06122019Ven
Aggiornato ilVen, 06 Dic 2019 1pm

Una lite degenerata in accoltellamento, quella avvenuta in serata intorno alle 21.30 alla baraccopoli in contrada Russo nel comune di Rizziconi. Due extracomunitari ubriachi infatti, a seguito di un litigio se le sono date di santa ragione. Uno dei due ad un certo punto ha però estratto un coltello, ferendo l'altro, che con plurime ferite da arma da taglio è stato trasportato dal Pet 118 di Gioia Tauro presso l'ospedale di Polistena. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri.

Giada Zurzolo

Nel pomeriggio di ieri, i Carabinieri di Rizziconi hanno arrestato in flagranza di reato, il 33enne rumeno RAULET Ion Marian, pregiudicato, poiché accusato di maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale.

Nello specifico, nel pomeriggio la vittima dopo le botte subite decideva di chiamare il “112”, il numero di soccorso ed emergenza pubblica. I militari dell’Arma, giunti sul punto si sono trovati davanti la donna in lacrime ed in evidente stato di shock. I militari, quindi, all’interno dell’abitazione constatavano che l’uomo aveva appena scardinato la porta d’ingresso nel tentativo di aggredire la donna, ed incurante della loro presenza, continuava a minacciarla di morte. Inoltre per sottrarsi all’identificazione,si scagliava contro gli i militari intervenuti tentando invano di divincolarsi con violenza ed opponendo resistenza.

Per queste condotte l’uomo è stato quindi tratto in arresto in flagranza di reato ed associato alla Casa Circondariale di Arghillà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

La Polizia di Stato nell’ambito della lotta all’illecita accumulazione di ricchezze ha messo a segno un ulteriore attacco agli interessi criminali della ‘ndrangheta, attraverso l’aggressione ai patrimoni illeciti nella disponibilità dei principali esponenti della potente e pericolosa cosca “CREA”, operante nella piana di Gioia Tauro.

È stata, infatti, data esecuzione a un provvedimento di confisca beni emesso dal locale Tribunale - Sezione Misure di prevenzione, originati da proposta del Sig. Questore di Reggio Calabria, effettuata sulla scorta di un’articolata attività di natura patrimoniale effettuata dalla locale Divisione Anticrimine.

L’attività in questione rappresenta la naturale evoluzione delle indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria e coordinate dalla DDA reggina (c.d. Operazione “Deus”), a conclusione delle quali, in data 04/06/2014, è stata data esecuzione a una’ordinanza, emessa dal GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria, con la quale sono state disposte, nei confronti di nr. 16 persone, le misure della custodia cautelare in carcere e degli arresti domiciliari per i delitti di associazione di stampo mafioso, estorsione aggravata, intestazione fittizia di beni e truffe alla Comunità Europea.

Tra i destinatari del provvedimento restrittivo, oltre a CREA Teodoro cl ’39, capo storico della famiglia, e buona parte del suo nucleo familiare, risultavano anche altri esponenti di spicco della ‘ndrina - quali CREA Antonio detto “u Malandrinu” e CREA Domenico cL ’54 detto “Scarpa Lucida”, legati da vincoli di parentela con il suddetto capo della consorteria criminale - e tre ex amministratori pubblici del Comune di Rizziconi.

In particolare, l’attività investigativa ha evidenziato l’assoluta egemonia della cosca CREA, esplicata sul territorio come una vera e propria “signoria”, sia nell’esercizio delle tradizionali attività criminali che nel totale condizionamento della vita pubblica, tanto da determinare, nel 2011, lo scioglimento del Consiglio Comunale di Rizziconi.

Inoltre, nel corso delle indagini, è emerso che Giuseppe Crea cl. ’78, nonostante fosse latitante dal 2006, attestava falsamente di essere un imprenditore agricolo, procurandosi così un ingiusto profitto, consistito nell’indebita erogazione da parte dell’A.G.E.A. dei contributi comunitari relativi Piano di Sviluppo Rurale per oltre 180 mila euro.

Analogo reato è stato contestato al padre Teodoro Crea, alla madre Clementina Burzì e alla sorella Marinella, per contributi pari a quasi 50 mila euro.

