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Aggiornato ilSab, 15 Feb 2020 6pm

Il rafforzamento del controllo del territorio, disposto dal Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria in occasione delle festività mariane, ha segnato l’ennesimo successo in termine di repressione dei reati contro il patrimonio.

Nello specifico, nel corso di un servizio di pattugliamento dell’area urbana dedicato principalmente alle zone utilizzate dai cittadini per parcheggiare le autovetture per recarsi a godere lo spettacolo dei fuochi d’artificio in onore della Madonna della Consolazione, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Reggio Calabria, alle ore 00:45 circa di martedì u.s., hanno sorpreso Bevilacqua Francesco reggino, cl. 92, in questa Via Paolo Pellicano nell’atto di asportare una Fiat 500 di nuova generazione, previa forzatura dello sportello lato guida, rottura del cilindretto di accensione e collegamento di una centralina elettronica artigianale, azione che aveva già consentito l’accensione del mezzo.

Alla luce di quanto accertato il Bevilacqua, dimorante nel quartiere Ciccarello, celibe, disoccupato, con precedenti specifici, veniva condotto presso la caserma di Viale Calabria e dichiarati in stato di arresto per il reato di furto aggravato. Nella giornata di ieri, condotto dinnanzi all’Autorità Giudiziaria reggina, questa convalidava l’arresto eseguito dai militari operanti, disponendone la misura cautelare degli arresti domiciliari. L’autovettura veniva invece riconsegnata agli aventi diritto.

I servizi di controllo del territorio tesi a tutelare i cittadini proseguiranno senza sosta nel tratto a venire, con particolare riferimento ai reati contro il patrimonio. Proprio domenica scorsa, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria avevano tratto in arresto Bevilacqua Alessandro, acciuffato al termine di un breve inseguimento, subito dopo aver rapinato della propria borsa una signora.

Il video dell'agguato al bar Oliveto a Reggio Calabria che ha portato all'arresto da parte dei carabinieri di MALASPINA ALFREDO, CHILÀ PASQUALE,  CICCIÙ DEMETRIO,  BURLACU OVIDIU IULIAN.

Al termine di articolate indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria e condotte dai Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale reggino ha emesso un’ordinanza di applicazione di misura cautelare nei confronti di:

-          MALASPINA ALFREDO, disoccupato,

-          CHILÀ PASQUALE, operaio;

-          CICCIÙ DEMETRIO, operaio;

-          BURLACU OVIDIU IULIAN, operaio,

tutti accusati del reato di lesioni aggravate in concorso, nonché il Malaspina anche di  porto illegale di arma da fuoco.

Nello specifico, il 2 aprile 2015, il MALASPINA, con il volto travisato, al segnale convenuto con il CICCIÙ, il CHILÀ e il BURLACU, i quali, fingendosi avventori del bar, agevolavano l’ingresso e la successiva fuga del malfattore, si introduceva all’interno di un bar di Oliveto dove, brandendo una pistola cal. 7,65, esplodeva numerosi colpi di arma da fuoco all’indirizzo di padre e figlio, operai di Santa Venere, attingendoli agli arti inferiori. Le ferite cagionate venivano giudicate guaribili rispettivamente in 8 e 20 giorni, quest’ultimi saliti a 50 a seguito di sopravvenute complicazioni mediche.

L’attività investigativa condotta dalla Stazione di Rosario Valanidi unitamente ai colleghi del Nucleo Operativo della Compagnia permetteva di addivenire, mediante l’attenta analisi delle immagine delle telecamere di sorveglianza presenti presso l’esercizio commerciale, all’identificazione dell’esecutore materiale del ferimento e all’individuazione dei tre complici, descrivendo il ruolo attivo assunto da ognuno di loro. Nello specifico, il CHILÀ, verso le ore 06.30 del 02 aprile 2015, dopo aver fatto ingresso nella sala antistante il bar, ne ispezionava velocemente l’interno per poi, appena entrati gli obiettivi oggetto dell’azione delittuosa, comunicare la loro presenza agli altri due gregari – CICCIU’ e BURLACU, i quali davano a loro volta il segnale di “via libera” al MALASPINA giunto il loco a bordo di una Fiat 500.

Dalla ricostruzione dei fatti, il movente del gesto è da ricondurre ad una barbara vendetta operata dal Malaspina per delle lesioni subite - 8 gg. prognosi - dal fratello convivente cl. 92, nel corso di una colluttazione scaturita tra quest’ultimo e i due congiunti, a seguito di un incidente stradale tra autovetture, avvenuto 15 giorni prima della gambizzazione in località Croce Valanidi.  

Il provvedimento restrittivo è stato eseguito nella decorsa notte dai Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria i quali, al termine delle formalità di rito, hanno provveduto ad associare il MALASPINA presso la locale  Casa Circondariale di Aghillà, mentre i restanti tre sotto stati sottoposti agli arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria reggina.

