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Gioco patologico, il primo passo è l’auto controllo

Pubblicato in ITALIA
30 Agosto 2019
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Ecco come le aziende leader del settore combattono il GAP. Si parte da kit di autocontrollo e autodiagnosi per passare a strumentazioni più tecniche.

Sono oltre 12 milia gli italiani attualmente in cura per casi di ludopatia. Una cifra, resa nota dal quotidiano online ilSole24ore, che non restituisce in maniera chiara e soprattutto veritiera il reale panorama della dipendenza in Italia ma che rappresenta una semplice punta di un iceberg.

Per questo il settore del gambling è alla costante ricerca di tecnologie e strumenti utili per prevenire la diffusione del GAP, acronimo di Gioco d’Azzardo Patologico, che dal 1980 è riconosciuto come disturbo psichico indipendente nei sistemi di classificazione internazionali DSM e ICD. Si tratta di un comportamento relativo al gioco persistente e ricorrente, nonostante le conseguenze personali e sociali che comporta, come ad esempio rottura di legami familiari e affettivi, indebitamento, fallimento dal punto di vista professionale. È quindi un comportamento che arreca anni all’esistenza, al lavoro, alla situazione finanziaria e anche alla salute della singola persona e della sua famiglia. Anche se una diagnosi reale può essere effettuata solo da specialisti esperti, ci sono però alcuni campanelli d’allarme che segnalano la nascita della situazione problematica. Quando il giocatore rincorre le perdite, è assorbito completamente dal gioco, commette azioni illegali, mente sul suo comportamento legato al gioco oppure gioca per sfuggire a problemi esterni, diventa irrequieto quando si limita, allora ecco che la situazione diventa seria e compromessa.

Per questo molti casinò online hanno messo a disposizione strumenti di auto-diagnosi come un autotest che permette all’utente di individuare il proprio potenziale rischio. Tra le aziende leader del settore che offrono questo tipo di supporti c’è il casinò online di Gioco Digitale, che in collaborazione con il loro partner di ricerca, - la Division on Addiction -, ha creato anche un kit di auto-aiuto. Si tratta di un’analisi dettagliata che dura appena 20 minuti, presente sulla pagina della Harvard Medical School Faculty, dove si offre supporto a individui potenzialmente problematici.

Tra gli strumenti utili ci sono il limite personale e l’autosospensione. Nel primo caso si offre la possibilità ai clienti di ridurre il limite di versamento standard già stabilito dalla società, con effetto immediato, mentre nel secondo caso si dà la possibilità all’utente di escludersi dall’utilizzo del gioco a vincita per un periodo determinato (1 mese, 3 mesi o tempo indeterminato).

Misure che puntano innanzitutto sulla responsabilità personale, visto l’autocontrollo è la migliore forma di protezione. Lo dicono i principi stessi del gioco responsabile che punta sulla sicurezza del giocatore e del gioco, sulla protezione dalla dipendenza, sulla tutela dei minori. Solo in questa maniera infatti si potrà veramente un ambiente e una passione sana, sicura e trasparente. Senza pericoli per nessuno.

 

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