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Aggiornato ilLun, 30 Mar 2020 9am

Il video degli arresti avvenuti a Rosarno di Cacciola Gregorio, 34 anni, ricercato nell’operazione Mauser/Scacco matto del luglio 2014 e di Albanese Vincenzo, 37 anni. Gli arresti di Cacciola e Albanese sono avvenuti questa mattina grazie ad un’operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria e del ROS che ha portato alla cattura dei due latitanti in due distinti covi nel centro di Rosarno a seguito di serrate indagini condotte dalla Compagnia di Gioia Tauro.

La Polizia di Stato, nel corso di un’operazione finalizzata alla ricerca del latitante MAMMOLITI Rocco, cl. 69, condannato per reati in materia di sostanze stupefacenti e per essersi sottratto agli obblighi derivanti dalla misura della sorveglianza speciale cui era sottoposto, ha rinvenuto e sequestrato giovedì a Bovalino (Reggio Calabria) un bunker in cemento armato ricavato all’interno di un capannone adibito ad officina e ricovero di mezzi. Le dimensioni del locale che, al momento, si presentava completamente vuoto ed apparentemente non utilizzato da tempo, sono di circa dodici mq per un’altezza di 1,80 mt. completamente privo di accessi visibili dall’esterno, di illuminazione ed aereazione naturale e si presentava dotato di una botola montata su binari, originariamente azionabile elettricamente, abilmente occultata nella scavo utilizzato per l’ispezione e la riparazione dei veicoli. Gli agenti del Commissariato di P.S. di Siderno e Bovalino (RC) hanno accertato che il manufatto era nella disponibilità del pregiudicato MAMMOLITI Sebastiano, cl.1944, padre del citato latitante, denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Locri per il seguito di competenza. La descritta operazione si inquadra nella più vasta attività di intensificazione del controllo del territorio disposta in ambito provinciale dal Questore di Reggio Calabria, Dr. Guido Niccolò LONGO, finalizzata, in particolare, all’individuazione e cattura di latitanti, alla repressione del traffico di armi clandestine e di sostanze stupefacenti, attività illecite altamente redditizie cui sono notoriamente dedite le organizzazioni criminali operanti sul territorio.

Nunzio Manuel Callà, 28 anni, latitante di Nicotera è stato arrestato dalle Squadre Mobili di Vibo Valentia e Catanzaro. Al momento dell’irruzione dei militari operanti Callà si trovava insieme a Bruno Pisano, 28 anni, di Rosarno, che è stato anch’egli arrestato con l’accusa di favoreggiamento. I due uomini sono stati sorpresi mentre cenavano in un casolare di campagna ben arredato e sito in località "Nucarella" di Spilinga. Nel corso della perquisizione all’interno del casolare i carabinieri hanno rinvenuto bottiglie di champagne, confezioni di gamberoni e 9.500 euro in contanti. Nel nascondiglio c'erano anche documenti che gli agenti hanno definito "di estrema importanza investigativa" e sui quali sono in corso accertamenti.

Callà si era sottratto alla cattura nell'ambito dell'operazione antimafia "Dietro le quinte", ed è accusato di concorso nel tentato omicidio di Francesco Scrugli, ritenuto dagli inquirenti esponente del clan Lo Bianco di Vibo e poi alleato con il clan Battaglia-Fiorillo di Piscopio in "guerra" con il clan Patania di Stefanaconi. In particolare, Callà è accusato di aver fornito al sicario il fucile di precisione con cui questi ha sparato nel febbraio 2011 a Scrugli ferendolo al collo. Scrugli fu poi ucciso il 22 marzo 2011 a Vibo Marina ad opera del clan Patania.

PLATA Josef Jerzy, cittadino polacco, cl. ’74, latitante dal 2009 è stato arrestato nella tarda serata di ieri, al termine di complesse ed articolate attività di indagine condotte da Squadra Mobile di Reggio Calabria e coordinate dalla locale Procura della Repubblica.

