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Saccomanno- Lettera aperta questione migranti e agricoltura

Pubblicato in LA PAROLA AI LETTORI
10 Gennaio 2020
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Il sette gennaio 2010 a Rosarno vi fu la rivolta dei migranti, con devastazione della città, per contestare le gravissime condizioni umane, sociali ed economiche in cui gli stessi erano costretti a vivere. Vi furono azioni di guerriglia urbana e molto violente, con gravi danni a tutto quello che gli “schiavi delle campagne” si trovavano davanti loro, tanto da costringere la popolazione di Rosarno a rimanere chiusa in casa per almeno due giorni. Ripetutamente la Lega e lo scrivente capogruppo hanno chiesto al Prefetto della Provincia di Reggio Calabria di iniziare un percorso di vera e concreta integrazione non essendo concepibile che degli esseri umani potessero vivere in tali disastrose condizioni anche igieniche-sanitarie. Vi sono stati degli incontri in Prefettura, ma le promesse di azioni concrete in tal senso sono rimaste solo tali. Dal 2010 nulla è cambiato. Anzi, forse la situazione è pesantemente peggiorata. Nessun miglioramento vi è stato, nessuna azione concreta di integrazione è stata espletata. Tantissime parole, tantissime passarelle, tantissimi proclami, ma tutto è rimasto com’era. A soffrire, naturalmente, i migranti, e, comunque, tutta la popolazione delle città interessate. Tanto si parla delle difficoltà di inserimento di questi, ma nessuno specifica che la situazione non potrà mai migliorare se non si risolve alla radice il problema: la crisi dell’agricoltura che colpisce prima i proprietari dei terreni e poi naturalmente tutto l’indotto. E’ questa la vera crisi del sistema che se non si affronterà e risolverà non potrà mai portare a miglioramenti. Se gli agrumi non hanno un adeguato e redditizio mercato come si può pretendere che i lavoratori vengano pagati con retribuzioni adeguate? Se la vendita dei prodotti avviene sottocosto e non si coprono nemmeno le spese di produzione come si può pensare che l’agricoltore possa versare una paga corretta e giusta? Forse, per evitare inutili prese in giro, sarebbe opportuno che si discutesse seriamente del problema agricoltura e si cercasse di risolvere questa per poter aiutare sia le famiglie locali che i poveri migranti. Ben vengano le dovute azioni giudiziarie che sono da sostenere e ove, naturalmente, ognuno dovrà essere messo nelle condizioni di poter dimostrare la propria innocenza. Ma se il problema non si affronta dalla testa nulla potrà cambiare. Specialmente, se si dà molto peso a chi cerca di avere vantaggi personali da tali situazioni di difficoltà. Ed a soffrire, comunque, saranno tutti, ma maggiormente chi lavora tutto l’anno in agricoltura e poi non riesce nemmeno a coprire le spese. Ed in tale contesto si inserisce l’azione scellerata dell’Europa che consente l’accesso ai prodotti agrumari provenienti da paesi posti fuori dalla Comunità europea, ove non vi sono controlli sul prodotto, ove non vi sono verifiche sulle condizioni del lavoro, ove i costi sono bassissimi. Ed ecco che i mercati sono saturi e preferiscono il prodotto che costa meno, anche se non si ha notizia di come viene coltivato e lavorato. Su tali temi solo il silenzio! Mentre, l’aggressione alla città di Rosarno è moltiplicata dai media. Allora, signor Ministro dell’Agricoltura e signor Ministro degli Interni volete fare qualcosa di buono e serio? Discutiamo per come riuscire a rendere il prodotto competitivo e poi integriamo seriamente i migranti e sosteniamo tutti al rispetto delle regole e della legge. Ma non pare serio che un problema così importante e rilevante possa essere deviato, con umiliazione soltanto degli agricoltori e i cittadini della Piana. Le vere responsabilità sono in alto e sarebbe auspicabile che, con grande umiltà e coraggio, i nostri governanti ne prendessero coscienza e assumessero quelle iniziative necessarie, concordandole con il territorio, per trovare delle soluzioni sostenibili e reali.
E per tali ragioni che la Lega chiede espressamente che il Governo assuma delle misure adeguate, lasciando da parte chiacchiere e mistificazioni, e dia la possibilità a tutti di vivere dignitosamente e nel rispetto della legge.
Ci auguriamo che, finalmente, senza retorica o inutili polemiche, i destinatari della presente vogliano, con estrema serietà, affrontare il problema e, allo stesso tempo, ascoltare i territori per meglio comprendere le vere ragioni di tale disastro umano, sociale e economico. La città di Rosarno vi attende a braccia a aperte.    

Giacomo Francesco Saccomanno - Capogruppo Consiliare Lega della Città di Rosarno

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