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Aggiornato ilMer, 26 Feb 2020 9am

I Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria, coadiuvati dai colleghi della Compagnia CC di Vigevano, tra il 24 ed il 25 marzo, hanno tratto in arresto tre pregiudicati residenti a Reggio Calabria ed un quarto di Vigevano perché accusati del colpo al supermercato “Di Più” del marzo dello scorso anno. Nello specifico a Reggio Calabria sono stati localizzati e tratti in arresto MONTOLI Mario cl. 1981, STIVILLA Leone cl. 1990 e VENUTI Marco cl. 1991, tutti reggini e condotti presso la Casa Circondariale di Arghillà, mentre a Vigevano è stato tratto in arresto PINATO Alessandro cl. 1960 poi tradotto presso il carcere di Torre del Gallo di Pavia.

            I quattro banditi assaltarono il market di Cilavegna (PV) il 18 marzo 2014 intorno all’ora di pranzo, irrompendo all’interno con il volto coperto da passamontagna ed uno di loro spianando una pistola. Nonostante la reazione di un cassiere, i rapinatori asportarono circa 600 euro da una delle casse riuscendo poi a fuggire. Tuttavia, l’imprevista resistenza del dipendente del supermercato provocò una fuga scomposta del gruppo che abbandonò l’arma, poi rivelatasi una replica di una pistola semiautomatica, dividendolo e costringendolo a lasciare  l’autovettura a poche centinaia di metri dal luogo del fatto. Proprio dal veicolo, la cui targa fu parzialmente rilevata da un passante che vi vide salire correndo tre persone travisate, iniziarono gli accertamenti dei Carabinieri che già pochi minuti dopo rintracciarono il proprietario del mezzo, pregiudicato cinquantaquattrenne vigevanese, insieme ad un calabrese di trent’anni da tempo residente a Cilavegna poi rivelatosi un fiancheggiatore e denunciato in stato di libertà per il reato di favoreggiamento. Sull’utilitaria del vigevanese, infatti, alcune settimane prima, al rientro da una serata brava in una discoteca della zona, erano stati controllati da una pattuglia dei carabinieri tre giovani pregiudicati calabresi, di età compresa fra i 21 e i 33 anni, tutti con precedenti per rapina. Tutti e tre nel corso del controllo dichiaravano di soggiornare a Vigevano, da alcuni giorni, per “andare nelle discoteche” della zona, ma la loro presenza sul territorio aveva da subito destato l’interesse investigativo dei militari del Nucleo Operativo che stavano indagando su una serie di rapine ad esercizi commerciali commesse nei giorni precedenti. Il rilevamento della targa all’atto della rapina al supermercato di Cilavegna, altro non era che una conferma dell’ipotesi investigativa dei militari, che immediatamente si attivavano per ricercare i tre calabresi i quali, tuttavia, verrà scoperto successivamente, avevano prima trovato un rifugio sicuro in zona ed erano riusciti a fare ritorno nella terra natia poi. I Carabinieri, quindi, dopo aver raccolto le testimonianze dei presenti, intraprendevano, d’accordo con l’Autorità Giudiziari inquirente, una serie di indagini ed accertamenti tecnici fra i quali il prelievo di DNA dalla pistola rinvenuta sulla scena del crimine, l’analisi del traffico telefonico e l’intercettazione delle utenze di tutti i sospettati, nonché alcune intercettazioni ambientali che davano la conferma di quanto ipotizzato. In particolare, il DNA rinvenuto sull’arma giocattolo, posto a confronto con quello dei sospettati a cui era stato prelevato con la collaborazione degli investigatori del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Reggio Calabria, risultava corrispondere a quello del ventiquattrenne reggino poi tratto in arresto. Inoltre, gli accertamenti sul traffico telefonico davano conferma che le utenze cellulari in uso ai quattro indagati si trovavano sul luogo del reato al momento della commissione della rapina e consentiva, altresì, di ricostruire perfettamente gli spostamenti della batteria di rapinatori prima e dopo il fatto.

            Gli elementi raccolti venivano dunque compendiati in un’articolata informativa diretta al P.M. della Procura della Repubblica di Pavia titolare delle indagini, Dott. Roberto V.O. Valli, che a sua volta richiedeva la misura cautelare della custodia in carcere per i quattro autori del fatto al G.I.P. Dott. Carlo Pasta che, condividendo l’impianto accusatorio, la concedeva.