Ieri pomeriggio, a conclusione di articolate indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, la locale Squadra Mobile ha eseguito l’arresto di un cittadino indiano di 21 anni ritenuto responsabile di tentata violenza sessuale, sostituzione di persona, produzione di materiale pornografico minorile ed adescamento di minorenni.  Gli investigatori della Squadra Mobile di Reggio Calabria hanno rintracciato l’uomo in provincia di Reggio Emilia dove, con la collaborazione dei poliziotti di quella Squadra Mobile, gli hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della locale Procura della Repubblica. I fatti relativi alla tentata violenza sessuale sono stati commessi dal cittadino indiano – attraverso l’uso di social network e sistemi di messaggistica istantanea – in provincia di Reggio Calabria in danno di una minore degli anni 14 di origini straniere e risalgono all’estate del 2014. Anche l’adescamento è stato posto in essere in provincia di Reggio Calabria nei confronti di una quattordicenne italiana, nel periodo a cavallo tra l’autunno 2014 e l’inverno 2015.

Nello specifico, lo straniero è accusato di sostituzione di persona per aver creato alcuni profili Facebook a nome di altri soggetti, al fine di procurarsi materiale pornografico; adescamento di minorenni per avere adescato – con lusinghe e premure volte a carpirne la fiducia – attraverso Facebook e What’sapp, due giovanissime, minori degli anni 14, al fine di costringere le stesse ad avere con lui rapporti sessuali; produzione di materiale pornografico minorile perché – abusando del rapporto sentimentale avviato virtualmente sulla rete con una delle due minorenni e minacciandola di far cessare la loro relazione – costringeva la vittima, non imputabile, a produrre materiale pornografico ritraendo sé stessa nuda con addosso solo il reggiseno; tentata violenza sessuale perché – abusando delle condizioni di inferiorità fisica e psichica della minore e minacciandola su Facebook e What’sapp di pubblicare le fotografie pornografiche – tentava un approccio reale di natura sessuale con la minore la quale rifiutava le insistenti avances dell’uomo e, con l’aiuto della madre, denunciava i fatti alla Sezione della Squadra Mobile specializzata nel contrasto dei reati in pregiudizio di minori a sfondo sessuale. L’uomo, con precedenti di polizia per recenti ed analoghi episodi delittuosi, è stato posto agli arresti domiciliari in provincia di Reggio Emilia a disposizione dell’A.G. di Reggio Calabria.

Un funzionario bancario (S.D. di anni 43) dipendente di un noto istituto di credito che, abusando della sua funzione e minacciando la mancata concessione di un mutuo, avrebbe preteso di avere rapporti personali ed intimi con una malcapitata cliente è stato sottoposto ad una misura interdittiva firmata dal G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria.

Il provvedimento, eseguito dai Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria è stato emesso a seguito di richiesta avanzata dalla locale Procura della Repubblica.

Dopo i gravi fatti accaduti, la donna si è rivolta ai Finanzieri del Gruppo di Reggio Calabria che, dopo accurate indagini, hanno ricostruito i fatti e depositato una dettagliata annotazione in Procura. A seguito delle risultanze investigative, il Pubblico Ministero ha richiesto ed ottenuto dal G.I.P. la misura interdittiva del divieto temporaneo ad esercitare le attività professionali connesse all’esercizio del credito ed alla sua posizione di direttore di filiale per due mesi.

 Il provvedimento è stato anche notificato all’Istituto di credito interessato per i provvedimenti interni di sua spettanza.

I fatti accertati dai Finanzieri, mettono in risalto il grave problema dell’accesso al credito, argomento di assoluta attualità e particolarmente sentito dall’opinione pubblica. Tale situazione congiunturale può infatti stimolare comportamenti illeciti da parte di operatori del settore che, operando in mala fede e sfruttando il loro ruolo, inducono i clienti ad accettare anche azioni illecite come quella ricostruita dalle Fiamme Gialle di Reggio Calabria.

In seguito ad una segnalazione, giunta sul 113 il giorno 15 settembre, da parte di un cittadino tunisino, gli Agenti delle Volanti della Questura di Reggio Calabria hanno rinvenuto presso l’ex deposito delle FF.SS. a Calamizzi il cadavere di una persona di sesso maschile in avanzato stato di decomposizione.

Sono state subito avviate le attività finalizzate all’identificazione della persona deceduta, atteso che nell’immediatezza non sono stati riscontranti elementi utili per risalire alle generalità del soggetto, ivi compresa l’età e la nazionalità.

Allo stato sono in corso le indagini finalizzate ad accertare le cause della morte da parte degli uffici competenti della Questura, coordinati dalla locale Procura della Repubblica.

