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Aggiornato ilDom, 18 Feb 2018 11pm

Un episodio imbarazzante quello accaduto ieri sera a Cosenza intorno alle 19:00 sul centralissimo Corso Mazzini, dove su un pannello digitale informativo, ad un tratto, sono apparsi alcuni video porno. Tra le risate e lo stupore di alcuni passanti, ma anche tra l‘indignazione di alcuni genitori, che si trovavano con i figli piccoli, dopo pochi minuti il pannello è stato dapprima coperto, poi spento. C’è da capire ora quale sia stato il problema tecnico. 

Una giovane mamma di 36 anni, si è tolta la vita ieri mattina a Cosenza, lanciandosi dal sesto piano di un appartamento in cui viveva insieme al compagno e al figlio neonato. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Questura di Cosenza e i sanitari del 118 che non hanno potuto far altro che constatare il decesso. Non sono chiari al momento i motivi dell'estremo gesto della trentaseienne. 

C'è anche il calciatore professionista Francesco Modesto, che ha giocato in serie A e B, tra i 14 arrestati in un'operazione antimafia dei carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Cosenza. Gli indagati devono rispondere di far parte di un'associazione di tipo mafioso dedita all'usura e all'estorsione.

 

Al centro dell'inchiesta un gruppo criminale ritenuto emanazione delle cosche federate Cicero-Lanzino e Rango-Zingari di Cosenza che, utilizzando i capitali della 'ndrangheta, elargivano prestiti con l'imposizione di tassi d'interesse fino al 30 per cento mensile.

 

Modesto, 34 anni, deve rispondere dell'accusa di usura poiché si sarebbe prestato a prestiti di denaro insieme al suocero, anche lui tra gli indagati. Modesto, oggi svincolato, ha giocato anche in serie A. Dopo l'esordio con il Cosenza, ha giocato con Vibonese, Palermo, Ascoli, Reggina, Bologna, Genoa, Parma, Pescara, Padova e Crotone.

I carabinieri della compagnia di Rogliano, insieme ad agenti del nucleo cinofili di Vibo Valentia, hanno eseguito 4 provvedimenti cautelari personali in carcere emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cosenza. Con l'operazione, denominata ''willy', smantellata un'organizzazione dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti. L'operazione trae origine da un'attivita' investigativa partita da una perquisizione veicolare e personale avvenuta nel dicembre 2012 nel comune di Marzi. Grazie poi a numerose intercettazioni telefoniche e ambientali su autovetture e a servizi di osservazione posti in essere dagli investigatori nel momento in cui avveniva l'incontro tra pusher ed acquirenti, tutti giovani, e' stata individuata la rete di spacciatori. Nel corso dell'indagine sono stati sequestrati circa 500 grammi di hashish e 1000 grammi di marijuana. Gli indagati sono accusati di detenzione ai fini dello spaccio di sostanze stupefacenti in concorso. Ulteriori dettagli saranno forniti nel corso di una conferenza stampa che si terra' a Cosenza, presso il comando provinciale dei carabinieri alle 10.30. (AGI)

Due persone, Antonio Fortunato di 47 anni, e Massimo Niro di 49 anni, sono state arrestate dagli agenti della squadra mobile di Cosenza in quanto ritenuti gli autori della rapina ad un furgone portavalori compiuta il 14 dicembre 2015 nei pressi del centro commerciale Brico Center di Zumpano (Cosenza).

    Ai due arrestati è stata notificata una ordinanza di custodia cautelare in carcere. Gli agenti della squadra mobile hanno eseguito uno dei due arresti in Lombardia.

    La rapina fruttò un bottino di 102 mila euro. I rapinatori si fecero consegnare il denaro da una guardia giurata che aveva appena prelevato l'incasso dell'esercizio commerciale.

Non si esclude che possa essere stata aggredita ed uccisa per strada Anna Giordanelli, 53 anni, medico, il cui corpo e' stato trovato ieri a Cetraro, nel Cosentino.

La donna, secondo una prima ipotesi, sarebbe stata travolta e uccisa da un'auto ma alcuni elementi hanno suscitato negli inquirenti dubbi tali da rendere necessario l'esame autoptico. Il fatto e' accaduto nel pomeriggio di ieri in una contrada del centro tirrenico.  

La donna stava facendo jogging e all'inizio si e' pensato che fosse stata travolta da un'auto. Ma la Procura di Paola ha subito aperto un'inchiesta e disposto l'autopsia sul corpo. La donna, sposata e con figli, faceva il medico di base a Cetraro. Il sospetto e' che possa essere stata colpita alla testa con un corpo contundente e sarebbe morta sul colpo. Sul caso indagano i Carabinieri, che non escludono alcuna pista.

