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Aggiornato ilSab, 15 Feb 2020 6pm

Un tragico incidente mortale è avvenuto a Reggio Calabria dove un uomo di circa sessant’anni si è schiantato contro un muro mentre si trovava a bordo della sua auto.  L’automobilista, del quale non sono state rese note le generalità, dopo aver sbandato per diversi metri si è schiantato contro il muro del Palazzo della Camera di Commercio di Reggio Calabria. Secondo i primi accertamenti sembrerebbe che l’uomo abbia avuto un malore prima di schiantarsi. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Municipale ed i sanitari del 118 che però purtroppo non hanno potuto far altro che constatare il decesso.

Il 23 giugno 2016, in Reggio Calabria, i Carabinieri della Stazione Modena, unitamente a personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria e Stazione Gallico, hanno tratto in arresto C.M., di anni 48 da Reggio Calabria, e CHINDEMI Pasquale, di anni 51 da Reggio Calabria, già noto alle FF.OO., entrambi per il reato di coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente poiché, seguito perquisizione domiciliare, venivano trovati in possesso di nr. 157 piante di “cannabis indica”, di altezza compresa tra 20 e 200 cm, coltivate all’interno di due serre artigianali costruite in un appezzamento di terreno di loro proprietà.

La Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha disarticolato un'associazione per delinquere dedita alla produzione e commercializzazione di capi ed accessori di abbigliamento riportanti marchi contraffatti. Oltre 150mila i capi sequestrati e 16 le ordinanze di custodia cautelare eseguite. Nell'ambito dell'operazione, denominata 'easy brand', che sta vedendo coinvolti piu' di 200 uomini e 50 mezzi, si e' inoltre proceduto al sequestro preventivo di beni mobili ed immobili e disponibilita' finanziarie per un valore complessivo di oltre 1 milione di euro. Le 16 ordinanze di custodia cautelare, di cui 6 in carcere e 10 agli arresti domiciliari, sono state emesse dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria, alle quali si aggiungono 40 perquisizioni locali. I reati contestati sono associazione per delinquere finalizzata alla contraffazione, alterazione e uso di marchi e segni distintivi ovvero di brevetti, all'introduzione nello Stato e conseguente commercio di prodotti con segni falsi; il tutto aggravato dalla commissione sistematica del reato attraverso l'allestimento di mezzi e attivita' organizzate. Le indagini, coordinate dalla locale Procura della Repubblica - Direzione distrettuale antimafia -, hanno portato a rilevare l'esistenza di un vero e proprio cartello criminale presente ed operante nel territorio di Reggio Calabria, in grado di condizionare il regolare svolgimento delle attivita' economiche, con particolare riferimento al confezionamento ed alla vendita di oltre 150.000 capi ed accessori di abbigliamento riportanti note griffe contraffatte. Sono complessivamente 40 le persone denunciate. I dettagli dell'operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terra alle 11 presso il comando provinciale della guardia di finanza di Reggio Calabria alla presenza del Procuratore Capo della Repubblica di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho.(AGI)

Una terribile notizia arriva da Reggio Calabria dove grazie alle serrate indagini della Sezione “Reati contro la persona, in danno di minori e sessuali” della locale Squadra Mobile, coordinate dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, in persona del Procuratore Aggiunto dott. Gerardo Dominijanni e del Sostituto Procuratore dott. Gianluca Gelso, nella giornata di ieri ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di    P. C. cl. ‘53, ritenuto responsabile di violenza sessuale aggravata in danno di un minorenne di anni 11. Gli uomini della Squadra Mobile – in brevissimo tempo – hanno fatto luce su una tragica storia fatta di reiterati abusi e violenze sessuali, di cui è stata vittima per circa due anni un minorenne di anni 11.