            I quattro arrestati sono anche sospettati di altre rapine commesse in Lombardia nei mesi precedenti al marzo 2014, non escludendosi che gli stessi si siano resi responsabili di simili atti nel centro urbano di Reggio Calabria nei mesi precedenti all’arresto.

 

La costante attività di controllo del territorio condotta quotidianamente da parte dei Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria ha fatto registrare un altro importante successo nel contrasto dei reati contro il patrimonio commessi in città. Nello specifico, nella trascorsa serata, la pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Gallina interveniva in località Ligonì all’interno dell’area di pertinenza di un’impresa edile confiscata nell’anno 2009 nell’ambito dell’operazione “Rifiuti S.r.l.” condotta dai militari del Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria, ove già nei giorni scorsi erano stati segnalati dei movimenti sospetti. Ivi giunti, i Carabinieri sorprendevano AMATO Fiorino, disoccupato, pregiudicato e BEVILACQUA Francesco, incensurato, entrambi 23enni domiciliati in questa Via Ciccarello, intenti a caricare, a bordo della moto-ape di proprietà del primo, matalli vari per un peso complessivo di 500 kg circa. Inoltre, adagiati per terra vicino al mezzo, i militari rinvenivano, pronti per essere caricati, ulteriori nr. 6 pilastrini in alluminio di circa 4 metri, nonché ulteriore materiale ferroso. Veniva altresì accertato che i predetti si erano introdotti all’interno dell’azienda a seguito dell’effrazione del cancello di ingresso.

            Alla luce di quanto accertato i due venivano dichiarati in stato di arresto per il reato di furto aggravato in concorso, venendo condotti presso la caserma della Stazione di Gallina, da dove al termine delle formalità di rito venivano sottoposti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni.

            Nella mattinata odierna, i Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Reggio Calabria convalidava gli arresti eseguiti dalla Polizia Giudiziaria disponendo per i due la misura cautelare dell’obbligo di presentazione.

            Anche in questo caso, la collaborazione con l’Arma dei Carabinieri da parte dei cittadini si è dimostrata elemento precipuo e fondamentale per il contrasto dei reati contro il patrimonio sul territorio.

Gaetano e Giovanni Morabito, due fratelli di Reggio Calabria, rispettivamente di 38 e 23 anni, sono stati arrestati dagli agenti della squadra mobile di Reggio Calabria con le accuse di ricettazione e detenzione di armi clandestine.

Gli arresti dei fratelli Morabito sono scaturiti dal ritrovamento di armi e divise dei carabinieri nascoste in un locale di via Esperia. Tra il materiale c'erano anche due soprabiti con della Polizia Municipale appartenuti ad un vigile urbano deceduto la cui abitazione è stata occupata da Giovanni Morabito.

Tre arresti a Reggio Calabria

Pubblicato in PROVINCIA CRONACA
27 Febbraio 2015

Nell’ultima settimana, i Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria hanno localizzato e arrestato tre soggetti destinatari di ordine per la carcerazione emessi dall’Autorità Giudiziaria. Nello specifico:

-          la Stazione di Cannavò, dopo giorni di ricerche, ha rintracciato e arrestato LASZLO Viktoria, 30enne ungherese, in ottemperanza all’”ordinanza di custodia cautelare in carcere” emessa dalla Corte d’Appello di Napoli a seguito delle reiterate violazioni delle prescrizioni imposte con la precedente misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria presso la Stazione di Napoli Vomero, disposta per i reati di tentata rapina e resistenza a pubblico ufficiale. La stessa è stata associata presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria Arghillà;

-          la Stazione di Catona ha arrestato AMATO Romano, 45enne reggino, con diversi precedenti, il quale deve scontare la pena definitiva di mesi 9 di reclusione poiché riconosciuto colpevole del reato di ricettazione, commesso a Reggio Calabria nel gennaio 2007. Al termine delle formalità di rito, l’Amato è stato tradotto presso la propria abitazione ove sconterà la pena;

-          la Stazione di Gallina ha notificato l’ordine di esecuzione pena a MUGGERI Simone, 34enne reggino, il quale deve scontare una pena residua di mesi 8 e giorni 15 di reclusione poiché riconosciuto colpevole dei reati di spaccio e detenzione ai fini di spaccio commessi a Napoli nel novembre 2013. Lo stesso sconterà il residuo pena al regime di detenzione domiciliare.

