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Aggiornato ilLun, 20 Mag 2019 7pm

Il cadavere di un uomo di nazionalità straniera è stato rinvenuto questa sera a Rosarno. L’uomo, deceduto probabilmente per cause naturali, si trovava a nella parte retrostante dell’asilo in disuso in via Maria Zita. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri di Rosarno, gli agenti del commissariato di Polizia di Gioia Tauro ed il 118. Sono in corso accertamenti per stabilire la cause del decesso.

Nella mattinata del 12 Aprile u.s., a Gioia Tauro (RC), su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, i Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale in carcere, emessa dal Tribunale di Palmi – Sezione GIP/GUP, nei confronti di S. L., di anni 66, psicologo e responsabile del consultorio familiare di Laureana di Borrello (RC).
L’odierno provvedimento cautelare trae origine da una mirata attività d’indagine condotta dalla Tenenza Carabinieri di Rosarno, sotto il coordinamento dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, nel corso della quale è stato possibile raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico del professionista per i reati tentata violenza sessuale ed atti sessuali con minorenni, commessi tra il 19 ed il 28 marzo di quest’anno, nei Comuni di Rosarno e Melicucco, ai danni di tre minori.
L’attività info - investigativa, che ha portato oggi all’arresto del sessantaseienne gioiese, è stata avviata a seguito della denuncia sporta dai genitori di uno dei tre minori il quale, nel pomeriggio del 19 marzo u.s., mentre si trovava a Rosarno, dopo essere salito con l’inganno a bordo della vettura dell’uomo, era stato costretto a subire un tentativo di violenza sessuale al quale era riuscito a sottrarsi solo dandosi alla fuga.
Da lì l’inizio di un’intensa attività d’indagine, coordinata dalla Procura di Palmi, che ha permesso, in poco tempo, attraverso l’acquisizione delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza pubblici, integrate dall’analisi dei tabulati telefonici dell’indagato e supportate dalle preziose dichiarazioni rese dai minori in sede di audizione protetta, di far luce su tre episodi, avvenuti tra i Comuni di Rosarno e Melicucco, in occasione dei quali l’uomo, dopo aver adescato le vittime, aveva tentato di indurle a compiere o a subire atti sessuali non esitando a porre in essere financo atti di esibizionismo al fine di attirare l’attenzione dei minori. 
L’arrestato, al termine degli adempimenti  di rito, è stato pertanto tradotto presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria Arghillà, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa dell’interrogatorio di garanzia.

Scritte di minaccia e offese (in italiano inglese e francese) contro il Prefetto e il ministro degli interni Matteo Salvini, sono apparse sui muri degli alloggi (in via di definizione)di contrada Serricella a Rosarno. Gli autori del gesto si presume siano dei migranti, visto il contenuto delle frasi. Gli alloggi di contrada serricella sono da qualche tempo infatti oggetto di polemica, in quanto costruiti e destinati originariamente ai migranti. Il sindaco Idà si sta battendo però da qualche tempo affinché la struttura possa essere abitata sia da cittadini rosarnesi bisognosi che da immigrati irregolari.
“Case per tutti” e “Nelle tende andateci voi merde” sono soltanto alcune delle scritte apparse sui muri.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Rosarno e la polizia locale
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Dopo il terribile sinistro di questo pomeriggio dove è rimasta gravemente ferita una ragazza (clicca QUI per leggere l'articolo), un altro incidente si è verificato questa sera intorno alle ore 21.00 sempre in località Spartimento lunga la Strada Statale 18 che collega Rosarno a Gioia Tauro. Dalle prime ricostruzioni sull’accaduto sembrerebbe che un furgone con a bordo alcuni extracomunitari sia andato a finire contro un’autovettura a bordo della quale viaggiava una famiglia di Rosarno con due bambini. Nel sinistro sono rimasti feriti, non gravemente, sia alcuni passeggeri del furgone che i minori a bordo dell’auto. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i Carabinieri, la Polizia di Stato, la Polizia Locale di Rosarno, i Vigili del Fuoco ed in sanitari del 118.

