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Aggiornato ilSab, 15 Feb 2020 6pm

I carabinieri del Comando provinciale di Napoli, nel corso di indagini coordinate dalla Dda partenopea e svolte in sinergia con la Guardia Civil, hanno catturato in Spagna Carlo Leone, 55 anni, napoletano, ritenuto contiguo al clan camorristico Elia operante nel centro storico di Napoli.

L’uomo era latitante dal 2009 e sfuggiva all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Reggio Calabria per narcotraffico e per aver fatto parte di un'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti attiva in Calabria e Campania nonché in Spagna e Sud America.

Leone è stato localizzato dai militari dell’Arma all’interno di un bar di San Pedro di Alcantara; è stato quindi pedinato e bloccato dai militari della Unitad Central Operativa della Guardia Civil e Carabinieri mentre passeggiava da solo nella zona pedonale della cittadina. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, Leone si era stabilito da tempo in Spagna, dove manteneva i contatti tra trafficanti del territorio iberico e quelli del capoluogo campano occupandosi di ricevere cocaina e hashish e di distribuirli nei quartieri del centro di Napoli.

Trascorreva la latitanza frequentando persone del posto e lussuosi ristoranti della Costa del Sol. Leone è stato portato in carcere in attesa dell'estradizione in Italia.

Giuseppe Romeo detto "u selvaggiu", nato a Galatro in provincia di Reggio Calabria e latitante dai primi mesi del 2013 è stato scovato ed arrestato dai carabinieri del Gruppo Operativo Carabinieri “Calabria”–Squadrone Eliportato Cacciatori, in collaborazione con i colleghi del Nucleo Investigativo di Novara.

 Romeo, era destinatario di un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti emesso dalla Procura di Brescia il 5 febbraio 2013, che cumulava due condanne per traffico di stupefacenti riportate nel 2006 e nel 2011 pari a 16 anni e sei mesi di reclusione.

L’arresto è avvenuto all’uscita di uno stabile di via Gobetti 7, dove il latitante era ospitato da un parente. Quest’ultimo, anche lui di origine calabrese, ma da molto tempo residente in città, è stato arrestato con l’accusa di favoreggiamento.

 

 

Domenico Lentini, 48 anni, latitante da quattro mesi, è stato rintracciato in Toscana ed arrestato dalla squadra Mobile di Pistoia. Lentini, che deve scontare un residuo di tre anni di reclusione per traffico di sostanze stupefacenti, è ritenuto contiguo alle cosche di ndrangheta dei Molè e dei Piromalli di Gioia Tauro (Reggio Calabria). L’uomo, che in passato aveva ricevuto ordinanze di custodia cautelare diversi reati  di tipo associativo, traffico di stupefacenti, estorsione ed usura, è stato scovato mentre si trovava con la compagna in un’abitazione.

In fondo alla pagina il video dell'arresto del latitanto LUPPINO Francesco ritenuto responsabile unitamente ad altri dell’omicidio di ARIMARE Giuseppe classe 1952 ed al ferimento di PRINCI Bernardo classe 1974, avvenuto in Sant’Eufemia d’Aspromonte il 02/09/2013. Insieme a Luppino sono stati arrestati con l'accusa di favoreggiamento Laurendi Antonino, Trimarchi Domenico, Corsaro Mimma e Curatola Rosy sottoposti alla detenzione domiciliare presso le rispettive abitazioni, mentre  Curatola Francesco è stato trasferito presso casa circondariale di Reggio Calabria (RC)

I Carabinieri hanno assicurato alla Giustizia pericoloso latitante ricercato dal 2013, per omicidio, tentato omicidio, detenzione e porto illegale di arma da fuoco. Durante l’operazione sono stati arrestati anche suoi cinque favoreggiatori.

 Si sono concluse positivamente, in Reggio Calabria (RC), località Catona, le indagini condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Palmi, coadiuvati da personale dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori “Calabria”, che ieri notte, all’esito di prolungata attività di indagine, hanno arrestato il latitante LUPPINO Francesco, classe 1979, nato a Gioia Tauro (RC) e residente a Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC),  ritenuto responsabile di omicidio, tentato omicidio in concorso, detenzione e porto illegale di arma da fuoco.

 ·         LUPPINO Francesco è destinatario dell’Ordinanza di Applicazione di Misura Cautelare emessa dal Tribunale di Palmi (RC) - Sezione GIP/GUP il 06.09.2013 ed è ritenuto responsabile unitamente ad altri dell’omicidio di ARIMARE Giuseppe classe 1952 ed al ferimento di PRINCI Bernardo classe 1974, avvenuto in Sant’Eufemia d’Aspromonte il 02/09/2013.

