26012020Dom
Aggiornato ilSab, 25 Gen 2020 1pm

Comincia il countdown alle elezioni del nuovo Presidente della Regione Calabria. Gigantografie abusive con sorrisi a trentadue denti, frasi che nemmeno lercio.it, comizi degni dell’interpretazione di Cetto Laqualunque. La solita stantia routine elettorale che non appassiona più, anzi, ci porta ad un sintomo latente di disgusto. Ma si sa, questo è il lavoro del politico medio locale: l’importante è vincere, non per risolvere i mille problemi che attanagliano una regione ormai in stato comatoso, ma per ottenere prestigio personale più di ogni altra cosa. La nota corsa al pennacchio più bello. Ma la colpa può essere data esclusivamente a quanti di loro hanno una smisurata fiducia nel proprio io, oppure dobbiamo guardare al dì fuori del cerchio magico?
Perché, vedete, dobbiamo intenderci. Questi signori non fanno altro che plasmare i loro programmi sulle aspettative degli elettori, ovvero sentendo qua e là quello che il cittadino medio pensa e che vuole sentirsi dire. Ergo, lo show che mettono in campo, ad ogni occasione disponibile, rientra a pieno in quella visione distorta che hanno della politica.
Molti di noi scelgono i partiti e i candidati sulla base della lealtà data a quel partito o “amico”, con la speranza che ci restituisca in benefici il favore di averlo scelto. Siamo noi, con i nostri atteggiamenti, ad innescare il famoso voto di scambio, non nella sua accezione illecita regolata dalle norme del codice penale, ma nella sua versione genuina, lecita che però ha costi altissimi.
Il problema non sono le masse di “politici di mestiere” che si catapultano nel mercato elettorale, ma è la nostra scarsa mobilità al momento del voto. Dove sta scritto che se ieri ho votato partito giallo domani non possa votare partito verde? Se realmente ci vogliamo bene, affranchiamoci dal voto di appartenenza. E non basta farlo esprimendo un cosiddetto “voto di protesta”. Questo è sicuramente un passo importante, una sottospecie di quel tipo di voto che un elettore del duemilaquattordici dovrebbe avere naturalezza ad esprimere: il voto di opinione. Il voto di opinione è il frutto di un cittadino vigile, attento, informato, che non si fa abbindolare facilmente da slogan preconfezionati da cariatidi a-politiche.
Questa sarebbe una rivoluzione culturale, soprattutto nel meridione, che aprirebbe scenari completamente nuovi. Non so se improvvisamente i tempi siano diventati maturi al punto tale da scuotere le coscienze civili dalle catene che si sono sadicamente tenute addosso per tutto questo tempo, ma so per certo che le nuove generazioni vogliono riprendersi il presente. Hanno voglia di chiedere conto a quanti hanno permesso la costruzione di ecomostri che hanno portato solo disperazione in centinaia di famiglie. Hanno voglia di chiedere perché non si è puntato in modo convinto sulle energie rinnovabili, che avrebbero creato occupazione ed indotto per l’economia, abbattuto drasticamente l’inquinamento nel nostro territorio e portato ingenti risparmi nelle tasche di noi cittadini. Hanno voglia di chiedere perché si è barattata la dignità dei molti con lo squallido prestigio dei pochi. Hanno voglia di chiudere con quella politica di matrice cattocomunista che per molto tempo si è nutrita delle paure, delle difficoltà e dell’ignoranza di tante persone oneste.
Quelle stesse persone oneste che hanno, con enorme difficoltà a volte, cercato di dare un adeguata istruzione ai loro figli perché hanno capito che istruzione è uguale a futuro e non ricattabilità.
Per tutti questi motivi, coloro che si fregiano impropriamente del titolo di “Politico”, hanno paura dei giovani che scelgono o sbagliano con la propria testa.
Se così non fosse, beh, allora mettiamoci comodi, ordiniamo un caffè, e assistiamo come le grandi scuderie si rafforzano. Cavalli di razza con completa bardatura, puledri per riempire i box e dare l’idea di “puntare sui giovani” e, malus in fundo, centinaia di ronzini che cercheranno come sempre un posto per esprimere la loro mediocrità e scalciare i cavalli vincenti.