Un imputato condannato pochi giorni fa nel maxi-processo di 'Ndrangheta 'Aemilia', Francesco Amato, da allora irreperibile, si è asserragliato dentro l'ufficio postale di Pieve Modolena, frazione di Reggio Emilia, con un coltello. Dai primi accertamenti avrebbe fatto uscire tutti i clienti, tenendo in ostaggio cinque dipendenti, tra i quali la direttrice. Sul posto le forze dell'ordine che hanno chiuso le strade e hanno avviato trattative.

Amato è stato condannato a 19 anni e nei suoi confronti pendeva un ordine di carcerazione a cui si era sottratto. La parte della via Emilia dove si trova la filiale delle Poste è stata evacuata, e sono stati creati due punti di sbarramento ai lati. Amato é originario di Rosarno. Fu arrestato, nell'ambito dell'operazione "Aemilia", il 28 gennaio del 2015 e rinviato a giudizio il 21 dicembre dello stesso anno. Alla fine del processo, il 31 ottobre scorso, é arrivata per lui la condanna a 19 anni ed un mese di reclusione con l'accusa di essere stato uno degli organizzatori dell'attività delle cosche di 'ndrangheta in Emilia-Romagna.

Dopo un paio d'ore uno dei cinque ostaggi, una donna, è stata fatta uscire dalla filiale. Appena fuori, la donna ha avuto un mancamento ed è stata soccorsa dal personale del 118. (Ansa)

Il 2 agosto 2018 il Comando Provinciale di Reggio Calabria ha dato esecuzione nelle provincie di Reggio Calabria, Catania. Cosenza, Vibo Valentia, Ancona, Bologna, Udine e Pavia  a 5 ordinanze di custodia cautelare emesse dall’Ufficio del GIP del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia – diretta dal Procuratore della Repubblica Giovanni Bombardieri, nei confronti di 45 soggetti appartenenti o contigui alle cosche “CACCIOLA” e “GRASSO”, radicate nella Piana di Gioia Tauro e riconducibili allasocietà di Rosarno del mandamento tirrenico della provincia di Reggio Calabria, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafiosoassociazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacentitentato omicidioestorsioneporto e detenzione di armi comuni e da guerra, corruzione in atti giudiziari, produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacentidanneggiamentominacciaintestazione fittizia di beniimpiego di denaro beni o utilità di provenienza illecitaviolazione degli obblighi della sorveglianza speciale, aggravati da modalità mafiose o perché funzionali ad agevolare il sodalizio mafioso.

Il provvedimento odierno conferma in toto l’impianto accusatorio dell’indagine, avviata nel settembre 2017 dai militari del Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Gioia Tauro sotto la direzione della locale Direzione Distrettuale Antimafia, con il coordinamento del Procuratore Aggiunto Gaetano Calogero PACI e del Sostituto Procuratore Adriana SCIGLIO, che il 9 luglio scorso ha consentito di sottoporre a fermo di indiziato di delitto 32 soggetti, ritenuti essere gli elementi di spicco delle articolazioni territoriali della ‘ndrangheta “CACCIOLA” e “CACCIOLA-GRASSO”, entrambe attive in Rosarno. In particolare sono stati ricostruiti gli assetti e gli equilibri interni ed esterni alla cosca CACCIOLA, documentati nel corso tempo grazie alle dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia ed attualizzati dall’articolata attività investigativaconvenzionalmente denominata ARESche ha accertato come l’originaria compattezza della cosca si fosse affievolita già dopo la scomparsa di CACCIOLA Domenico, avvenuta nel 2013, ucciso, dai suoi sodali per lavare l’onta di una relazione extraconiugale intrattenuta con una donna riconducibile ai “BELLOCCO”, BELLOCCO Francesca, anche lei vittima di omicidio per mano del figlio, BARONE Francesco, recentemente condannato per tale delitto.

