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Elezioni Rosarno, il commissario del PD: equidistanti dai due schieramenti in campo

Pubblicato in ROSARNO POLITICA
11 Maggio 2016
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Riceviamo e pubblichiamo

Si voterà  a Rosarno per l’elezione del Sindaco e per il rinnovo del Consiglio comunale ma non ci sarà nessuna rappresentanza del Partito Democratico.

Non è l’esito di un commissariamento intervenuto a sparigliare le geometrie della politica locale ma la risultante di un processo che ha portato ad una preoccupante destrutturazione del sistema democratico rosarnese.

Alla caduta dell’Amministrazione guidata da Elisabetta Tripodi, la cittadinanza rosarnese, avrebbe  avuto il diritto di conoscere le ragioni di una interruzione traumatica del mandato e di poter valutare le proposte di chi quell’iniziativa aveva portato a termine, ma è prevalso evidentemente un sentimento di rivalsa che ha impedito ogni iniziativa politica. 

Il PD della Calabria guarda alla situazione che si è venuta a creare con preoccupazione e con rammarico. La preoccupazione che gli effetti di un vuoto di soggettività politica potrà produrre sulla speranza di una comunità importante della Piana di Gioia Tauro e il rammarico per l’interruzione di una tradizione storica della sinistra rosarnese.  Il luogo che ha dato i natali a Peppino Valarioti, che ha espresso valenti amministratori, prestigiosi dirigenti e un parlamentare della repubblica si vede svuotato di una rappresentanza democratica significativa, in un momento nel quale proprio per affrontare  la drammatica crisi italiana e calabrese sarebbe necessario sviluppare il massimo sforzo di governo per dare risposta alla domanda dei cittadini, dei giovani, delle famiglie e delle imprese.  

La vicenda di Rosarno rappresenta, comunque, il segnale di una crisi più profonda,  sistemica, dell’ordinamento delle autonomie locali che occorrerà mettere nell’agenda del PD che si propone di rilanciare la sua funzione riformista. Peraltro il referendum costituzionale ci richiama ad un impegno nel quale il lavoro da compiere è ancora in gran parte davanti a noi. In tale contesto, proprio per un Partito che ha manifestato l’ambizione con le parole e con i fatti di cominciare a dare risposte concrete, la metafora di Rosarno così come quella di tanti altri enti locali che si stanno svuotando di ruolo, possono ritrovare una nuova motivazione politica e la passione di chi intende cimentarsi su un profilo politico di profondi cambiamenti. In tal senso da Rosarno occorrerà, anche in campagna elettorale, assumendo una posizione politica equidistante dai due schieramenti in campo, segnare una presenza a difesa di una autonomia progettuale che non si acconcia a furbizie gregarie ma come premessa di un novo atto di ricostruzione democratica e come punto di ripartenza di una forte iniziativa politica che in tempi brevi ci porterà alla celebrazione di un Congresso straordinario del Partito Democratico di Rosarno.

Giovanni Puccio

 

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