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Aggiornato ilLun, 24 Feb 2020 4pm

Il video del blitz in un'abitazione al centro di Rosarno, scattato attorno alle 5, quando si è avuta la certezza che il boss fosse proprio lì. Con lui c'erano un uomo e suo figlio, arrestati con l'accusa di favoreggiamento.

Il video della cattura di Marcello Pesce, avvenuto in pieno centro a Rosarno.

Prosegue incessantemente a Rosarno il controllo delle Forze dell’Ordine sul dilagante fenomeno dell’immigrazione irregolare e delle condotte illecite perpetrate. Dopo che la settimana scorsa Polizia di Stato, Carabinieri con unità cinofile, Guardia di Finanza, Polizia Provinciale, Corpo Forestale dello Stato e Polizia Municipale hanno effettuato numerosi controlli nel quartiere Ospizio questa mattina un blitz interforze è stato effettuato in via Sandulli, zona della cittadina medmea tristemente nota per le frequenti risse tra extracomunitari. Nel corso dell’operazione, così come in quella effettuata nel quartiere Ospizio sono stati scoperti dei minimarket abusivi, immobili abitati senza regolare contratto di locazione e, secondo le prime indiscrezioni sembrerebbe che alcuni stranieri irregolari siano stati condotti presso il Commissariato di Gioia Tauro per ulteriori controlli.

Un’operazione interforze sin dalle prime luci dell’alba è in corso a Rosarno nei pressi del quartiere Ospizio. Nella zona, popolata da un gran numero di extracomunitari questa mattina hanno fatto irruzione Polizia di Stato, Carabinieri con unità cinofile, Guardia di Finanza, Polizia Provinciale, Corpo Forestale dello Stato e Polizia Municipale, con controlli a tappeto volti a scoprire e reprimere qualsivoglia reato o illecito amministrativo perpetrato. Dalle prime indiscrezioni sembrerebbe siano stati scoperti dei mini market abusivi, contratti irregolari, immigrati clandestini e furti di acqua.  Presente sul posto anche il sindaco Giuseppe Idà il quale ha dichiarato: non posso che ringraziare le Forze dell’Ordine per il prezioso intervento effettuato dopo le nostre denunce. Ci impegneremo con tutte le forze affinché Rosarno non sia più un ghetto alla mercé di chiunque voglia delinquere e nei nostri quartieri le famiglie possano tornare a vivere tranquillamente senza più alcuna paura.

Si è tenuto ieri presso la sala consiliare Mario Battaglini il consiglio comunale di Rosarno. Punto principale all’ordine del giorno la relazione del sindaco Giuseppe Idà sullo stato attuale delle opere pubbliche.

Il primo cittadino nel suo intervento, dopo aver ringraziato per l’egregio lavoro svolto l’ex segretaria comunale Alati (sostituita dal dott. Giuseppe Corrado) ed il responsabile servizi finanziari Consiglio trasferitisi in altre sedi, ha informato i cittadini sull’eredità lasciata dalle precedenti amministrazioni e su quanto è stato fatto in poco più di cento giorni.

In particolare Idà si è soffermato sul progetto di un milione e mezzo di euro riguardante il rifacimento del manto stradale, della illuminazione e la creazione di marciapiedi lungo la via provinciale, nazionale, via Catullo e Modigliani. Progetto inspiegabilmente fermo da circa un anno e mai avviato se non dopo l’intervento dell’attuale amministrazione che è riuscita a far trasferire dalla regione Calabria le risorse necessarie dai Fondi Pisu a quelli Pac, in caso contrario il finanziamento sarebbe stato perso.

Altro progetto a rischio definanziamento è quello riguardante il Centro Polisportivo che sorgerà nei pressi del Liceo Scientifico, e che comprenderà tra gli altri piscine e campi da tennis. Finanziamento di sette milioni di euro, che – riferisce Idà – stava per perdersi e che, invece, partirà a breve ed i lavori termineranno entro dicembre 2018.

Riguardo il Cinema Argo e la sua mancata aperture, il sindaco ha riferito come vi fosse un problema riguardante l’arredamento interno dello stesso, criticità superata e che porterà finalmente alla conclusione definitiva dei lavori entro fine ottobre.

Idà nella sua relazione ha altresì menzionato una situazione spinosa e recuperata in extremis, ossia il finanziamento di 250.000 euro riguardante la contrada Bosco e che era stato definanziato il 4 giugno (ossia tre giorni prima dell’insediamento del nuovo primo cittadino), poiché nessuno aveva trasmesso la documentazione necessaria. Grazie al lavoro dell’amministrazione comunale invece si è ottenuta una proroga fino al 21 dicembre 2016.

Tra i progetti inspiegabilmente rimasti fermi vi è altresì un finanziamento di 280 mila euro e concernente opere in Contrada Zippone, anch’esso sbloccato con avviamo lavori previsto nei prossimi mesi.