Le misure in esecuzione delineano altresì le posizioni di ulteriori 7 soggetti (5 in carcere e 2 agli arresti domiciliari) non contemplate nel fermo del 9 luglio con ruoli di rilievo nel perseguimento degli interessi illeciti delle due cosche rosarnesi. In particolare emergono le responsabilità penali attribuibili alle “donne del clan”VIRGIGLIO Anna MariaVIRGIGLIO Antonietta e GRASSO Marilena, tutte legate da vincoli parentali strettissimi con i vertici della cosca “CACCIOLA-GRASSO”, che con le loro condotte hanno apportato un contributo sostanziale al perseguimento dei fini illeciti dell’articolazione mafiosa. Queste, infatti, hanno dimostrato di essere pienamente inserite nei meccanismi illeciti dell’organizzazione, con il compito dassistere gli affiliati nella detenzione e nel porto delle armi della consorteria, di favorire i contatti fra affiliati (le c.d. ambasciate), anche nei confronti di quelli detenutiin generale cooperando con gli altri associati nella realizzazione del programma criminoso. Alle donne era altresì riservata la gestione delle iniziative imprenditoriali attraverso le quali la consorteria criminale ripuliva le consistenti somme di provenienza illecita. Gli esercizi commerciali, avviati al solo scopo di riciclare il denaro ricavato essenzialmente dal narcotraffico, sono stati sottoposti a sequestro preventivo contestualmente all’applicazione dei fermi di indiziato di delitto degli inizi del mese e, attualmente, vengono gestiti in regime di amministrazione giudiziaria.

Ulteriori 3 nuovi provvedimenti sono stati emessi nei confronti di GRASSO Michele, CUTANO RobertoMESITI Giuseppegià tratti in arresto nello scorso mese di giugno nell’ambito di operazioni antidroga predisposte dai Carabinieri nella piana di Gioia TauroGRASSO Micheleviene ritenuto organico ad una delle organizzazioni di ‘ndrangheta individuate e nota come coscaCACCIOLAquale partecipe, mentre MESITI Giuseppe CUTANO Roberto sono coinvolti a pieno titolo nel traffico di sostanze stupefacenti gestito dall’organizzazione, partecipando all’importazione di un ingente quantitativo di stupefacente dal Sud America. Inoltre al CUTANO viene contestata, unitamente a GRASSO Rosario e SURIANO Giuseppe (già destinatari del fermo del 9 luglio scorso)il concorso in un’estorsione aggravata dal metodo mafioso, avendo imposto ai titolari dell’esercizio commerciale Upim di Amantea (CS), di contattare i referenti delle organizzazioni mafiose locali per definire i termini del pagamento del “pizzo” per svolgere la loro attività in quel centro.

Un ulteriore provvedimento di custodia cautelare in carcere è stato emesso a carico della criminologa TIBULLO Angela, accusata di concorso esterno in associazione di tipo mafioso, corruzione in atti giudiziari e intralcio alla giustizia, aggravati dalle finalità mafiose.

Dagli approfondimenti svolti dai militari dall’Arma di Gioia Tauro è emerso chiaramente il ruolo rivestito dalla TIBULLO che, in virtù della professione esercitata, è risultato determinante nelle dinamiche associative e nel perseguimento degli interessi illeciti di alcune pericolose articolazioni di ‘ndrangheta del “mandamento tirrenico”, con particolare riferimento alle coschCREA di Rizziconi (RC), GRASSO PESCE di Rosarnomettendo a disposizione dei propri assistiti detenuti indebiti vantaggi penitenziari, o sotto forma di riconoscimento di un regime cautelare più favorevole (da quello inframurario a quello domiciliare), o sotto forma di altri illeciti benefici, tra i quali il trasferimento verso un carcere ritenuto più consono

In particolare, le indagini hanno permesso di accertare come la professionista, nella piena consapevolezza dell’illiceità del suo agire, si sia prodigata in favore degli affiliati detenuti per farottenere loro la scarcerazione per incompatibilità con il regime carcerario, redigendo false consulenze e corrompendo i periti d’ufficio nominati dall’autorità giudiziaria per valutarnlo stato di salute o i medici impiegati all’interno delle strutture di reclusione.

