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Aggiornato ilSab, 24 Ago 2019 9am

Un imprenditore, Giovanni Vilasi, di 51 anni, con precedenti di polizia, é stato ucciso in un agguato a Reggio Calabria, nella frazione “Gallina”. Secondo una prima ricostruzione fornita dalla polizia, Vilasi é stato raggiunto da alcuni colpi di pistola mentre usciva dauna pasticceria. A sparare é stata una persona che é fuggita a bordo di un’automobile condotta da un complice. La Squadra mobile, che conduce le indagini, sta sentendo alcune persone per accertare le dinamica dell’agguato ericostruire gli ultimi istanti di vita dell’imprenditore. (Ansa)

Il 10 febbraio 2016, in Reggio Calabria, i Carabinieri hanno tratto in arresto LAGANA’ Alessio, di anni 71 da Reggio Calabria, già noto alle Forze dell'Ordine, in ottemperanza all’ordine di esecuzione per la carcerazione, emesso dalla locale Procura Generale della Repubblica, dovendo scontare una pena definitiva residua di anni 4, mesi 1 e giorni 26 per omicidio volontario.

 

Rocco Zito, anziano boss 87enne della 'ndrangheta trapiantata in Canada, è stato ucciso venerdì sera a Toronto dal genero, Domenico Scopelliti (in foto). Lo riferiscono i media canadesi. La polizia intervenuta nell'abitazione di Zito lo ha trovato riverso sul pavimento con diverse ferite di arma da fuoco. Ogni tentativo di rianimarlo è risultato vano. Scopelliti, 51 anni, si è costituito il giorno dopo alla polizia ed è stato incriminato con l'accusa di omicidio di primo grado. Rocco Zito era nato a Fiumara, in Calabria, nel 1928 ed emigrò in Canada a metà degli anni Cinquanta. Per gli investigatori italiani e canadesi, Zito aveva legami con la 'ndrangheta di New York, Montreal e italiana e accumulò potere e denaro grazie al gioco d'azzardo, contrabbando e traffico di droga. Nel 1986, fu condannato a 4 anni per l'omicidio dell'usuraio Rosario Sciarrino, il cui corpo viene ritrovato congelato, fatto a pezzi e diviso in sacchetti dell'immondizia. Si allontanò dalla scena criminale nel 2008.

Non si esclude che possa essere stata aggredita ed uccisa per strada Anna Giordanelli, 53 anni, medico, il cui corpo e' stato trovato ieri a Cetraro, nel Cosentino.

La donna, secondo una prima ipotesi, sarebbe stata travolta e uccisa da un'auto ma alcuni elementi hanno suscitato negli inquirenti dubbi tali da rendere necessario l'esame autoptico. Il fatto e' accaduto nel pomeriggio di ieri in una contrada del centro tirrenico.  

La donna stava facendo jogging e all'inizio si e' pensato che fosse stata travolta da un'auto. Ma la Procura di Paola ha subito aperto un'inchiesta e disposto l'autopsia sul corpo. La donna, sposata e con figli, faceva il medico di base a Cetraro. Il sospetto e' che possa essere stata colpita alla testa con un corpo contundente e sarebbe morta sul colpo. Sul caso indagano i Carabinieri, che non escludono alcuna pista.

"Non abbiamo una pista precisa, ma stiamo indagando per capire se possa essersi trattato di un omicidio preterintenzionale o volontario" ha detto all'Agi il procuratore capo di Paola (CS), Bruno Giordano. "Nel pomeriggio di oggi o al massimo domani ci sara' l'autopsia - dice Giordano - che ci dira' di piu' sulla morte della donna". (Agi)

Francesco Salvatore Fortuna, di 36 anni, pluripregiudicato, ritenuto esponente di spicco della cosca Bonavota di Sant'Onofrio è stato arrestato dai carabinieri di Vibo Valentia, in quanto accusato di essere l'autore dell'omicidio di Domenico Di Leo, avvenuto nell'estate del 2004.