       Il provvedimento ablatorio ha interessato svariati beni riconducibili a CREA Teodoro cl ’39, boss indiscusso dell’omonima cosca - in atto sottoposto al regime del 41 bis – alla moglie, BURZI’ Clementina, alla figlia Marinella e al di lei marito, BARONE Francesco.

Le indagini patrimoniali hanno dimostrato che i citati soggetti, in virtù della loro appartenenza al clan mafioso, erano riusciti, con il profitto derivante dalla gestione delle attività illecite e avvalendosi della forza intimidatrice derivante dal vincolo associativo, ad accumulare un ingente capitale, sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati, che reinvestivano nell’acquisto di terreni, società e beni immobili, intestati, al fine di eludere la normativa antimafia, ai propri familiari o a soggetti terzi.

          Il Tribunale di Reggio Calabria - Sezione Misure di Prevenzione, accogliendo le risultanze investigative, ha disposto il sequestro dei seguenti beni:

•edifìcio di pregio, composto da tre appartamenti e 2 locali uso deposito/garage;

•villa di pregio;

•unità immobiliare composta da due abitazioni e un locale uso deposito;

•immobile in corso di costruzione;

•unità immobiliare composta da tre appartamenti e un locale destinato all’esercizio di attività 

          commerciale;

•un appartamento;

•unità immobiliare composta da due stabili adibiti, rispettivamente, a caseifìcio e abitazione;

•6 fabbricati adibiti a stalle;

.      •         18 terreni;

•Impresa agricola individuale “BURZI’ Clementina” con sede in Rizziconi (RC);

•titoli AGEA emessi a favore di CREA Marinella.

Il valore del patrimonio confiscato ammonta complessivamente a circa 6 milioni di euro.

 

 

Due arresti, due denunce, 75 mezzi controllati e 127 persone. È questo il bilancio dei servizi straordinari di controllo del territorio gioiese e di alcuni comuni dell’hinterland, effettuati negli ultimi giorni dai Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro al comando del Capitano Gabriele Lombardo.

In particolare, nel corso dei servizi i militari dell’Arma hanno effettuato numerosi controlli mirati a persone e veicoli.

In particolare i Carabinieri di Rizziconi hanno arrestato DUMITRIU MARIUS MIRCEA, cittadino rumeno 39enne, pregiudicato, perché sorpreso dai militari a rubare l’energia elettrica pubblica. I militari con l’ausilio di tecnici dell’ENEL, hanno constatato un allaccio abusivo alla rete elettrica tramite l’utilizzo di un cavo che fuoriusciva dall’abitazione del DUMITRIU e si allacciava abusivamente al palo dell’energia elettrica pubblica.

Al termine degli accertamenti, Il DUMITRIU è stato posto agli arresti domiciliari.

A Melicucco, i Carabinieri della Stazione hanno arrestato POLITANÒ VINCENZO, 66enne, pregiudicato, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente per fatti commessi alla fine del 2015. Il POLITANÒ dovrà scontare la sentenza emesse dal Tribunale di Agrigento, con la condanna definitiva a 4 anni e 7 mesi in carcere, motivo per cui è stato associato presso la Casa Circondariale di Palmi.

Inoltre, i Carabinieri della Stazione di Goia Tauro hanno denunciato in stato di libertà due soggetti di etnia rom, B. M. e B.A., entrambi residenti nel quartiere Ciambra di Gioia Tauro, sorpresi dai militari dell’Arma a bordo di un motocarro mentre sversavano, nei pressi del piazzale antistante alla scuola per l’infanzia “Luigi Settembrini”, rifiuti speciali di varia natura, tra cui filtri d’aria e d’olio di autovetture nonché componenti di auto. 

 

Nota stampa del Comando provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria

Il 30 settembre 2016, in Rizziconi (RC), i Carabinieri della locale Stazione hanno tratto in arresto BRUZZESE Espedito, di anni 64 da Rizziconi, già noto alle FF.OO., per il reato di furto aggravato. Prefato veniva sorpreso dai militari operanti ad alterare, mediante un magnete posto al di sopra del contatore E.n.e.l da 380kw, il consumo di energia elettrica della propria azienda agricola e limitrofa abitazione.