Inoltre, sono stati documentati numerosi episodi che confermano la consapevole agevolazione delle condotte criminali dei propri assistiti, avendo veicolato all’esterno delle carceri i messaggi dei detenuti e avendo fornito ogni altra forma di ausilio agli associati, tanto da essersi prodigata anche per reperire le abitazioni dove far trascorrere le misure detentive alternative al carcere, o quanto altro necessario all’ottenimento delle autorizzazioni da parte dell’A.G., ai soggetti apicali dei sodalizi richiamati che lamentavano delle incompatibilità putative con il regime carcerario.

Le indagini hanno inoltre comprovato il carattere di non occasionalità di tali condotte: la TIBULLO, che nelle intercettazioni confida la sua aspirazione al ruolo di “regina della penitenziariaper soddisfare tali ambizioni, palesemente illecite, ha creato un vero e proprio “sistema criminale”, aggregando professionisti, medici o funzionari compiacenti – funzionali ad agevolare il conseguimento degli ingiusti vantaggi per i propri assistiti – o minacciando di escludere da successivi affari quelli che dimostravano di non rispettare le sue indicazioni.

6 destinatari della misura cautelare in carcere, già sottrattisi al fermo del 9 luglio u.s., sono tuttora irreperibile ed attivamente ricercati.

 

destinatari del provvedimento 

1. CACCIOLA Francesco, nato a Rosarno il 08.10.1968; 
2. CACCIOLA Giovanni Battista, nato a Rosarno il 31.8.1964;
3. CACCIOLA Gregorio, nato a Rosarno il 07.05.1980;
4. CACCIOLA Gregorio, nato a Rosarno il 28.09.1951; 
5. CACCIOLA Salvatore, nato a Rosarno il 12.04.1982; 
6. CACCIOLA Salvatore, nato a Rosarno il 25.5.1958;
7. CACCIOLA Vincenzo, nato a Rosarno il 25.10.1977;
8. CHIMBRU Serhiy, nato in Ucraina il 23.03.1979; 
9. CIURLEO Simone, nato a Polistena il 21.09.1987; 
10. CONSIGLIO Salvatore, nato a Taurianova il 25.06.1980;
11. CUTANO Roberto, nato a Polistena il 2.12.1968; 
12. DI MARTE Giuseppe, nato a Cinquefrondi il 25.10.1988; 
13. ELIA Rocco, nato a Gioia Tauro il 17.02.1980; 
14. FANTASIA Gianluca, nato a Cosenza il 13.09.1975; 
15. GIAMPAOLO Domenico, nato a San Luca il 18.05.1960; 
16. GIAMPAOLO Giuseppe, nato a Locri l8.10.1992; 
17. GRASSO Domenico, nato a Rosarno (RC) in data 09.08.1956; 
18. GRASSO Giovanni, nato a Gioia Tauro il 08.06.1992;
19. GRASSO Marilena, nata a Gioia Tauro il 25.09.1986;
20. GRASSO Michele, nato a Gioia Tauro il 7.7.1981;  
21. GRASSO Rocco, nato a Gioia Tauro il 21.01.1979;
22. GRASSO Rosario, nato a Cinquefrondi il 25.12.1988; 
23. GRASSO Rosario, nato a Gioia Tauro il 20.07.1982; 
24. IENI Dario Giuseppe Antonio, nato a Catania (CT) il 20.03.1992;
25. IENI Francesco, nato a Catania (CT) il 25.02.1982;
26. ITALIANO Domenico, nato a Taurianova il 17.11.1969; 
27. MARANDO Giuseppe, nato a Locri il 29.11.1985;
28. MADULI Giuseppe, nato a Polistena il 28.03.1989;
29. MESITI Giuseppe, nato a Locri il 24.3.1988; 
30. NARDELLI Giuseppe, nato a Rosarno il 04.01.1971;
31. NASSO Giuseppe, nato a Taurianova il 19.11.1979;
32. NULLO Fabio, nato a Rosarno il 06.05.1973;
33. PAGANO Cristian, nato a Taurianova il 18.06.1980; 
34. PETULLA Michele, nato a Cinquefrondi il 13.05.1989; 
35. PULVIRENTI Cristian Angelo, nato a Catania (CT) il 08.02.1980;
36. QUARANTA Giuseppenato a Cinquefrondi il 30.06.1982;
37. RASO Giuseppe, nato a Polistena l1.08.1990; 
38. RASO Pietro, nato a Taurianova il 29.12.1989;
39. SORBARA Giuseppe, nato a Taurianova il 02.08.1974; 
40. SURIANO Giuseppe, nato a Cosenza il 31.03.1977;
41. TIBULLO Angela, nata a Polistena il 16.6.1982; 
42. URSETTA Domenico, nato a Vibo Valentia il 15.01.1979; 
43. VIRGIGLIO Anna Maria, nata a Rosarno il 01.08.1962;
44. VIRGIGLIO Antonietta, nata a Rosarno il 07.02.1970;
45. ZUNGRI Vincenzo, nato a Rosarno il 23.02.1959. 