Motivo di orgoglio per l’amministrazione è stata la riapertura della scuola elementare Marvasi, Idà ha riconosciuto i meriti delle precedenti amministrazioni per i lavori effettuati, ma ha altresì sottolineato l’impegno fondamentale dell’attuale maggioranza affinché la scuola potesse essere utilizzata già per il nuovo anno scolastico. Scuola Marvasi tra l’altro il cui progetto per la nuova palestra era bloccato da oltre 10 mesi e che è stato riavviato e sarà portato a termine entro gennaio 2017,

Una promessa fatta in campagna elettorale e che stiamo realizzando – ha affermato Idà – è quella di riportare il centro vaccini a Rosarno. È stato già individuato il locale in Piazza Paolo Orsi che sarà riqualificato. Immobile che era stato inizialmente assegnato ad un’associazione per l’assistenza agli extracomunitari e, con delibera si è provveduto alla revoca del provvedimento precedente.

Tra le inefficienze ereditate il primo cittadino ha posto in consiglio l’accento a mò di esempio sull’assurda vicenda degli impianti fotovoltaici installati su due scuole dal 2011 pronti per essere attivati ed inspiegabilmente fermi. Idà ha specificato come l’avvicendamento dei vertici dell’area tecnica non è da intendersi come azione punitiva, bensì sulla scorta dei ritardi e delle inefficienze ereditate, è stata frutto di un necessario cambiamento da attuare non a parole ma con i fatti ed azioni concrete.

 Infine nella sua relazione il sindaco ha comunicato ufficialmente il finanziamento di 400 mila euro ottenuto dal Ministero dell’Interno Alfano, somme che saranno utilizzate per riqualificare Rosarno, mediante il rifacimento di strade, illuminazione ecc.

Successivamente è intervenuto il capogruppo di minoranza Giacomo Saccomanno il quale, in un clima di collaborazione per il bene della città, ha intimato all’amministrazione come il tempo dell’ambientamento sia ormai finito. L’opposizione, infatti, ha dato 100 giorni per lavorare tranquillamente, e da ora in poi sarà un pungolo costante all’azione amministrativa.

Il consiglio comunale ha altresì approvato all’unanimità l’istituzione di una Commissione di studio sul fenomeno immigrazione cui faranno parte per la maggioranza Papaianni, Rizzo e Brilli mentre per la minoranza Saccomanno e D’Agostino.

Nella giornata di ieri è iniziata la demolizione di un bene confiscato alla mafia sito a Rosarno in via Maria Zita. Sul terreno sorgerà un nuovo immobile dove verranno realizzati alloggi per i lavoratori immigrati con regolare permesso di soggiorno o richiedenti asilo.  Si è trattato di un iter lungo e complesso partito nel 2011 quando nel settembre l’allora presidente della Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti e l’Assessore al Lavoro Francescantonio Stillitani hanno presentato, nella sala riunioni del Comune di Rosarno, il Progetto “Immigrati in Calabria” sul Por Fesr alla presenza del sindaco Elisabetta Tripodi. Nel luglio 2012 la giunta comunale di Rosarno approvava il progetto preliminare del lavori per un importo complessivo di 3.800.000 euro e nell’ottobre 2015 con deliberazione del Commissario Prefettizio veniva approvato il progetto definitivo ed, infine ad aprile 2016 è stato verificato il progetto esecutivo relativo alla “Creazione di una rete di accoglienza abitativa e di inclusione sociale nelle aree urbane”, approvato l’otto settembre scorso dalla giunta comunale.

In data 16 settembre 2016, a Paola (CS) presso la Casa Circondariale, i militari della Compagnia di Gioia Tauro, hanno dato esecuzione all’ordinanza di Applicazione della Custodia Cautelare in Carcere nr. 2463/2015 RGNR, nr. 2463/2015 RGIP emessa, in data 12 settembre 2016, dal Tribunale di Palmi – ufficio GIP, nei confronti di MICHELIZZI Antonino, nato a Gioia Tauro il 30.08.1988, residente a Rosarno, pluripregiudicato, attualmente detenuto per rapina aggravata, ritenuto dagli inquirenti elemento intraneo alla famiglia di ‘ndrangheta dei Bellocco, egemone nella Municipalità di Rosarno.

Il giovane pregiudicato rosarnese, a seguito di una certosina attività d’indagine, esperita dai Carabinieri di Gioia Tauro, per i fatti accaduti in data 25 ottobre 2014, è stato ritenuto responsabile del reato di porto e detenzione di arma clandestina in concorso (artt. 99, 110 c.p., artt. 02, 04 e 07 l. nr. 895/67, art. 23 co. 1-3 e 4 l. nr. 110/75). All’epoca, infatti, il MICHELIZZI e BELLOCCO Michele cl.’96 (dell’omonima famiglia di ‘ndrangheta, due anni fa minorenne e tratto in arresto, proprio in quella circostanza, in flagranza di reato, per gli stessi capi d’imputazione contestati oggi al suo complice) viaggiavano a folle velocità con un T-MAX in una strada interpoderale di Rosarno, quando vennero intercettati da una pattuglia della Benemerita che ingaggiò subito un pericoloso inseguimento. Il MICHELIZZI, in quella circostanza, benché caduto rovinosamente a terra, riuscì a far perdere le proprie tracce. Nulla ha potuto a seguito, però, degli accertamenti fatti dalla Polizia Giudiziaria che, coordinata dal Sostituto Procuratore dott.ssa Anna PENSABENE della Procura di Palmi, ha dimostrato - incontrovertibilmente - che il MICHELIZZI era il soggetto che, con il BELLOCCO, stava scorrazzando per le vie di Rosarno (all’altezza della località Passo per Nicotera), armati di pistola clandestina cal. 7,65 ritrovata, dai militari, col caricatore pieno.