Le indagini sono scaturite grazie al coraggio di una giovane mamma, la quale aveva notato qualcosa di strano nel comportamento del P.C., denunciando immediatamente i fatti agli uomini della Squadra Mobile. Le dichiarazioni della donna sono state sufficienti per far comprendere la gravità dei fatti denunciati, pertanto, sono partiti gli approfondimenti investigativi condotti dalla Squadra Mobile reggina con il coordinamento della Procura della Repubblica. L’attività investigativa ha permesso di accertare che l’uomo, quasi quotidianamente, abusava del bambino, costringendolo a subire atti sessuali, approfittando della sua condizione di debolezza e sotto minaccia di non dire nulla alla madre. Le violenze si sono ripetute con frequenza per più di un anno e mezzo, fino alla fine del mese di maggio, ovvero, quando la madre del bambino ha notato un comportamento nel P.C. che l’ha insospettita, portandola a rivolgersi alla Polizia di Stato per denunciare. Le indagini sono state condotte con il massimo riserbo per tutelare la vittima degli abusi sessuali, ed hanno consentito di acquisire in breve tempo gravi indizi di colpevolezza in danno del P.C., tali per cui il G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica dott. Gianluca Gelso, ha emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere, che gli uomini della Squadra Mobile hanno eseguito nel pomeriggio di ieri, conducendo il P.C. presso il carcere di Arghillà, dove resterà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

E’ in corso di esecuzione, dalle prime luci dell’alba, un'operazione da parte degli uomini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria che ha consentito di individuare alcuni imprenditori e professionisti, partecipi con ruoli organizzativi della ndrangheta reggina; l’indagine ha, inoltre, svelato i collegamenti tra quest’ultima ad una strutturata rete di professionisti, capaci di indirizzare le sorti di rilevanti settori dell’economia cittadina. Sono in corso di esecuzione 7 fermi di indiziato di delitto, sequestrate 12 società e beni per un valore complessivo di circa 34 milioni di euro ed effettuate oltre 30 perquisizioni. I reati contestati sono associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, intestazione fittizia di beni, aggravati dalle modalità “mafiose”.

Le indagini,coordinate dalla locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, hanno portato a rilevare l’esistenza di un vero e proprio cartello criminale, presente ed operante nel territorio di Reggio Calabria, in grado di condizionare il regolare svolgimento delle attività economico/imprenditoriali, con particolare riferimento alla grande distribuzione alimentare, sfruttando anche la compiacenza di pubblici amministratori, al fine di ottenere, tra l’altro, l’illecita percezione di profitti. I dettagli dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 11.00 presso il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria alla presenza del Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Reggio Calabria Dott. Cafiero de Raho.

Una tragedia è avvenuta questa notte nella Piana, precisamente a Melicuccà, dove un ragazzo 17enne, per motivi ignoti, si è tolto la vita, lasciando nello sconforto parenti ed amici. Ancora una giovane vita spezzata nel fiore degli anni. Sconusciuti al momento le cause del tragico gesto. La redazione Zmedia porge alla famiglia le più sentite condoglianze.

Il video del ritrovamento di un arsenale ad Arghillà (Reggio Calabria).

Nel corso di un servizio straordinario di controllo del territorio svolto dalle prime luci dell’alba di ieri in località “Villaggio Arghillà Nord”, i Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria , supportati da due unità cinofile del Gruppo Operativo Calabria di Vibo Valentia nonché dagli specialisti dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, rinvenivano, all’interno di un alloggio popolare – disabitato, ma munito di porta blindata – le seguenti armi e munizioni, accortamente custodite in zaini e buste di plastica:

-          un fucile cal. 12, modificato artigianalmente “a canne mozze”;

-          un fucile cal. 12;

-          un fucile cal. 28;

-          un fucile artigianale cal. 20;

-          una pistola cal. 7.65;

-          una pistola cal. 9 di nazionalità svedese con matricola punzonata;

-          una pistola giocattolo a tamburo “Revolver” cal. 22 mod. 1917;

-          nr. 2 penne-pistola artigianali;

-          nr. 3 cartuccere in pelle cal. 12;

-          nr. 3 silenziatori artigianali e nr. 3 strozzatori per fucili;

-          nr. 21 serbatoi per pistola diverso tipo e calibro e nr. 1 serbatoio per arma lunga;

-          complessive nr. 1000 cartucce, di cui nr. 625 per fucile e nr. 375 per pistola, di diverso calibro e marca.

Le armi, di cui in parte con matricola visibile ed altre con matricola abrasa o punzonata, sono state sottoposte a sequestro e saranno inviate al Reparto investigazioni scientifiche dell’Arma al fine di effettuare ulteriori accertamenti finalizzati a verificare se le stesse possano essere stata impiegate in recenti episodi di fuoco in città. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale di Reggio Calabria per effettuare approfonditi rilievi, anche sull’abitazione a cui sono stati apposti i sigilli per successivi accertamenti.