 

Reggio Calabria, 2 agosto 2018.

È in corso dalle prime ore di questa mattina una vasta operazione dell’Arma dei Carabinieri di Reggio Calabria, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia reggina, in esecuzione di un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di 31 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, tentato omicidio, estorsione, porto e detenzione di armi, danneggiamento e altri reati.

Disarticolate due pericolose cosche della ‘ndrangheta di Rosarno, entrambe dedite alle estorsioni e all’importazione di quintali di cocaina purissima dal Sudamerica e di hashish dalla Spagna e dal Marocco, destinate a varie piazze di spaccio in Lombardia, Piemonte e Sicilia.

Dalle indagini è emersa anche la violenta contrapposizione fra i due gruppi, entrambi intenzionati ad imporsi sulla scena criminale rosarnese e ad acquisire il controllo mafioso del territorio con aggressive intimidazioni, danneggiamenti e agguati con armi da fuoco ed esplosivo.

I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che il Procuratore di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri, terrà alle ore 11.00 presso il Comando Provinciale Carabinieri.

Domenica 6 maggio 2018 alle ore 18:00 presso il Parco Archeologico di Medma si terrà la presentazione ufficiale dell’App “ Rosarno Informa” creata dall’ingegnere Bartolo Antonio e donata al Comune di Rosarno. Si tratta di un “supporto informatico”, di ultima tecnologia, che permetterà ai cittadini di essere informati in tempo reale delle notizie e degli eventi che si terranno nel territorio comunale, un’applicazione innovativa che permetterà al Comune di Rosarno, che è tra gli Enti precursori ad adottare tale modo di comunicare, di stare al passo con i tempi.

Nel corso della giornata, organizzata dagli Assessorati allo Sport ed alle Politiche Giovanili, oltre alla presentazione dell’App “ Rosarno Informa” i partecipanti potranno effettuare una visita al parco Archeologico di Medmea, guidata dai volontari del servizio civile con il progetto “Per una nuova cultura Ambientale”, e supervisionata dalla guida naturalistica Lino Licari, mentre la serata sarà animata dalle due scuole di ballo di Rosarno, la Like Dance e il Centro Danza Ro.Ma. Durante l’evento sarà inoltre presentato il calendario delle attività che si svolgeranno all’interno del parco, denominato “Parco in movimento”.