 

Carmine De Stefano, 47 anni, esponente di primissimo piano della omonima famiglia di ndrangheta, è stato arrestato questa mattina in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Reggio Calabria che ha ordinato il ripristino di una precedente carcerazione per associazione mafiosa e traffico di sostanze stupefacenti, dovrà scontare un residuo pena di 2 anni, 9 mesi e 28 giorni di reclusione.

Carmine De Stefano, è figlio del defunto don Paolino, ritenuto capo indiscusso della ‘ndrangheta reggina, la cui uccisione, avvenuta nell’ottobre del 1985, scatenò la seconda guerra di mafia. La latitanza del De Stefano iniziava il 03.10.1994, e successivamente, egli veniva rinviato a giudizio per i delitti di associazione mafiosa e duplice omicidio nel noto processo “Olimpia” che ha segnato una tappa storica nella lotta alla mafia reggina e condannato con sentenza della Corte di Assise di Reggio Calabria del 19.01.1999 per il solo delitto di associazione mafiosa alla pena di anni 8 di reclusione, ridotti, in Appello, a 4 anni e 8 mesi di reclusione. La latitanza del DE STEFANO, inserito nell’elenco stilato dal Ministero dell’Interno dei ricercati pericolosi, terminava in data 08.12.2001, allorché personale di questa Squadra Mobile, a seguito di un blitz, lo catturava all’interno di un appartamento del popolare quartiere Arghillà di Reggio Calabria. Il DE STEFANO Carmine era stato scarcerato, recentemente, in data 09.06.2014 per fine pena e era stato sottoposto alla Sorveglianza Speciale di P.S. con obbligo di soggiorno nel Comune di Reggio Calabria. Adesso, la Procura Generale della Repubblica di Reggio Calabria, a seguito di vari ricorsi, anche per Cassazione, relativi all’applicazione dell’istituto del reato continuato, all’esito dei quali si è stabilito che il DE STEFANO doveva scontare una pena rideterminata, per tre sentenze di condanna (Milano e Reggio Calabria), in 18 anni, 3 mesi e 14 giorni di reclusione e di interdizione perpetua dai pubblici uffici, ha disposto una nuova carcerazione del predetto, in virtù del calcolo tra quanto da lui finora scontato e la pena inflittagli.

 

 

Prosegue l’azione di contrasto dello spaccio di sostanze stupefacente da parte dei Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria.

Nel weekend appena trascorso i Carabinieri della Stazione di Rosario Valanidi, nel corso di un mirato alla repressione di tale fenomeno, hanno arrestato CIURAR ZORILA, 24enne rumeno, con precedenti per reati specifici nonché contro il patrimonio e la persona.

Lo stesso è stato sorpreso nei pressi della stazione ferroviaria, a cedere ad un cittadino  magrebino un involucro di sostanza stupefacente del tipo “hashish” del peso di un grammo, dietro il corrispettivo di euro 20,00. La perquisizione è stata successivamente estesa al domicilio del reo, ove i militari operanti hanno rinvenuto una busta in cellophane contenente “marijuana” del peso complessivo di gr. 38 circa.

Alla luce di quanto accertato, il cittadino rumeno è stato immediatamente arrestato e condotto presso la caserma di Rosario Valanidi, per essere successivamente accompagnato davanti al GIP del Tribunale di Reggio Calabria, il quale ha convalidato l’arresto eseguito dalla Polizia Giudiziaria per il reato di spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, ed ha disposto la misura dell’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.

Nelle ultime 48 ore, i Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria supportati dai Cacciatori dello Squadrone Eliportato Calabria hanno localizzato e tratto in arresto tre soggetti destinatari di ordine per la carcerazione emessi dall’Autorità Giudiziaria reggina. Nello specifico:

-          la Stazione di Catona ha arrestato PRIORE Francesco, 79enne reggino, il quale è stato condannato in via definitiva alla pena di anni 7 di reclusione per il reato di associazione di tipo mafioso, per il quale era stato tratto in arresto nell’ambito dell’operazione convenzionalmente denominata “Meta” condotta dai Carabinieri di Reggio Calabria nell’anno 2010. Lo stesso deve scontare la pena residua di anni 2, mesi 4 e giorni 10 di reclusione, motivo per il quale, al termine delle formalità di rito, è stato associato presso la Casa Circondariale di San Pietro;