Francesco De Bartolo

Libera Vox

Il Presidente della Provincia di Reggio Calabria Giuseppe Raffa ha revocato l’incarico agli assessori Domenico Giannetta e Giuseppe Pirrotta candidati nella lista di Forza Italia alle prossime elezioni regionali. L’altro assessore candidato Giovanni Arruzzolo (Nuovo Centrodestra), ha invece raccolto l’invito del Presidente Raffa rassegnando le sue dimissioni.

“Al fine di tutelare l’Ente che mi onoro di rappresentare avevo chiesto ai componenti di Giunta di rassegnare le dimissioni dall’Esecutivo qualora avessero deciso di candidarsi per il rinnovo del Consiglio Regionale. Ciò perché ritengo che le sorti delle istituzioni debbano essere sganciate dalle logiche politico-elettorali e richiedono uno sforzo esclusivo, non condivisibile con percorsi diversi, specie di carattere personale. Questo mio invito, tuttavia, è stato accolto soltanto dall’assessore Giovanni Arruzzolo e pertanto, mio malgrado, sono stato costretto, anche al fine di evitare strumentalizzazioni di sorta, a revocare l’incarico agli assessori Domenico Giannetta e Giuseppe Pirrotta che hanno deciso di correre per uno scranno a palazzo Campanella”. Lo afferma il presidente della Provincia di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa, dopo la firma dei decreti di revoca dall’incarico assessorile a suo tempo conferito a Giannetta e Pirrotta.

“ Sono convinto – dice ancora il Presidente -  che le istituzioni abbiano il dovere di servire in maniera esclusiva gli interessi dei cittadini che li hanno eletti e non quelli, anche indiretti, di carattere personale. Ringrazio, per la sensibilità politica, gli altri esponenti della Giunta che aderendo a questa linea hanno deciso di non partecipare alla competizione del 23 novembre, dimostrando di aver capito e condiviso lo spirito che ha animato la mia presa di posizione. Assumendo la pur sofferta decisione di revocare gli incarichi, che non è improvvisa, dal momento che ne abbiamo, a lungo e  in più occasioni, discusso nelle competenti sedi istituzionali con i diretti interessati,  ritengo di aver agito nell’interesse esclusivo dell’Amministrazione. Il mio unico obiettivo – termina Raffa – è quello di sottrarre l’Esecutivo da interferenze di sorta  e da possibili criticità che potrebbero pregiudicare il raggiungimento degli obiettivi per i quali abbiamo ricevuto uno specifico mandato dagli elettori.  Ringrazio per il lavoro fin qui svolto i tre Assessori, con i quali fino ad oggi è stato condiviso un percorso importante ed estremamente proficuo, ed auguro loro ogni successo personale e professionale”.
Le deleghe in precedenza assegnate ai tre ex membri dell’Esecutivo sono state assunte ad interim dal presidente Raffa. 

La pubblicazione ufficiale delle liste per le prossime elezioni regionali, in particolare quella del Partito Democratico, mi impone di formulare alcune riflessioni. Mi sono speso, insieme ad altri impareggiabili compagni di viaggio, per costituire un comitato a favore della candidatura a governatore di Mario Oliverio. A Rosarno il comitato ha raggiunto un grande risultato, grazie al supporto di cofondatori quali il presidente del Consiglio comunale Antonio Bottiglieri, l’assessore Teodoro De Maria – che sta lavorando benissimo nel rispetto del mandato ricevuto - il responsabile politico di Sinistra per Rosarno Giuseppe Scandinaro ed altri simpatizzanti.

Ebbene, malgrado il successo e l’entusiasmo intorno alla persona di Mario Oliverio, non posso che comunicare l’amarezza per l’esclusione dalla lista del Pd, nel collegio reggino, di Nino De Gaetano, consigliere regionale uscente e punto di riferimento mio personale e del nostro comitato. Un politico giovane, molto vicino ai temi del lavoro e soprattutto un rappresentante di quella politica che parte dai territori e che lavora alacremente per dare risposte alla gente. L’esclusione di De Gaetano rappresenta un fatto grave, ed è un disincentivo per chi, come molti di noi, pur non essendo tesserato al Pd, avrebbe votato quella lista per supportare De Gaetano.

Il travaglio tutto interno al Pd ha prodotto un esito molto deludente, ci ha privato di un’alternativa seria e credibile come De Gaetano, e personalmente mi pone l’interrogativo di quale offerta politica dover cogliere adesso.