Fortuna è stato catturato in esecuzione di un decreto emesso dalla Dda di Catanzaro. L'omicidio di Di Leo, anch'egli pluripregiudicato, avvenne a Sant'Onofrio a colpi di Kalashnikov e fucile calibro 12. Il provvedimento di fermo scaturisce dalle indagini coordinate dal procuratore aggiunto della Dda di Catanzaro Giovanni Bombardieri e dal sostituto Camillo Falvo che, oltre che sull'omicidio, hanno fatto luce sul taglio di ulivi di 1000 ulivi subito nel 2011, a scopo di estorsione, da una cooperativa di Stefanaconi concluse dopo due anni, con l'arresto dei vertici dei Bonavota. Di Leo, secondo quanto emerso, sarebbe stato eliminato per contrasti interni al clan.

Francesco Sergi trentaseienne trovato morto nelle campagne di Platì, in provincia di Reggio Calabria sarebbe stato ucciso accidentalmente dal figlio quattordicenne. Il giovane stava infatti giocando con la pistola del padre quando sarebbe partito un colpo fortuito letale per il genitore.

A confessare il delitto sarebbe stato lo stesso adolescente al magistrato dopo che in un primo momento la pista più accreditata dagli inquirenti era quella di un agguato mafioso.

Un uomo, Francesco Sergi, di 36 anni, è stato ucciso in un agguato compiuto da sconosciuti nelle campagne di Platì. L'uomo è stato trovato dai familiari in fin di vita nei pressi di un casolare di sua proprietà. Sergi è stato soccorso dai sanitari del 118 ed accompagnato nell'ospedale di Locri dove è giunto cadavere. Da una prima ricostruzione il trentaseienne è stato raggiunto da colpo d'arma da fuoco alla testa. Sull'accaduto sono in corso le indagini dei carabinieri.

Un omicidio è avvenuto nel vibonese nella frazione Longombardi.  La vittima è il quarantacinquenne Francesco Fiorillo. Dell’uomo, si erano perse le tracce da ieri sera, e pertanto un nipote ha denunciato la scomparsa alla Polizia.

Questa mattina la terribile scoperta, allorquando il corpo di Fiorillo è stato trovato crivellato da alcuni colpi di pistola calibro 9 e calibro 7.65 a pochi passi dalla stazione ferroviaria di Vibo Valentia-Pizzo.

Sull’omicidio di Francesco Fiorillo indaga il personale della Squadra Mobile della Questura.

Un bracciante agricolo Vincenzo Ierace, di 58 anni, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco nelle campagne di Stilo, nella locride. L'uomo, dopo essersi recato ieri in un appezzamento di terreno di sua proprietà, non aveva fatto rientro a casa. Dopo alcune ore di attesa i familiari si sono allarmati e hanno informato i carabinieri della Compagnia di Roccella Ionica che stamani hanno trovato il cadavere in contrada Costantino, in un uliveto. Lo scorso 16 maggio Vincenzo Ierace, agricoltore, era stato già vittima di un tentativo di omicidio, quando nel corso di un agguato, nel catanzarese, qualcuno esplose 4 colpi di fucile caricato a pallettoni contro il pick up che viaggiava sul quale viaggiava con a bordo la moglie e il figlio, di 59 e 21 anni, che rimasero feriti non in modo grave.

Un altro omicidio, un femminicidio, proprio nella giornata contro la violenza sulle donne. Anche stavolta purtroppo a perdere la vita, è stata una donna di 43 anni, avvocatessa, uccisa al termine di una lite oggi a Perugia con un colpo di fucile. A sparare, togliendo la vita alla persona a cui aveva fatto una promessa, sugellando l'amore con il matrimonio, è stato proprio quell'uomo che avrebbe dovuto amarla e rispettarla per il resto della vita, il marito. L'uomo si è poi consegnato ai carabinieri. Secondo quanto accertato finora la donna, è stata uccisa con una doppietta dal marito, 40 anni, agente immobiliare. Gli investigatori stanno ancora ricostruendo la dinamica dell'omicidio.

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