Nel corso di mirati servizi di controllo del territorio per la prevenzione e repressione dei reati, emergeva il profilo criminale del predetto PLATA: dagli accertamenti esperiti si evinceva che l’uomo, trasferitosi di recente in Reggio Calabria, senza fissa dimora, era ricercato ai fini estradizionali in quanto colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 28.12.2009 dalla Corte d’Appello di Messina, ritenuto responsabile, in Polonia, dei reati di appropriazione indebita ed estorsione.

Per tali ragioni la polizia avviava una serie di servizi di osservazione e pedinamento al fine di addivenire alla localizzazione del PLATA, servizi che sortivano esito positivo nella tarda serata di ieri allorquando una dipendente autopattuglia notava il latitante, nei pressi della locale stazione ferroviaria, bloccandolo immediatamente.

Dopo le formalità di rito,PLATA Josef Jerzy  è stato associato presso la locale Casa Circondariale a disposizione dell’A.G.

L’operazione che ha portato all'arresto del latitante a Reggio Calabria, si inserisce nel più ampio dispositivo d’intervento, denominato “Focus ‘ndrangheta“, teso a contrastare le proiezioni nazionali ed internazionali delle organizzazioni criminali calabresi, che prevede il costante monitoraggio del territorio cittadino, proficui momenti di scambio informativo tra le forze di Polizia in campo e tavoli operativi settimanali.

Maurizio Grillo, sessantacinquenne, originario di San Pietro di Caridà (Reggio Calabria) è stato arrestato nella notte dai Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Vibo Valentia a Bucarest (Romania), con la collaborazione dei locali organi di polizia.

Grillo, latitante da più di quattro anni, deve scontare un cumulo pena di 16 anni di carcere per violenza sessuale, lesioni personali  e violenza privata commesse in danno di una 41enne  di Vibo Valentia (M.M.).

A rintracciarlo, nel corso di una serrata attività investigativa (convenzionalmente denominata “Flashlamp”), sono stati i militari del Reparto Operativo di Vibo Valentia guidati dal Ten. Marco Califano, i quali, individuato il nascondiglio in Romania del latitante calabrese, hanno attivato prontamente i loro colleghi rumeni che nella notte hanno rintracciato l’uomo e lo hanno tratto in arresto.

Maurizio Grillo, dopo le formalità di rito e l’espletamento delle procedure di estradizione sarà trasferito in Italia per essere posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Giuseppe Alvaro, 38 anni, di Sinopoli (Reggio Calabria), è stato tratto in arresto dalla polizia stradale di Cosenza. Alvaro latitante e ricercato per reati di droga, deve scontare una pena di 8 anni per traffico internazionale di stupefacenti. L’uomo viaggiava su un Suv, in compagnia di familiari. La polizia stradale lo ha fermato al locale svincolo autostradale di Tarsia. L’uomo ha mostrato agli agenti, una patente falsa, che non sono stati tratti in ingannato ed hanno  portato nella sede della polizia stradale di per ulteriori controlli, successivamente ai quali è emersa la vera identità di Alvaro. L’arresto è avvenuto nell’ambito dei controlli di rito per la sicurezza dell’esodo dei vacanzieri.

Si è reso latitante dopo la condanna all’ergastolo inflitta dai giudici della Corte d’Assise di Palmi. Francesco Napoli, 34enne di Melicucco, condannato al carcere a vita insieme alla zio Antonio, per l’omicidio di Fabrizio Pioli, ha fatto perdere le proprie tracce impedendo ai Carabinieri di eseguire l’arresto dopo il verdetto del processo di primo grado concluso venerdì scorso presso il Tribunale Palmi.