Molta perplessità, comunque, deriva anche dall’atteggiamento di alcuni simpatizzanti nazionali del Pd, che nell’ultima manifestazione della Leopolda hanno pronunciato parole irricevibili riguardo a presunte limitazioni dei diritti dei lavoratori e finanche una revisione restrittiva del diritto di sciopero.

Di certo non volterò le spalle ad Oliverio, che continuerò a sostenere in maniera convinta, ma la mia preferenza andrà verso un candidato di indubbie capacità, evidentemente fuori dal Pd, che magari ha esperienza nel settore di cui anche io mi occupo: quello ambientale.

In vista di una campagna elettorale, ma soprattutto di una corsa verso il cambiamento della politica regionale che deve passare per la vittoria di Mario Oliverio, colgo l’occasione per esprimere la mia vicinanza a Nino De Gaetano, escluso dalla competizione regionale nel momento in cui stava raccogliendo i meritati frutti del suo lavoro, ma ricordandogli che non sarà solo nel prosieguo della sua carriera politica.

 

 

Rocco Pronestì

Capogruppo “Sinistra per Rosarno” – consiglio comunale di Rosarno

Cofondatore del Comitato per Mario Oliverio Presidente - Rosarno

Roma, 28 OTT - “I nostri complimenti e i migliori auguri a Giuseppe Falcomatà”, così inizia un messaggio che l’On. Lorenzo Dellai ha inviato a nome di Democrazia Solidale al neo sindaco di Reggio Calabria.
“Lo abbiamo appoggiato con convinzione, per la sua energica volontà di voltare pagina in una città che attendeva da troppo tempo impegno, riscatto e nuova classe dirigente. Lo abbiamo sostenuto con il nostro candidato Agostino Siviglia, giovane come lui, a cui va il nostro grazie per l’impegno e la serietà nel testimoniare i valori e le idee dei cattolici democratici. A Falcomatà e alla città che lo ha eletto facciamo i migliori auguri per un pronto riscatto, chiedendogli di valorizzare le migliori energie della città, di continuare il dialogo con tutti e di impegnarsi molto soprattutto per chi è più ai margini e per chi come lui non vuole avere 'né padrini, né padroni a cui rispondere'”.

Il Partito della Rifondazione Comunista in provincia di Reggio Calabria come in tutta la regione, dopo un’approfondita analisi della situazione politica e sociale calabrese, ha inteso dare vita, insieme ad altre forze politiche e sociali, ad una lista, sulla scia dell’esperienza della lista europea L’altra Europa con Tsipras, che raccolga le varie anime di quella sinistra che non si riconosce nel marasma  che oggi il centrosinistra tradizionale rappresenta.

Nel merito, quindi, la Federazione Provinciale di Rifondazione tiene a smentire quanto pubblicato nei giorni scorsi in un articolo de Il Quotidiano del Sud, secondo cui, sia nell’occhiello che nel testo, la candidatura del Consigliere provinciale, Giuseppe Longo, fosse attribuibile in qualche modo al partito, in quanto il suddetto non milita nelle fila del Prc sin dall’inizio dell’anno in corso.

Aderendo, inoltre, con convinzione al progetto politico della lista L’altra Calabria, che vede candidato a Presidente il prof. Mimmo Gattuso, la Federazione provinciale di Rifondazione ha inteso contribuire alla formazione della lista per la Circoscrizione Sud presentando, con unanimità, la candidatura a Consigliere Regionale del Segretario Provinciale Nicola Limoncino,  riconfermando, così, al compagno, già dirigente del Partito Comunista Italiano, che ha ricoperto in Rifondazione Comunista diversi incarichi, anche nazionali, nonché ruoli istituzionali e sindacali, la fiducia e la stima di tutti i militanti della provincia di Reggio Calabria.

 

La Segreteria Provinciale

Se non ora quando? La Piana cerca il pass per il consiglio regionale, e alcuni big sono scesi nella contesa per conquistarselo. In un’elezione tardo autunnale, quella del prossimo 23 novembre, a riscaldare il clima ci hanno pensato le liste, sospese tra un malriuscito nuovismo e una kermesse di trasformismo al limite della commedia dell’arte.