Lo stesso, inoltre, venne arrestato, sempre dai militari della Compagnia di Gioia Tauro, un mese e mezzo più tardi, ovvero il 01 dicembre 2014, in flagranza di reato di rapina aggravata (nella frazione Paravati del Comune di Mileto) e, da quell’episodio, si riuscì poi a risalire, in maniera certa, alle sue responsabilità anche per il reato dell’ottobre 2014. Decisivi sono stati, in seguito, i riscontri forniti dagli specialisti del  RIS di Messina che hanno comparato positivamente i profili genetici del soggetto.

 

Nota stampa del Comando provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria

Il 14 settembre 2016, in Rosarno (RC), i Carabinieri della locale Tenenza, in ottemperanza all’ordinanza di esecuzione di misura cautelare, emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro, hanno tratto in arresto AMATO Marcello, di anni 48 da Rosarno, già noto alle FF.OO.. Il prevenuto dovrà espiare la pena di mesi 09 e giorni 03 (tre) di reclusione in quanto ritenuto responsabile del reato di tentato furto, commesso in Lamezia Terme nel mese di novembre del 2013. Come disposto dall’A.G., l’arrestato è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari presso la sua abitazione.

Nella nottata odierna, i Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro, con il supporto dei Comandi competenti, hanno proceduto nelle Province di Cremona, Pistoia e Firenze, a dare esecuzione a tre ordinanze di custodia cautelare in carcere richieste dalla procura della Repubblica Antimafia di Reggio Calabria. A finire in manette  Frajia Francesco, di anni 44, Cristiano Renato Maria di anni 54, e Cristiano Maurizio Gerardo di anni 60, gravemente indiziati per i reati di tentata estorsione aggravata in concorso, effettuata a mezzo di reiterate ed asfissianti richieste telefoniche e atti persecutori, il tutto aggravato dalla metodologia mafiosa ai danni di una nota famiglia di Reggio Calabria, proprietaria di una farmacia a Rosarno.

I tre sono ritenuti rispettivamente, il Frajia, l’esecutore materiale delle richieste telefoniche estorsive ed i germani Cristiano mandanti delle stesse. L’attività di indagine veniva avviata dal dicembre 2015 a seguito della ricezione di telefonate minatorie a carattere estorsivo su utenze in uso al dott. Gaetano Cianci, proprietario dell’omonima farmacia sita in Rosarno, già in passato bersaglio di azioni predatorie della locale criminalità organizzata, al punto da essere costantemente presidiata da un servizio di vigilanza fissa da parte delle Forze dell’Ordine in orario di chiusura, e ad i figli Rocco e Alessandra.

Venivano pertanto avviate sotto il costante coordinamento della Procura di Reggio Calabria una serie di attività tecniche che hanno consentito di ricostruire in maniera puntuale quanto accaduto. Dai primi accertamenti espletati dall’analisi dei tabulati telefonici sulle utenza utilizzate dagli odierni indagati, formalmente intestate a cittadini stranieri, era possibile circoscrivere la provenienza delle chiamate dalle province di Milano Cremona e Bergamo.

L’attenzione investigativa si focalizzava su Cristiano Renato Maria, ortopedico e marito di Cianci Alessandra, figlia del dott. Gaetano Cianci, dalla quale è in fase di separazione. Lo stesso, combutta il fratello Maurizio, aveva assoldato un conterraneo (Frajia Francesco) per portare a termine il loro disegno criminoso che avrebbe , da qui a breve, anche potuto prevedere una scellerata azione delittuosa contro l’incolumità dei componenti della famiglia Cianci. Al termine delle formalità di rito i tre sono stati tradotti presso le carceri di Cremona, Pistoia e Firenze.

Un incidente è avvenuto lunga l’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria all’altezza del Km 390+550 in direzione nord, precisamente tra Gioia Tauro e Rosarno. Una Fiat Uno ed una Fiat Punto si sono scontrate per causa ancora in fase di accertamento. Ad avere la peggio i due occupanti della Fiat Punto che sono stati trasferiti presso l’Ospedale di Polistena in quanto l’auto dopo l’impatto si è ribaltata per ben due volte prima di terminare la propria corsa contro un guard-rail. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti, oltre ai sanitari del 118,  la Polizia Stradale di Palmi, il personale dell’Anas ed i Vigili del Fuoco.

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