Prosegue così l’azione preventiva e repressiva da parte dei Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria delle dinamiche criminali attive in quel territorio e che spesso coinvolgono l’intero Centro cittadino.  Nel mese di marzo, un altro intervento massivo aveva interessato il Villaggio Arghillà, nel corso del quale i Carabinieri avevano tratto in arresto nr. 15 soggetti per il reato di furto di energia elettrica e di acqua aggravati all’interno degli alloggi popolari ove gli stessi dimorano. Nello specifico, all’interno delle abitazioni oggetto di perquisizione domiciliare, i militari avevano accertato l’esistenza di allacci abusivi alla rete elettrica, nonché alla conduttura idrica comunale, in grado di alimentare gli appartamenti ubicati nel comparto 6.

Prosegue senza soluzione di continuità l'attività antidroga dei Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria che nelle ultime settimane ha permesso di trarre in arresto dieci soggetti, responsabili di aver occultato sostanze stupefacenti nelle attività commerciali da loro gestiti. 

A finire nella rete degli investigatori dell'Arma, nella giornata di ieri, è stato LP. C.A., reggino di 40 anni, artigiano. 

Nella fattispecie, militari dell'Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri cittadina, nel corso di una perquisizione effettuata presso l'officina per la produzione di serramenti ed infissi in alluminio di sua proprietà, rinvenivano:

- gr. 100 di sostanza stupefacente del tipo "marijuana"; 

- un bilancino elettronico di precisione;

- euro 300,00 in contanti, suddiviso in banconote di piccolo taglio, 

La sostanza era conservata in un involucro completamente avvolto da nastro adesivo da imballaggio, al fine di evitare che l'odore potesse attirare l'attenzione. Al termine delle formalità di rito, l'arrestato è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria inquirente. 

Il 19 marzo u.s. i Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria avevano tratto in arresto un intero nucleo familiare poiché ritenuti responsabili di aver detenuto presso il proprio bar sito in località Reggio Campi, 200 grammi di sostanza stupefacente del tipo "marijuana", destinati allo spaccio sulla piazza cittadina. Mentre, il 2 aprile era stata la volta di Vincenzo Orlando, trovato in possesso, all'interno del bar da lui gestito, di 7 grammi di sostanza stupefacente del tipo "cocaina" suddivisa in 17 involucri di plastica.

Piu' di 100 uomini della Polizia di Stato hanno effettuato, nella serata di ieri, nell'ambito dei servizi interforze predisposti dal piano "Focus 'ndrangheta", controlli e perquisizioni nei quartieri Gallina e Ravagnese di Reggio Calabria a carico di personaggi ritenuti inseriti in alcune delle piu' agguerrite cosche mafiose. Le attivita' hanno visto la partecipazione degli investigatori della Squadra Mobile della citta', delle pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine "Calabria Meridionale" di Siderno, nonche' delle unita' cinofile della Polizia di Stato, con l'ausilio tecnico del personale del gabinetto regionale di polizia scientifica.
"Anche questa operazione - spiega una nota della Questura - si inquadra nel piu' ampio dispositivo frutto delle strategie di aggressione ai sodalizi mafiosi, elaborato in sede di Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica e messo in campo ormai da mesi con cadenza quotidiana, intensificato, sotto il profilo repressivo, a fronte della recrudescenza degli episodi criminosi che hanno interessato il capoluogo, culminatanella giornata di ieri nel tentativo di omicidio che ha avuto come teatro nuovamente il quartiere di Gallina. L'attivita' di ieri sera ha consentito di procedere al controllo di 73 persone e 41 veicoli. Sono stati effettuati 11 posti di controllo ed eseguite 2 perquisizioni domiciliari alla ricerca di armi, munizioni e materiali esplodenti illegalmente detenuti. Nella circostanza, e' stata, inoltre, elevata 1 contravvenzione al Codice della Strada e sono state sospese 3 Carte di circolazione. Il dispositivo di sicurezza messo in campo dal Questore di Reggio Calabria, Raffaele Grassi, proseguira' - si sottolinea - in altre aree cittadine ad alta densita' mafiosa, anche nei prossimi giorni". (AGI)

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