Mario Oliverio, che vuole stravincere, ha aperto le porte del centrosinistra a moltissimi transfughi, e sulla Piana la febbre da candidato ha contagiato tantissimi. Il favorito è sicuramente Francesco D’Agostino, un autentico campione di preferenze, schierato con la lista “Oliverio Presidente” proverà ad arrivare a palazzo Campanella sospinto dal consenso che lo ha promosso in pompa magna al consiglio provinciale e al comune cittanovese. Nella sua stessa lista spicca anche Domenico Mallamaci, amministratore della Iam, che punta a raccogliere consensi anche nella Piana. L’autentica lista delle sorprese è “Calabria in rete”, cartello che ospita due esponenti in arrivo dal centrodestra. Elio Belcastro, ex deputato di Rizziconi che salvò il governo Berlusconi e ne fu anche sottosegretario, e Rocco Sciarrone, attuale consigliere provinciale gioiese del centrodestra di Peppe Raffa. E non è tutto, Bruno Barillaro, ex sindaco di Oppido, ha lasciato l’Udc e si è rifugiato sotto le insegne del Cdu, adesso a sinistra. Tra i big, inoltre, figura Giuseppe Longo, consigliere provinciale di Cinquefrondi che esordisce sotto il simbolo di Sel.

Il centrodestra s’è scisso, ed ha dato origine alla coalizione mignon dell’aspirante governatrice Wanda Ferro, stimatissima ex presidente della provinciale di Catanzaro di Forza Italia, che nel suo carnet elettorale ha messo due esponenti della Piana che intendono giocarsi le chance fino in fondo. In Forza Italia si misurerà l’assessore provinciale e sindaco di Oppido Domenico Giannetta, mentre nella Casa della libertà gioca lo scopellitiano di ferro, il gioiese Giuseppe Pedà, presidente di Ferrovie della Calabria.

L’altro ramo del centrodestra, che sostiene alla carica di governatore il senatore Nico D’Ascola, schiera appena due liste: Udc e Ncd. Proprio nella lista degli alfaniani c’è una lotta serratissima per conquistare un seggio. A contenderselo l’eufemiese Luigi Fedele, assessore regionale uscente, e Giovanni Arruzzolo, rosarnese, assessore provinciale in carica.

Outsider della contesa il Movimento 5 stelle, di Cono Cantelmi, che schiera nella lista del collegio reggino il polistenese Fabio Auddino, e l’ultra sinistra del candidato governatore Domenico Gattuso che si avvarrà della presenza dell’ex sindaco di Sinopoli Domenico Luppino.

Volti nuovi, pochi, riciclati, tanti, alla carica per conquistare l’ultimo angolo di paradiso disponibile: il consiglio regionale. In questo serpentone multicolore e trasversale ci sono poche donne, un fenomeno che ha una duplice causa: il maschilismo che ancora impedisce una piena parità di genere, ma anche l’indubbio timore di moltissime donne di misurarsi con il consenso reale e le preferenze.

In definitiva, comunque, la possibilità di portare un esponente della Piana all’interno dell’Astronave pare essere più concreta che mai.

Domenico Mammola

Dalla lettura delle liste ho appreso che è stata depennata senza alcun motivo dalla lista “LA SINISTRA”, alla quale aveva aderito il PdCI,   la candidatura del Segretario Provinciale del PdCI di Cosenza  Giovanni  Guzzo,  privando con ciò il PdCI della candidatura  concordata per la provincia di Cosenza.

Si tratta di un’operazione di una gravità e di una scorrettezza inaudita  e senza precedenti,  compiuta dal Segretario Regionale di SEL Mario Melfi che per coprire la sua  azione vergognosa ed inqualificabile, ha tentato addirittura di addossare la responsabilità al candidato Presidente Mario Oliverio, sostenendo che lo stesso aveva parlato con il sottoscritto quando questo non è mai avvenuto.

Il PdCI, nel rigettare questi  metodi arroganti, prepotenti e padronali che offendono e colpiscono la dignità e l’autonomia del Partito, si riserva di valutare nei prossimi giorni quale atteggiamento è più opportuno assumere nella campagna elettorale regionale.