Il 14 luglio 2016, in Rizziconi (RC), i Carabinieri della locale Stazione hanno tratto in arresto S.O., di anni 41 da Rizziconi, per i reati di maltrattamenti e minacce ai danni della ex moglie, in esecuzione all’ ordine di custodia cautelare in carcere, emesso dal Tribunale di Palmi (RC).

Sabato 28 maggio il Presidente del Consiglio Matteo Renzi  sarà a Rizziconi, ad annunciarlo lo stesso premier nella sua newsletter Enews  "torniamo in Calabria perché Terna ha fatto un lavoro egregio e finalmente si collegano dal punto di vista energetico Sicilia e Calabria con l'elettrodotto Sorgente Rizziconi. È un ponte sullo stretto 'energetico', in attesa di quello per treni e auto", scrive ancora il premier. "Sapete quali sono le conseguenze? Che il costo della bolletta energetica del paese scende di 600 milioni di euro. Non male, dai. Investire, investire, investire: questa è la chiave per il futuro dell'Italia".

Il 31 marzo 2016, in Rizziconi (RC), i Carabinieri hanno tratto in arresto MAZZAFERRO Giuseppe, di anni 61 da Flero (BS), già noto alle FF.OO, in esecuzione all’ordine di carcerazione, emesso dalla Procura Generale della Repubblica di Reggio Calabria, poiché condannato alla pena di anni 3, mesi 09 e giorni 06 di reclusione per i reati di ricettazione e bancarotta fraudolenta.

Nota stampa del Comando provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria

Nella giornata di ieri venerdì 15 Gennaio, in Frazione Drosi di Rizziconi (Reggio Calabria), i Carabinieri hanno tratto in arresto MUZZUPAPA Teodoro, di anni 80 da Rizziconi, già noto alle Forze dell'Ordine, per il reato di furto aggravato, poiché in modo fraudolento, tramite allaccio abusivo alla rete pubblica, con violenza sulle cose, alterava palesemente il consumo di energia elettrica della propria abitazione.

Un incontro con il giornalista e scrittore Pino Aprile dal titolo “Nella terra del meno…” si terrà lunedì 4 gennaio alle ore 18.00 presso l’Aula consiliare del Comune di Rizziconi.

 

L’evento è stato organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Rizziconi, in collaborazione con la Libreria “Pier Giorgio Frassati” di Gioia Tauro.

 

L’iniziativa sarà un’occasione di dialogo e confronto con il noto giornalista - autore del libro “Terroni” (divenuto un vero e proprio caso editoriale), di numerosi saggi e del più recente “Terroni ‘ndernescional” -, che prenderà le mosse da una serie di fatti storici che, nella retorica dell’unificazione, sono stati volutamente rimossi e che hanno aperto una nuova, interessante finestra sulla facciata del trionfalismo nazionalistico.

 

I saggi di Pino Aprile rappresentano “la rivendicazione dell’orgoglio meridionale”, come ha sottolineato lo storico Giordano Bruno Guerri, e spiegano in modo appassionato “come l'Unità d'Italia abbia danneggiato il Sud e quanto sia costata ai suoi abitanti: ridotti, decennio dopo decennio, a italiani di seconda scelta, forza lavoro malsopportata al Nord, presunti pelandroni e certamente similmafiosi nelle loro terre”.

 

Le cause di questa arretratezza, di questa “impotenza appresa” per la quale i meridionali vengono spesso additati, hanno radici profonde alimentate tutt’oggi dal pregiudizio.

 

Dopo “Terroni”, il giornalista pugliese ha raccontato della “nuova fierezza meridionale”, delle tante esperienze positive che si moltiplicano in una terra che vuole riscattare se stessa, partendo dalla riscoperta della propria identità, dal recupero della memoria, che è memoria collettiva in grado di “salvare” non solo il Sud ma l’Italia tutta.

 

All’incontro, interverranno, tra gli altri, il sindaco di Rizziconi Giuseppe Di Giorgio e l’Assessore alla Cultura Alessandro Giovinazzo. Dialogherà con l’autore la giornalista Federica Legato, direttore editoriale di “Lettere Meridiane”.

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