Quando i militari si sono recati presso la sua abitazione per trasferirlo in carcere Napoli era già irreperibile da alcuni giorni, forse perché timoroso del verdetto che avrebbe potuto riguardarlo. Il giovane, in seguito all’annullamento da parte della Corte di Cassazione dell’ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti, rispondeva a piede libero di concorso in omicidio. Quasi sempre presente alle udienze nella fase dibattimentale del processo, era assente nell’aula bunker “Scopelliti” il giorno della lettura del dispositivo di sentenza. I Carabinieri di Melicucco, unitamente agli uomini della Compagnia di Gioia Tauro, stanno setacciando il territorio e le zone limitrofe alla ricerca del latitante. Si starebbe vagliando anche l’ipotesi che Napoli possa aver lasciato la Calabria.

Pasquale Bifulco, 41 anni, irreperibile dal febbraio scorso è stato arrestato nel pomeriggio di ieri, in Perù. La polizia di Stato, al termine di articolate indagini, coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e condotte dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria e dal Commissariato Ps di Siderno, ha catturato il latitante di ndrangheta a San Isidro, nella provincia della Capitale Lima. Bifulco si era sottratto all'arresto nell'ambito della maxi-Operazione ''Buongustaio'' ritenuto responsabile di traffico internazionale di sostanze stupefacenti tra il Sud America e l'Italia. Bifulco, organico alla mafiosa Ietto-Cua-Pipicella operante nella fascia Jonica Reggina, e' stato localizzato, da personale Interpol e Ufficiali della polizia peruviana.

Ieri sera, a Caulonia, la Polizia di Stato ha rintracciato e arrestato il latitante Samuel Zimbalatti, ventiquattrenne incensurato di Siderno, responsabile dei reati di ricettazione e porto illegale di armi e munizioni.

Lo scorso 10 aprile, personale della Polizia di Stato impegnato in servizi di controllo straordinario del territorio disposti dal Questore di Reggio Calabria, Guido Nicolò Longo, aveva intimato l’alt ad una FIAT Punto ma l’uomo alla guida, invece di arrestare la marcia, dava vita ad una rocambolesca fuga tra le vie del centro cittadino, al termine della quale abbandonava il mezzo in una zona periferica con a bordo occultati tre fucili e numerose munizioni. Il giovane si rendeva, così, irreperibile sottraendosi all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa a suo carico dall’A.G. competente.

Nel pomeriggio di ieri, a seguito di una complessa attività di indagine, gli investigatori del Commissariato di P.S. di Siderno hanno rintracciato e catturato nei pressi di alcune abitazioni rurali, in località “Ziia” di Caulonia, il latitante che dovrà rispondere dei reati di ricettazione e porto illegale delle armi e munizioni trasportate sull’autovettura.

Pertanto, al termine delle formalità di rito, l’arrestato è stato ristretto presso la Casa Circondariale di Locri, a disposizione dell’autorità giudiziaria procedente.

 

A conclusione di complessa attività d'indagine, i carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Catanzaro, coadiuvati da militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria e della Compagnia di Soverato, hanno tratto in arresto il latitante Origlia Domenico, di anni 53, affiliato di rilievo della cosca Gallace Gallelli, operante nei comuni dì Badolato e Guardavalle, con ramificazioni in Lazio e Lombardia.

Lo stesso, latitante dal mese di luglio dello scorso anno, quando era stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione aggravata, veniva rintracciato presso la propria abitazione sita nel comune di Guardavalle. Nel corso dell'operazione presso la stessa abitazione sono state rinvenute varie stanze segrete, utilizzate dal latitante e dotate di ogni bene di prima necessità compreso un accurato sistema di videosorveglianza dell'intera villa. L'uomo, in virtù della brillante organizzazione del servizio, svolto in perfetta simbiosi tra tutti i militari intervenuti, non ha opposto alcuna resistenza e veniva associato presso la Casa Circondariale di Catanzaro - Siano.

L'Origlia era sfuggito all'operazione "Itaca", condotta nel luglio 2013 dai militari del Reparto Operativo di Catanzaro, che aveva portato all'emissione di diverse ordinanze di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari a carico di presunti capi e gregari del predetto clan Gallace Gallelli operante nel basso Jonio catanzarese, a cui venivano contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsioni, usura, stupefacenti e armi. La cattura dell'Origlia rappresenta un nuovo successo dell'Arma dei Carabinieri di Catanzaro nella ricerca dei latitanti e segue, a distanza di pochi mesi, altro successo costituito dalla cattura di Gallace Cosimo Damiano, considerato reggente dell'omonima cosca.Nel corso della mattinata verrà tenuta una conferenza stampa presso il Comando Provinciale Carabinieri di Catanzaro.