Nella mattinata di domenica, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno arrestato BEVILACQUA Alessandro 27enne reggino, pluripregiudicato per reati contro il patrimonio, poiché ritenuto responsabile di aver sottratto la borsa di una donna reggina 62enne, da quest’ultima riposta nel sedile anteriore destro della propria autovettura. Nello specifico, il malvivente, giunto in Piazza Castello – travisato da casco integrale, a bordo di un motoveicolo Aprilia Scarabeo 250, non di sua proprietà, bensì asportato nella stessa mattinata in questo Centro – avvicinatosi all’autovettura della donna, apriva la portiera, appropriandosi della borsa. Visto ciò, la donna nel tentativo di recuperare la sua borsa si avventava contro il Bevilacqua, il quale, al fine di evitare di essere trattenuto, la strattonava facendola rovinare a terra, dandosi poi a precipitosa fuga a piedi lungo questa via Aschenez. I militari assistendo alla scena, immediatamente si davano all’inseguimento dell’uomo, il quale, dopo 100 metri veniva raggiunto, opponeva altresì resistenza nelle fasi dell’arresto. A seguito dei fatti, la donna, veniva medicata e giudicata guaribile in gg. 7 s.c. per “Contusioni escoriate polso e ginocchio dx”.

Mentre, il Bevilacqua veniva immediatamente accompagnato in caserma venendo dichiarato in arresto per i reati di rapina impropria, nonché deferito in stato di libertà per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e furto del motociclo, per essere, al termine delle formalità di rito, sottoposto agli arresti domiciliari in attesa del giudizio direttissimo.

Nella mattinata di ieri, il Giudice per le Indagini Preliminari ha convalidato l’arresto operato dalla Polizia Giudiziaria, disponendo la custodia cautelare in carcere del Bevilacqua, il quale è stato associato presso la Casa Circondariale di Arghillà, per ivi permanervi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria reggina.

La refurtiva (borsa e motociclo) venivano restituiti agli aventi diritto.

Una frana si è verificata a causa della pioggia delle ultime ore lungo la linea ferroviaria Reggio Calabria - Melito Porto Salvo. A causa della frana la circolazione dei treni è rimasta sospesa dalle 12.45 alle 13.50.
"Dopo l'intervento delle squadre tecniche di Rete Ferroviaria Italiana, è scritto in una nota - e le verifiche dell'infrastruttura ferroviaria per garantire il passaggio dei treni in sicurezza, l'Intercity 562 (Reggio Calabria - Taranto), fermato in linea, ha potuto riprendere il viaggio. Oltre all'IC562 hanno registrato ritardi fino a un'ora anche quattro treni regionali". (ANSA).
   

Dopo gli ultimi raggi di sole di settembre, il temuto maltempo sembra essera arrivato. Come previsto il Sud Italia è stato colpito da ingenti precipitazioni atmosferiche. Pioggia intensa lungo tutta la fascia ionica calabrese. Nei comuni di Corigliano e Rossano, colpiti dal nubifragio il 12 agosto scorso, c'è parecchia apprensione a causa del maltempo. I sindaci dei due comuni hanno rivolto un appello alla massima prudenza. Pioggia intensa anche a Reggio Calabria e nella locride.  In particolar modo allagamenti si sono verificati nell'ospedale di Melito Porto Salvo e nel cimitero di Lazzaro a Motta San Giovanni provocando disagi. I vigili del fuoco del comando provinciale di Reggio Calabria hanno effettuato un centinaio di interventi per far fronte ai problemi causati dal maltempo. Gli interventi hanno riguardato allagamenti di scantinati, il soccorso di alcuni automobilisti rimasti bloccati e la rimozione di alberi e cartelli caduti sulle strade. Da ieri sera le temperature hanno subito una brusca riduzione. Anche parte della Sicilia orientale è stata vittima di violenti piogge che hanno provocato diversi allagamenti. Ad Augusta sono caduti 160mm di pioggia in pochi minuti e la situazione è drammatica mentre continua a diluviare. Nubifragio pauroso anche a Catania con oltre 60mm di accumulo in centro città. Diluvia anche nel Messinese e a Siracusa. 

Nei mesi di luglio e agosto appena trascorsi, i Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria, oltre ai vari servizi di controllo del territorio tesi a garantire il regolare svolgimento del maggior flusso turistico estivo, hanno concentrato l’attenzione anche al contrasto dell’uso improprio dell’acqua potabile e del suo eventuale furto. Nello specifico, i militari delle Stazioni dipendenti da questa Compagnia, con l’ausilio di personale tecnico del Comune di Reggio Calabria, hanno proceduto ad effettuare presso numerose abitazioni private, terreni ed attività commerciali, sopralluoghi mirati ad individuare allacci idrici abusivi, al termine dei quali hanno deferito in stato di libertà per il reato di furto aggravato di acqua nr. 6 soggetti. Gli stessi sono ritenuti responsabili di essersi impossessati, al fine di trarne un ingiusto profitto, di una quantità indefinita di acqua, sottraendola illecitamente dalla condotta idrica comunale, mediante allaccio abusivo alla rete di distribuzione idrica, commettendo il fatto con violenza sulle cose e su bene destinato a pubblica utilità. I controlli hanno interessato l’intero territorio comunale: le Stazioni che hanno riscontrato la presenza di allacci abusivi sono state quelle di Gallina, Rosario Valanidi e Gallico, le quali ognuna per la parte di competenza hanno provveduto ad informare la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria.

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