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Sindrome della curvatura peniena: cause e cure di un problema per il 9% degli uomini

Pubblicato in ITALIA
09 Novembre 2018
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La sindrome del pene curvo può essere di due tipi di natura. Nel primo caso la deformazione può essere congenita, meglio conosciuta come recurvatum e viene solitamente riportata ai pediatri dalle mamme, che già in bambini molto piccoli riscontrato un’anomalia del grado di curvatura del pene durante l’erezione mattutina. L’unica via di cura per questa patologia è l’intervento chirurgico che può accorciare il lato più esteso portandolo a livello di quello più corto che quindi tende a tirare il pene in erezione.

               

L’altra natura può essere di origine traumatica e riguarda tutti quei casi di pazienti che non hanno sempre avuto questa problematica, ma l’accentuazione della curvatura del pene si è manifestata durante la vita. I traumi che causano questa patologia anche conosciuta come malattia di La Peyronie o Induratio Penis Plastica possono essere ricollegati a microlesioni interne non assolutamente note nel momento in cui si sono create. Tali lesioni, creando una infiammazione, hanno innescato un meccanismo di riparazione che il corpo mette in atto ogni qual volta si verifica una ferita o una rottura. La conseguenza a questa infiammazione acuta e cronica è la formazione di tessuto cicatriziale, conosciuto anche come placca peniena, che non essendo elastico tende a creare una zona di tiraggio provocando l’inclinazione del pene.

 

Si attesta che circa il 9% degli uomini sia affetto da forma congenita di questa patologia e da malattia di La Peyronie che può manifestarsi con diverse gravità dovute al grado di inclinazione del pene e che possono renderla quindi problematica per la vita sessuale del paziente oppure no, ma ovviamente il dato è sicuramente sottostimato a causa del senso di vergogna che avvolge le malattie del pene ed anche a causa di presenza di inclinazione che tuttavia non crea disturbo né dolore nell’atto di penetrazione pertanto, essendo possibile conviverci senza riscontrare conseguenze, non viene riportata agli specialisti.

 

Nel caso in cui le condizioni di vita sessuale normale non possano sussistere a causa della malattia i trattamenti della curvatura peniena disponibili possono essere di natura farmacologica, nella fase di formazione della placca peniena, e consistono nell’assunzione di farmaci che inibiscono la produzione del tessuto cicatriziale da parte del corpo. Tuttavia, questi trattamenti sono applicabili solo con una diagnosi precoce che consenta di intervenire quando ancora il processo di cicatrizzazione non è concluso. Nel caso in cui lo stato di infiammazione riconosciuto dal corpo sia invece terminato è possibile recuperare lo stato di ottimale curvatura del pene tramite interventi chirurgici poco invasivi di diversa metodologia in base alle condizioni da trattare. La tecnica denominata Plicatura o accorciamento del pene è adatta nei soggetti che conservano una funzione erettile intatta, che abbiano una curvatura inferiore a 60 gradi ed in assenza deformazioni come l’effetto a clessidra o a cerniera. La tecnica del Grafting o allungamento del pene che permette di intervenire, sempre in presenza di funzione erettile intatta, ma anche in casi di deformazione complessa come in presenza dell’effetto a cerniera. Infine, si può operare un impianto di protesi peniena in caso di funzione erettile compromessa. Quest’ultimo consiste nell’inserimento di un dispositivo cilindrico di silicone realizzato su misura che viene inserito nel pene.

 

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