 

                                                                IL SEGRETARIO REGIONALE DEL PdCI

                                                                         MICHELANGELO TRIPODI

«Ho accettato di ricandidarmi alla Regione, nella lista Calabria in#rete Campo Democratico, con la coalizione di centrosinistra per Mario Oliverio presidente.

Sì, è vero, nella scorsa legislatura sono stato eletto con il centrodestra. Alcuni amici a suo tempo criticarono quella scelta, altri criticheranno questa attuale. Non nascondo un certo disagio. Ma, tra i tanti miei difetti, posso rassicurare tutti che non mi sono mai piegato agli ordini di scuderia, non sono mai andato a Roma a chiedere favori e prebende, non frequento salotti, non ho mai occupato posti di potere».

Lo ha dichiarato il consigliere regionale Salvatore Magarò, spiegando le ragioni della sua collocazione politica per le elezioni del prossimo 23 novembre a sostegno di Mario Oliverio presidente.

«L’alternanza delle scelte  - aggiunge Magarò – ha avuto un solo filo conduttore: la testardaggine. Tra le idee che ho in testa ce n’è una in particolare: contrastare la ‘ndrangheta, vera grande piaga della nostra regione, presente nelle grandi e piccole cose, nelle istituzioni come nei comportamenti quotidiani di chi pratica la prevaricazione e l’omertà».

Continua l’esponente politico: «Da quando sono stato eletto la prima volta consigliere regionale col centrosinistra – schieramento a cui per formazione e storia personale e politica sono ovviamente più vicino – ho lavorato incessantemente, presentando provvedimenti e proposte di legge, che spesso hanno anticipato questioni poi venute alla ribalta a livello nazionale, come ad esempio la norma per contrastare il ritardo dei tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione, il progetto legislativo per ridurre il numero dei consiglieri regionali, l’introduzione del codice etico sulla trasparenza dei candidati a cariche elettive. Le mie leggi e i miei provvedimenti  - sottolinea Magarò – in molti casi non venivano approvati, o comunque rimanevano inapplicati, generando in me amarezza e
frustrazione. Inutile dire che la speranza di realizzare tutto ciò nella coalizione di centrodestra è sconfessare il mio passato politico. Continuando a ribadire che sono stato e resto socialista.
Votando liberamente in dissenso con la maggioranza di cui facevo parte in diverse occasioni, ad esempio contro la compatibilità tra la carica di sindaco e di consigliere regionale o a favore dell’abolizione del vitalizio. Credendo che non sia importante dove sei, dove lo fai, ma cosa
fai. Ho svolto un ruolo squisitamente istituzionale, quello di presidente della commissione regionale contro la ‘ndrangheta – ricorda, infine, Magarò – una commissione che si è riunita 35 volte (nella legislatura precedente si era riunita 15 volte) e che ha prodotto 38 proposte di legge. Quei disegni di legge, i provvedimenti e le iniziative da me promossi sono compendiati in un libricino dal titolo Quasi cento, ora diventato anche un blog che invito a visitare (quasicento.blogspot.it). Su quelle e su altre proposte voglio continuare a lavorare. Per questo mi ricandido.

Nel segno della civiltà, della legalità, della sobrietà, della politica intesa come servizio».

 

WANDA FERRO

COSENZA

Casa delle libertà: Giuseppe Graziano, Gianpaolo Chiappetta, Gianluca Gallo, Maria Josè Caligiuri, Ciriaco Astorino, Alessandra De Rosa, Ferdinando Di Leo, Francesco Menichini, Maria Francesco Veneruso

Forza Italia: Giuseppe (detto Ennio) Morrone, Giacomo Mancini, Fausto (detto Orso) Orsomarso, Antonio Abate, Maria Antonietta Cantelmi, Piercarlo (detto Paolo) Chiappetta, Ida Elvira Gattuso, Francesca Greco, Maurizio Orrico

Fratelli d'Italia: Jenny Panza, Leo Battaglia, Francesco Biondi, Fabrizio Falvo, Antonio Lopez, Nicola Nigro, Ernesto Rapani, Paolo Alberico Salerno, Daniele Stanisci

CATANZARO-CROTONE-VIBO

Fratelli d’Italia: Maria Adele Bottaro, Romano Loielo, Giovanni Mirarchi, Stanislao Zurlo, Fausto De Angelis, Luigi Colosimo, Giuseppe Marasco, Pasquale Durante.