Ci siamo sin da subito impegnati per far sì che il Parco Archeologico di Medma potesse essere reso fruibile dalla cittadinanza – dichiara il Sindaco di Rosarno Giuseppe Idà -. Abbiamo la fortuna di avere sul nostro territorio un’area verde dall’inestimabile valore archeologico, unica nel suo genere, che però sino ad ora era stata abbandonata a sé stessa invece cha valorizzata nell’interesse di tutta la Comunità. L’apertura del Parco è stata una delle richieste che i cittadini, soprattutto i più giovani e le famiglie, ci hanno sottoposto più frequentemente, e la presentazione dell’App “Rosarno Informa” proprio all’interno dello stesso vuole essere la dimostrazione concreta dell’interazione e della condivisione che questa Amministrazione intende avere con la popolazione. Nei mesi di maggio e giugno – conclude il primo cittadino - all’interno del Parco, grazie ad un ricco programma di eventi, che sarà presentato domenica, sarà possibile praticare numerosi corsi ed attività sportive realizzati in collaborazione con le Associazioni . “

3 arresti, oltre 1.000 persone e 800 veicoli controllati, elevate sanzioni amministrative per oltre 15.000 euro nei numerosi posti di controllo effettuati dalle 200 pattuglie impiegate sul territorio.

È questo il bilancio di un servizio straordinario di controllo del territorio disposto dal Gruppo Carabinieri di Gioia Tauro nel ponte appena trascorso, che ha interessato i comuni della Piana, attraverso una incisiva attività di prevenzione e repressione delle condotte che minacciano la serena convivenza dei cittadini, nonché il monitoraggio del rispetto del codice della strada.

In particolare, nel pomeriggio di venerdì, i militari della Compagnia di Gioia Tauro hanno arrestato in flagranza di reato, CARLO Salvatore, 44enne, pregiudicato rosarnese, perché resosi responsabile del reato di evasione. I militari hanno sorpreso l’uomo mentre si trovava fuori dalla propria abitazione benché sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari per reati sugli stupefacenti.

Contestualmente i Carabinieri della Tenenza di Rosarno hanno dato esecuzione ad un ordine di esecuzione per espiazione di pena detentiva, emesso dal Tribunale di Palmi nei confronti di SAFFIOTI Vittoria, 44enne del luogo, poiché riconosciuta definitivamente colpevole del reato di falsità od omissioni in comunicazioni finalizzate all’ottenimento del patrocinio, in relazione a fatti commessi in Palmi nel mese di gennaio 2010, per i quali dovrà scontare la pena residua di 1 anno e 3 mesi.

Nella medesima giornata, i Carabinieri di Galatro, in ottemperanza ad ordine di esecuzione per espiazione di pena detentiva in regime di detenzione domiciliare emesso dal Tribunale di Palmi, hanno arrestato VIRGIGLIO Rocco, di anni 38,  riconosciuto colpevole del reato di maltrattamenti in famiglia in relazione a fatti commessi in Rosarno  nel mese di novembre 2011 e per il quale dovrà scontare la pena residua di 2 mesi.

Tutti gli arrestati, al termine delle formalità di rito, sono stati tradotti presso le rispettive abitazioni a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.

Il video dell'arresto del latitante Vincenzo Di Marte arrestato nella tarda serata di ieri a Gioia Tauro, irreperibile dal giugno 2015, allorquando si era sottratto ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal locale ufficio GIP su richiesta di questa Procura Distrettuale, perché ritenuto responsabile di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti aggravato dalla transnazionalità della condotta e con la finalità di agevolare il rafforzamento economico delle cosche di ‘ndrangheta dei “Pesce” di Rosarno e degli “Alvaro” di Sinopoli (operazione “Santa Fé”).
Capi di accusa che lo scorso luglio hanno condotto alla sua condanna in primo grado a 14 anni di reclusione.

Per tutti i dettagli sull'arresto clicca QUI

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