A conclusione di complessa attività d'indagine, i carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Catanzaro, coadiuvati da militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria e della Compagnia di Soverato, hanno tratto in arresto il latitante Origlia Domenico, di anni 53, affiliato di rilievo della cosca Gallace Gallelli, operante nei comuni dì Badolato e Guardavalle, con ramificazioni in Lazio e Lombardia.

Lo stesso, latitante dal mese di luglio dello scorso anno, quando era stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione aggravata, veniva rintracciato presso la propria abitazione sita nel comune di Guardavalle. Nel corso dell'operazione presso la stessa abitazione sono state rinvenute varie stanze segrete, utilizzate dal latitante e dotate di ogni bene di prima necessità compreso un accurato sistema di videosorveglianza dell'intera villa. L'uomo, in virtù della brillante organizzazione del servizio, svolto in perfetta simbiosi tra tutti i militari intervenuti, non ha opposto alcuna resistenza e veniva associato presso la Casa Circondariale di Catanzaro - Siano.

L'Origlia era sfuggito all'operazione "Itaca", condotta nel luglio 2013 dai militari del Reparto Operativo di Catanzaro, che aveva portato all'emissione di diverse ordinanze di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari a carico di presunti capi e gregari del predetto clan Gallace Gallelli operante nel basso Jonio catanzarese, a cui venivano contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsioni, usura, stupefacenti e armi. La cattura dell'Origlia rappresenta un nuovo successo dell'Arma dei Carabinieri di Catanzaro nella ricerca dei latitanti e segue, a distanza di pochi mesi, altro successo costituito dalla cattura di Gallace Cosimo Damiano, considerato reggente dell'omonima cosca.Nel corso della mattinata verrà tenuta una conferenza stampa presso il Comando Provinciale Carabinieri di Catanzaro.

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A conclusione di complessa attività d'indagine, i carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Catanzaro, coadiuvati da militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria e della Compagnia di Soverato, hanno tratto in arresto il latitante Origlia Domenico, di anni 53, affiliato di rilievo della cosca Gallace Gallelli, operante nei comuni dì Badolato e Guardavalle, con ramificazioni in Lazio e Lombardia.

Lo stesso, latitante dal mese di luglio dello scorso anno, quando era stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione aggravata, veniva rintracciato presso la propria abitazione sita nel comune di Guardavalle. Nel corso dell'operazione presso la stessa abitazione sono state rinvenute varie stanze segrete, utilizzate dal latitante e dotate di ogni bene di prima necessità compreso un accurato sistema di videosorveglianza dell'intera villa. L'uomo, in virtù della brillante organizzazione del servizio, svolto in perfetta simbiosi tra tutti i militari intervenuti, non ha opposto alcuna resistenza e veniva associato presso la Casa Circondariale di Catanzaro - Siano.

L'Origlia era sfuggito all'operazione "Itaca", condotta nel luglio 2013 dai militari del Reparto Operativo di Catanzaro, che aveva portato all'emissione di diverse ordinanze di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari a carico di presunti capi e gregari del predetto clan Gallace Gallelli operante nel basso Jonio catanzarese, a cui venivano contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsioni, usura, stupefacenti e armi. La cattura dell'Origlia rappresenta un nuovo successo dell'Arma dei Carabinieri di Catanzaro nella ricerca dei latitanti e segue, a distanza di pochi mesi, altro successo costituito dalla cattura di Gallace Cosimo Damiano, considerato reggente dell'omonima cosca.Nel corso della mattinata verrà tenuta una conferenza stampa presso il Comando Provinciale Carabinieri di Catanzaro.

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