Forza Italia: Salvatore Bulzomì, Gianluca Bruno, Cataldo Calabretta, Mario Magno, Filippo Maria Pietropaolo, Sabrina Rondinelli, Nazareno Salerno, Domenico (detto Mimmo) Tallini

Casa della Libertà: Gabriella Albano, Maria Brosio, Emilio Francesco D'Assisi, Maria Concetta Guerra, Umberto Lorecchio, Giuseppe Mangialavori, Vincenzo (detto Peppe) Tommaso, Claudio Parente, Caterina Salerno

REGGIO CALABRIA

Forza Italia: Alessandro Nicolò, Gesuele Vilasi, Domenico Giannetta, Manuela Mammone, Giuseppe Pirrotta, Giuseppe Serranò, Domenico Luigi Paolo Squillace.

Casa della Libertà: Giuseppe Pedà, Gianfranco Rosario Aricò, Francesco Cannizzaro, Franco Antonio Crinò, Clotilde Minasi, Alfonso Passafaro, Daniele Romeo

Fratelli d'Italia: Luigi Tuccio, Colomba Bonfà, Carmelo Dominici, Francesco Ferraro, Vincenzo Marulla

 

MARIO OLIVERIO

COSENZA

Pd: Giuseppe Aieta, Marco Ambrogio, Carlo Guccione, Katia Barbiero, Domenico (detto Mimmo) Bevacqua, Francesco Alessandro (detto Franz) Caruso, Mario Franchino, Carlo Guccione, Domenico (detto Mimmo) Pappaterra, Giovanni Zagarese.

Democratici progressisti: Giovanni Manoccio, Giuseppe Ranù, Giovanni Forciniti, Pietro Lecce, Pino Gallo, Laura Ferrara, Francesco Mirabelli, Pietro Vico e Giuseppe Giudiceandrea.

Oliverio Presidente: Maria Francesca Corigliano, Mauro D’Acri, Antonello Graziano, Franco Sergio, Salvatore Mancina, Orlandino Greco, Claudio Malavolta, Rosario Mirabelli, Mimmo Talarico.

Centro democratico: Andrea Cuzzocrea, Pasquale Audia, Francesco Beraldi, Nicola Biondi, Maria Rosa Bonacci, Giuseppe Gallo, Pietro Lupinacci, Luciano Francesco Marranghello, Rosita Terranova

Per cambiare la Calabria-La sinistra: Giuseppe (detto Pino) Aulicino, Fiorella Bernardo, Angelo Broccolo, Mario Caligiuri, Biagio Diana, Ermanno Marino, Ferdinando Benito Pignataro, Rocco Tassone, Alberto Buono

Calabria in rete: Rodolfo Aiello, Nicola Andreoli, Antonio Aprile, Elio Pasquale Bozzo, Domenico Bruni, Rachele Grosso Ciponte detta Ciponte, Salvatore Magarò, Luciano Manfrinato, Roberto Perri

Cristiano Democratici Uniti: Benito Donato, Anna Coccimiglio, Luigi Dodaro, Patrizia Lio, Rocco (detto Piergiorgio) Lo Duca, Ornella Mauro, Luciano Rizzo, Aldo Tucci, Francesca Zaccaro

Autonomia e Diritti: Francesca (detta Giovanna) D'Ingianna, Emilio De Bartolo, Nicola Filardo, Maurizio Cesareo, Vincenzo Molinaro, Giovanni Pirillo, Vincenzo Presta, Cataldo Savastano, Pasquale Ippolito.

CATANZARO-CROTONE-VIBO

Pd: Vincenzo Antonio Ciconte, Francesco De Nisi, Fabio Guerriero, Michele Mirabello, Arturo Pantisano, Giovanni Puccio, Antonio Scalzo, Tonia Stumpo.

Democratici progressisti: Vincenzo Capellupo, Arturo Bova, Antonio Tedesco, Franco Cimino, Mimma Cerrelli, Salvatore Codispoti, Foti, Chiara Macrì.

Oliverio Presidente: Giancarlo Devona, Fabrizio Muraca, Teresa Procopio, Vincenzo Pasqua, Nicodemo Filippelli, Antonio Lo Stumpo, Emilio Demasi, Antonella Rotella.