 Le indagini, durate quasi un anno e mezzo hanno comportato un notevole dispendio d’energie ed impiego di uomini e sono state condotte sia con mezzi tecnologici, quali intercettazioni telefoniche ed ambientali, pedinamenti elettronici a mezzo di localizzatori,  sia con mezzi d’indagine di tipo tradizionale, quali appiattamenti, osservazioni e pedinamenti, il tutto unito da acume investigativo, determinazione e motivazione, hanno portato ad individuare una zona dove i favoreggiatori del latitante  si sono recati diverse volte.

Visti i risultati raggiunti, si è deciso di finalizzare le esperite indagini, collocando aliquote di personale dell’Arma, con il compito di osservare l’obbiettivo individuato.

Dopo alcuni giorni d’osservazione,  durante la decorsa notte, i Carabinieri hanno notato un’autovettura in uso ad uno dei fiancheggiatori del LUPPINO che si parcheggiava in una strada poco distante. Dalla predetta autovettura uscivano due uomini che entravano all’interno di una delle abitazioni già considerata quale possibile rifugio del LUPPINO.

I militari hanno quindi circondato l’abitazione e, una volta approntato il dispositivo di sicurezza, alle ore 22.30 un’aliquota ha fatto irruzione nell’abitazione.

Durante l’irruzione alcuni degli occupanti ed il LUPPINO hanno tentato di darsi a repentina fuga, senza però riuscirci poiché prontamente bloccati dai militari che avevano provveduto a cinturare l’intera zona.

All’interno dell’abitazione, sono stati identificati Trimarchi Domenico classe 1991 e Laurendi Antonino classe 1996, entrambi parenti del LUPPINO, Corsaro Mimma classe 1974, Curatola Rosy classe 1996, Curatola Francesco classe 1959, utilizzatori dell’immobile in questione.

I cinque soggetti hanno fornito appoggio, sia fisico che materiale al LUPPINO, tanto che, grazie al loro aiuto, è riuscito ad eludere le indagini volte alla sua cattura, condotte dalla Compagnia Carabinieri di Palmi in sinergia con la Procura della Repubblica di Palmi, coordinate dal Procuratore dott. Emanuele Crescenti e dal Sostituto Procuratore dott. Francesco Ponzetta.

Nel prosieguo dell’operazione, durante la perquisizione domiciliare, sono state rinvenute e sequestrate le seguenti armi e munizioni, riconducibili al Curatola Francesco:

•    n.1 fucile sovrapposto cal.12 privo di marca e matricola;

•    n.50 cartucce per fucile cal.12;

•    n.1 pistola semiautomatica cal.7.65 marca “Regina” con matricola abrasa munita di caricatore;

•    n.25 cartucce cal.7.65;

•    n.1 carabina ad aria compressa marca Gamo.

 

Laurendi Antonino, Trimarchi Domenico, Corsaro Mimma e Curatola Rosy sono stati sottoposti alla detenzione domiciliare presso le rispettive abitazioni, mentre Luppino Francesco e Curatola Francesco sono stati associati presso la casa circondariale di Reggio Calabria (RC).

ZAMPAGLIONE Antonino 67enne, di Montebello Jonico è stato arrestato questo pomeriggio alle ore 14:00 circa dai Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, nell’ambito delle attività di controllo del territorio. Zampaglione, latitante , contiguo alla ‘ndrina Iamonte egemone sul territorio di Melito di Porto Salvo e zone limitrofe, deve espiare la pena di 24 anni e 9 mesi di reclusione per aver commesso i delitti di associazione per delinquere di stampo mafioso e omicidio (PANGALLO, risalente al febbraio del 1990).

Il latitante è stato individuato e catturato in San Roberto (Reggio Calabria).

I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che sarà tenuta alle ore 19:00 di questa sera presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria in via Aschenez n.3.

Alle prime luci dell'alba, a Bovalino (RC), iCarabinieri del Gruppo di Locri e dello Squadrone Eliportato Cacciatori d'Aspromonte di stanza in Vibo Valentia hanno effettuato diverse perquisizioni domiciliari, delegate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, finalizzate alla ricerca del latitante PELLE Antonio cl.1988, su cui pende condanna a 12 anni di reclusione in Appello per associazione di tipo mafioso a seguito dell'indagine "FEHIDA", che ne ha qualificato l'intraneità alla cosca "PELLE – VOTTARI", nonché Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, emessa nel 2012 dal Tribunale di Roma.