"Non abbiamo una pista precisa, ma stiamo indagando per capire se possa essersi trattato di un omicidio preterintenzionale o volontario" ha detto all'Agi il procuratore capo di Paola (CS), Bruno Giordano. "Nel pomeriggio di oggi o al massimo domani ci sara' l'autopsia - dice Giordano - che ci dira' di piu' sulla morte della donna". (Agi)

Operazione antiterrorismo della polizia: in manette è finito un marocchino di 25 anni, Hamil Mehdi, radicalizzato e residente a Luzzi, in provincia di Cosenza. L'uomo è stato arrestato all'alba con l'accusa di essere un foreign fighters, pronto a partire per raggiungere gli scenari di guerra. 

Le indagini dei poliziotti della Digos di Cosenza e dell'antiterrorismo della direzione centrale della polizia di prevenzione, nei confronti del marocchino arrestato, sono iniziate a luglio del 2015.

L'arrestato, il 10 luglio del 2015, aveva raggiunto la Turchia ma e' stato fatto rientrare in Italia dopo che le autorità Turche, d´intesa con gli uomini dell´Antiterrorismo Italiano, ne avevano evidenziato la pericolosità respingendolo per motivi di "sicurezza pubblica". (AGI)

Un'altra tragedia si è consumata, in Calabria. L'ennesimo suicidio, forse troppi negli ultimi tempi. Questa volta purtroppo a perdere la vita un giovanissmo 23enne che nella serata del 24 novembre a Mirto Crosia, nel cosentino, si è suicidato. Agostino Diaco, lavoratore onesto, senza precedenti penali, dopo esser tornato dal lavoro avrebbe preso la pistola del padre e si sarebbe sparato alla tempia. In casa al momento della tragedia il 23enne si trovava solo, ma il forte colpo è stato udito da tutto il paese. Sarebbero infatti state la fidanzata e la madre del giovane dopo aver sentito lo sparo a correre verso casa, dove una volta arrivate hanno trovato il ragazzo riverso in una pozza di sangue al piano superiore. Diaco è stato immediatamente trasportato presso l'ospedale di Cosenza ma è morto una volta giunto. Sull'accaduto indagano i carabinieri ma, dalle prime indiscrezioni, sembra non ci sia nulla che avrebbe potuto far pensare ad un gesto così estremo.

Giuseppe Caputi, 56 anni (detto ‘Pinuzzu u gaddrinaru’) e Antonio Russo, di 33, entrambi cosentini, già noti alla forze dell’ordine, sono stati arrestati in flagranza di reato mentre riscuotevano il pizzo che gli ambulanti del mercato erano costretti a pagare. Ogni venerdì della settimana, giorno del mercato in piazza Amendola, gli ambulanti dovevano versare loro, circa 20 euro, altrimenti in caso di mancato pagamento sarebbero seguite minacce e violenze. Le vittime delle estorsioni al momento sarebbero cinque, tutte di nazionalità marocchina. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cosenza, Antonio Bruno Tridico e dirette dal Procuratore Capo Dario Granieri. Al termine della formalità di rito, i due, sono stati accompagnati nella casa circondariale di Cosenza.

Duro colpo al clan Perna di Cosenza in una maxi operazione antidroga dei carabinieri di Cosenza, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, partita alle prime luci dell'alba: arrestati numerosi esponenti del gruppo criminale operante a Cosenza e nell'hinterland e dedito principalmente al traffico di cocaina, hashish e marijuana. Nell'operazione sono impegnati circa 140 militari, tra cui le "teste di cuoio" dei carabinieri dello Squadrone eliportato "Cacciatori di Calabria" e le unita' Cinofile antidroga e antiesplosivo. Tra gli arrestati figura Marco Perna, 41 enne cosentino, figlio di Franco Perna, capo dell'omonimo "gruppo criminale" attivo a Cosenza, attualmente ristretto in regime di 41 bis. Il gruppo e' ritenuto responsabile di aver dato vita ad un traffico di stupefacenti articolato su una fitta rete di spaccio in grado di rifornire le piazze cosentine e del suo hinterland. Per imporre il potere sul territorio gli uomini del clan disponevano di armi, in parte sequestrate (4 pistole e 1 fucile), e si avvalevano di modalita' tipicamente mafiose e specificamente contestate nel provvedimento di cattura. Le indagini hanno anche evidenziato il ruolo di leader assunto da Marco Perna, che aveva di fatto preso le redini del gruppo dopo l'arresto del padre.
  L'attivita' investigativa, particolarmente articolata, e' stata coordinata dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro (procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri e sostituto procuratore Pierpaolo Bruni) e svolta dai militari del reparto operativo del Comando provinciale di Cosenza in collaborazione con i colleghi della Compagnia del capoluogo bruzio. L'attivita' di monitoraggio dei principali indagati ha abbracciato un periodo di circa un anno, a partire dal settembre 2014 fino ad oggi. Numerosi i riscontri effettuati che hanno portato anche al rinvenimento di un vero e proprio deposito di armi e droga nell'enclave del gruppo criminale nel quartiere "Serraspiga" di Cosenza, dove sono stati sequestrati 110 chili tra hashish e marijuana, oltre a due revolver di grosso calibro.

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