Calabria in rete: Flora Sculco, Sergio Assisi, Luca Bisceglia, Vincenzo (detto Enzo) Bosso, Ferdinando Salvatore (detto Nanco) Cosco, Sergio Costanzo, Francesco Fazio, Giuseppe Maria Romano

Autonomia e diritti: Anna Ranieri, Michele Colucci, Francesco (detto Franco) Curcio, Eugenio Fristachi, Salvatore Garito, Raffaele Lo Iacono, Peppino Ruberto, Antonio Venneri

Cristiano Democratici Uniti: Rocco Bruno, Immacolata Corso, Franca Faillace in Ceccotti, Giuseppe detto Peppe Folino, Giacomo Muraca, Francesco Pantano, Francesco Pilieci e Giuseppe Zucco.

Per cambiare la Calabria-La sinistra: Gianni Speranza, Giuseppe (detto Beppe) Apostoliti, Lucrezia Bruno, Gaetano Walter Caglioti, Domenico Iaconantonio, Sergio Iritale, Minniti Antonio Salvatore, Sammarco Francesco Mario

Centro Democratico: Pietro Funaro, Ferdinando Amoruso, Francesco Massimo Maria Bisogni, Mario Benincasa, Natale Carvello, Vincenzo Albanese, Sergio Polisicchio, Stefania Schipani

REGGIO CALABRIA

Pd: Mimmo Battaglia, Vincenzo Bombardieri, Maria Stella Ciarletta, Giuseppe Giordano, Domenico Idone, Nicola Irto, Sebastiano Romeo

Democratici progressisti: Gabriele Alvaro, Maria Grazia Coppa, Domenico Creazzo, Giuseppe Falduto, Alfonso Martino, Annunziato Nastasi, Giuseppe Neri

Oliverio Presidente: Maria Giuseppina Barbera, Alberto Tuccio Calabrò, Giuseppa Comi, Francesco D'Agostino, Vincenzo Attilio Salvatore Loiero, Domenico Mallamaci, Vincenzo Nociti

Centro Democratico: Pasquale Maria Tripodi, Vincenzo Amodeo, Antonio Cataldo, Dario Marando, Fabio Martino, Carmine Murdica, Maria Retto

Cristiano Democratici Uniti: Filippo Maria Aliquò, Bruno Barillaro, Massimo Cananzi, Alberta Gioffrè in De Domenico, Mario Mazza, Giuseppe Raschellà, Sebastiano Valenzise

Per cambiare la Calabria-La sinistra: Lorenzo Fascì, Patrizia Brigida Labate, Romina Leotta, Giuseppe Longo, Giovanni Nucera, Domenico Panetta, Rosario Rocca

Calabria in rete: Elio Belcastro, Antonio Giuseppe Carcò, Domenico Catalano, Eleonora Filocamo, Vincenzo Maria Romeo, Rocco Sciarrone, Francesco Zappavigna

Autonomia e diritti: Angelica Placanica, Raffaele Sainato, Bruno Bagnato, Giuseppe Cautela, Cosimo Emanuele Freno, Ferdinando Castellano, Augusto Minniti.

 

NICO D’ASCOLA

COSENZA

Ncd: Giuseppe Gentile, Leonida Atusi, Mario Bruno, Vito Caldiero, Stefania Celeste, Macrina Coscarelli, Aldo Figliuzzi, Ercole Paolo Fuscaldo, Salvatore Liporace

Udc: Michele Trematerra, Alessandro Bergamo, Pasquale Pellegrino, Nico De Bartolo, Galdino Accroriglianò, Elisa De Marco, Andrea Zanfini, Giovanna Audia, Mario Guaragna

CATANZARO-CROTONE-VIBO

Udc: Patrizia Battigaglia, Ottavio Gaetano Bruni, Ada Cricenti in Ciccone, Vincenzo Filice, Ernesto Ierardi, Francesco Longo, Selena Lorenzo, Francesco Talarico

Ncd: Alfonso Grillo, Sinibaldo (detto Baldo) Esposito, Francesco Salvatore (detto Franco) Canino, Maria Grazia Vincenza Corigliano, Daniela Fusca, Giuseppe Lonetti, Edda Vaccaro, Carlo Taccone.