Le operazioni di ricerca sono state estese anche ai terreni di pertinenza e circostanti le abitazioni perquisite, ove sono stati effettuati saggi in profondità avvalendosi di un escavatore.

Nel corso delle ricerche, in località Selvaggine, sotto un capannone nella disponibilità di un 61enne di Bovalino (RC), è stato rivenuto un "bunker" sotterraneo in muratura, delle dimensioni di m.50x12 circa, per una superficie complessiva di mq.600 circa, non di recente utilizzo, al cui interno erano presenti un modulo abitativo completo di 2 posti letto, cucina e bagno, circa 1000 vasi in plastica contenenti terreno, sacchi di concime, decine di fusti di fertilizzante liquido, lampade alogene ed aeratori per la coltivazione della canapa indiana.

L'accesso era consentito mediante una botola a sollevamento idraulico, occultata nella pavimentazione del capannone coperta da balle di paglia.

Il bunker, ad esito dei rilievi condotti da personale della Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale di Reggio Calabria, è stato sottoposto a sequestro per i successivi approfondimenti investigativi.

Le risultanze investigative nel tempo assunte, in particolare ad esito delle indagini condotte a seguito della cruenta faida di San Luca, inducono a ritenere che il bunker rinvenuto fosse nella disponibilità della cosca "PELLE – VOTTARI" di San Luca.

L'odierno rinvenimento segue di pochi giorni quello, altrettanto importante, del bunker realizzato all'interno di un container sotterrato, avvenuto il 27.12 u.s. a Benestare (RC) nell'ambito del medesimo contesto investigativo.

Sono Surace Santo cl. 86, Luci Carmine cl. 70 e Altomonte Natale le tre arrestate questa notte insieme a TRIMBOLI Natale, 46enne originario di Platì, latitante dal 2010, dai Carabinieri della Compagnia di Taurianova. Surace, Luci e Altomonte, due dei quali pure gravati da precedenti penali e di polizia per associazione a delinquere di tipo mafioso, sono stati tratti in arresto con l’accusa di favoreggiamento per aver fornito ospitalità e sostegno logistico nella casa popolare di Molochio (Reggio Calabria) dove è stato scovato il latitante.

 

Durante la notte, i Carabinieri della Compagnia di Taurianova hanno arrestato TRIMBOLI Natale 46 anni, latitante inserito nell’elenco dei latitanti pericolosi del Ministero dell’Interno.

            Trimboli, ricercato in ambito internazionale, condannato nel processo Minotauro svoltosi in Torino, è inserito con ruoli di primo piano nella cosca Trimboli-Marando di Platì.

Il latitante, durante l’arresto, non ha opposto alcuna resistenza, non era armato ed era in compagnia di tre favoreggiatori che sono stati arrestati. Le indagini sono ancora in atto per scoprire la rete di fiancheggiatori che ne ha consentito la latitanza che durava da anni.

Alle ore 11.00, presso il Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria, in via Aschenez n.3, verranno illustrati i dettagli dell’operazione nel corso di una conferenza stampa.

Giuseppe Pantano, 52 anni, di San Ferdinando (Reggio Calabria) è stato arrestato oggi 15 gennaio 2015, alle prime luci dell’alba, all’esito di articolata attività info-investigativa, da parte deii Carabinieri della Compagnia di Palmi. Pantanto è stato tratto in arresto  mentre si nascondeva all’interno di un appartamento in un popoloso quartiere di Palmi.

Pantano, che era già ricercato in funzione di un provvedimento di fermo emesso dalla Procura della Repubblica di Palmi (RC), per il reato di detenzione e porto illegale di arma da fuoco, nell’ottobre del 2014 è stato ulteriormente  raggiunto, ancorché irreperibile, da un provvedimento di fermo della Procura della Repubblica DDA di Reggio Calabria per il reato di cui all’art. 416 bis C.P., in quanto ritenuto affiliato alla cosca di ‘ndrangheta operante a San Ferdinando (Operazione “Eclissi”).

Nel corso dell’operazione è stato arrestato anche Scarcella Cristian, classe 1987, rintracciato all’interno dell’abitazione assieme al Pantano, per il reato di favoreggiamento personale.

Le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Palmi (RC) e dalla Procura della Repubblica DDA di Reggio Calabria. Gli arrestati sono stati condotti in carcere e messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria

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