-          la Stazione di Rione Modena ha arrestato MICELLI Aldo Armando, 43enne reggino, il quale deve scontare una pena residua di anni 3, mesi 10 e giorni 10 di reclusione per i reati di ricettazione, spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione di armi clandestine, commessi in Reggio Calabria tra il 1996 ed il 2011. Al termine delle formalità di rito è stato associato presso la Casa Circondariale di Arghillà;

-          la Stazione di Archi ha arrestato CIRILLO Ivano, 27enne reggino, il quale deve scontare una pena residua di anni 1, mesi 3 e giorni 28 di reclusione per i reati di furto in abitazione aggravato e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, commessi a Reggio Calabria tra il 2012 e il 2014. Al termine delle formalità di rito è stato associato presso la Casa Circondariale di Arghillà.

 

Nel pomeriggio di ieri, i Carabinieri della Stazione di Rione Modena supportati dai colleghi di Gallina e dai Cacciatori dello Squadrone Eliportato Calabria hanno localizzato e arrestato TRIPOLI Alfio, 39enne, originario di Catania, latitante dal giugno 2014, poiché destinatario di un “Ordinanza di esecuzione per la carcerazione per pene concorrenti” emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania.

Nello specifico, al termine di una estenuante attività di osservazione condotta dai militari anche in condizioni meteorologiche avverse, il Tripoli è stato individuato dai militari all’interno di un residence sito in località San Gregorio ed immediatamente tradotto presso gli uffici di Viale Calabria, per essere compiutamente identificato.

Lo stesso deve scontare la pena residua di anni 2 e giorni 10 di reclusione per i reati  di furto aggravato, invasione di edifici e lesioni personali commessi nella città etnea tra l’anno 2003 e il 2007.

Al termine delle formalità di rito, il Tripoli è stato associato presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria Arghillà ove permarrà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mandante.

Con l’arresto di Tripoli, sono 6 i latitanti catturati dai Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria dall’inizio dell’anno 2015.

Un giovane di 26 anni di Reggio Calabria è stato arrestato ieri dalla Polizia di Stato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip reggino su richiesta della Procura.

M.A., queste le iniziali del nome del giovane arrestato a Reggio Calabria è accusato del reato di maltrattamenti in famiglia perpetrato ai danni dell’ex compagna dal 2011 al 2014. Proprio grazie alle denunce della persona offesa dal reato, dalla quale aveva avuto un figlio, sono partite le indagini ch hanno permesso di accertare, secondo gli inquirenti, come nel corso della convivenza il giovane, praticamente da subito, si era mostrato una persona gelosa e possessiva divenendo, nel tempo, una presenza totalizzante nella sua esistenza; aveva spesso usato violenza fisica nei suoi riguardi finanche durante la gravidanza e in presenza del loro piccolo bambino; non provvedeva inoltre economicamente al loro sostentamento, costringendola a ricorrere all’aiuto dei propri familiari.

La donna specificava che M. A. inveiva spesso nei suoi confronti quando aveva contatti con i suoi genitori, sottraendole il denaro che quest’ultimi le consegnavano.

Finta la loro relazione e nonostante a suo carico fosse stato emesso provvedimento di ammonimento del Questore, M. A. aveva continuato ad importunarla con centinaia di telefonate e numerosi sms dal contenuto ingiurioso, minacciando lei ed i suoi genitori di morte .

L’azione di contrasto allo spaccio di sostanza stupefacenti prosegue da parte dei Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria.

Questa volta a cadere nella rete è stato MAGAZZU’ Bruno 27enne reggino, pregiudicato, il quale, nel corso di una perquisizione domiciliare, è stato sorpreso dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile in possesso di gr. 20 circa di sostanza stupefacente del tipo “marijuana”. Inoltre,  all’interno dell’abitazione veniva rinvenuto un bilancino di precisione nonché materiale vario atto al confezionamento.

Alla luce di quanto accertato, il presunto “pusher” veniva immediatamente arrestato e condotto presso la caserma di Viale Calabria, per essere accompagnato nella mattinata odierna davanti al GIP del Tribunale di Reggio Calabria, il quale convalidava l’arresto eseguito dalla Polizia Giudiziaria per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, disponendo la misura dell’obbligo di firma.

Dalle analisi effettuate in laboratorio è stato possibile desumere che dalla sostanza sequestrata sarebbe stato possibile ricavare nr. 66 dosi. L’azione proseguirà nei prossimi giorni.

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