proposte ed iniziative del PD.

L’assemblea sarà introdotta dal Segretario del Circolo Damiano Covelli e la relazione introduttiva sarà tenuta da Nicola Adamo.

Parteciperanno consiglieri comunali, provinciali, regionali e i parlamentari.

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