REGGIO CALABRIA

Ncd: Luigi Fedele, Candeloro Imbalzano, Giovanni Arruzzolo, Natalia Bellantoni, Paola Lemma, Pasquale Romeo, Francesco Siclari

Udc: Francesco Vilasi, Vincenzo Attanà, Giuseppina Cambrea, Giuseppa Cotrupi, Giuseppe Marra, Antonio Gregorio Montagnese, Gregorio Procopio.

CONO CANTELMI

COSENZA

Movimento 5 Stelle: Francesco Ciappetta, Francesco Forciniti, Giorgia Maria Calabrò, Francesco Turco, Nicholas Rinaldi, Laura Bezzon, Enzo Orlando, Eugenio Francesco Piemontese, Massimo Belsito

CATANZARO-CROTONE-VIBO

Movimento 5 Stelle: Silvia Scerbo, Cono Cantelmi, Massimo Morelli, Giuseppe Cortese, Stefano Coratto, Espedito Marinaro, Salvatore Donato, Domenico Scarpino

REGGIO CALABRIA

Movimento 5 Stelle: Salvatoe Salvaguardia, Giuseppe (detto Fabio) Auddino, Davide Sergi, Vincenzo Caminiti, Daniele Morabito, Vincenzo D'Africa, Melania Di Bella

 

DOMENICO GATTUSO

COSENZA

Altra Calabria: Rosanna Anele, Lucio Cortese, Alessandra Cristini, Matteo D'Alena, Francesco De Rose, Micaela Filice, Mario Gallina, Mario Pescatore, Francesco Saccomanno.

CATANZARO-CROTONE-VIBO

Altra Calabria: Angelo Nicola Calzone, Domenico (detto Marcello) Commisso, Maria Antonietta Di Cello, Rosetta Esposito Tarantino, Alfredo Federici, Nicola Perrotti, Raffaella Raffaelli, Alfredo Scicchitano.

MACROCOLLEGIO REGGIO CALABRIA

Altra Calabria: Fortunata Chindemi, Rosa Inarta, Nicola Limoncino, Domenico Luppino, Giuseppe Mesiano, Maria Carmela Monteleone, Carmelo Giuseppe Nucera.

REGGIO CALABRIA - Le vicende che hanno portato alla esclusione di alcuni tesserati del Partito Democratico - tra cui il sottoscritto - dalle liste dei candidati al Consiglio Regionale della Calabria, lasciano un'indubbia amarezza in chi come me, da sempre, fa politica con passione, tra la gente e sui territori. Ritengo non abbia alcuna ratio essere esclusi dalla competizione elettorale per un criterio che tiene conto del numero delle consiliature - comunque derogando alla disciplina dello Statuto interno del Partito Democratico - ma non dell'impegno e della determinazione, al servizio del partito e dei territori, messi in campo in questi anni passati a rappresentare i calabresi. Lo ritengo scorretto e quantomeno superficiale, essendo tutto accaduto poi nelle ultimissime ore prima del deposito delle liste.

Ma il Partito Democratico rimane il mio ideale ed il mio faro politico, pur nello sconcerto per quanto si è verificato, mi ritengo uno di coloro che vengono chiamati "uomini di partito" e per questo, la stessa forza e lo stesso massimo impegno che avrei messo nel progetto che mi vedeva direttamente impegnato nella campagna elettorale, lo metterò al servizio di Mario Oliverio e del Partito Democratico, di cui con orgoglio faccio parte. Ho sempre fatto politica per le idee e per gli ideali e, anche per questo, accetto le scelte davanti alle quali il partito mi ha posto.
Non posso che ringraziare con grande affetto tutti i miei sostenitori, tutti i lavoratori e le lavoratrici che in queste ore mi stanno chiamando per esprimere il loro disappunto rispetto a questa decisione. A loro ed a tutti coloro che sentirò nei prossimi giorni va il mio più profondo riconoscimento per avermi sostenuto nelle battaglie fatte e per avermi stimolato a fare sempre meglio per i territori. Questa campagna elettorale assorbirà le nostre forze, ma subito dopo sapremo riprendere in mano il progetto politico che abbiamo tracciato insieme in questi anni e continueremo un percorso che subisce uno stop, ma non si ferma di certo qui. Ripartirà con lo stesso entusiasmo di sempre che vi chiedo di alimentare e di non disperdere.


Nino De Gaetano,

consigliere regionale uscente del Partito Democratico

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