16122017Sab
Aggiornato ilSab, 16 Dic 2017 10am

Momenti di paura questo pomeriggio a Santa Domenica di Ricadi in provincia di Vibo Valentia dove due malviventi hanno fatto irruzione nella sede della banca Monte dei Paschi di Siena della nota località turistica calabrese. I rapinatori, armi in pugno hanno picchiato i dipendenti della banca al fine di farsi consegnare il denaro. Ottenuto quanto richiesto, subito dopo i due si sono dati alla fuga. Immediato è scattato il "piano antirapine", con carabinieri e polizia che si sono posti sulle tracce dei rapinatori e stanno bloccando attualmente le principali vie di fuga dalla zona. Sul posto, per soccorrere gli impiegati aggrediti dai rapinatori, sono arrivati anche i sanitari con due ambulanze del 118 dell'ospedale di Tropea. Ancora da quantificare l’ammontare della rapina.

Giovanni Filardo, ventunenne di Rosarno, arrestato il primo dicembre scorso in quanto accusato di aver compiuto una rapina ai danni di un negozio di articoli per la casa a Paravati, frazione di Mileto (Vibo Valentia) è stato scarcerato dal Tribunale del Riesame di Reggio Calabria.  Filardo era stato tratto in arresto insieme a Antonino Michelizzi, 26 anni di Rosarno. I legali di Filardo, avvocati Santambrogio e De Luca sono riusciti a dimostrare come l'indagato in realtà al momento della rapina avvenuta a Paravati si trovasse in realtà in tutt'altro luogo, circostanza questa provata da un video che ritrae Filardo in bar di Laureana di Borrello mentre consumava la colazione insieme alla propria compagna nell’orario in cui è avvenuta la rapina. Il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria ha quindi disposto l’immediata scarcerazione di Giovanni Filardo per carenza di gravità indiziaria.  

Giuseppe Lo Bianco, di 42 anni, ritenuto esponente dell'omonima cosca di 'ndrangheta è stato fermato a Vibo Valentia dai carabinieri, con l'accusa di essere uno degli autori di una rapina commessa ai danni di un distributore di carburanti e che ha fruttato 15 mila euro. La rapina è avvenuta ieri sera quando due persone, con il volto coperto da un passamontagna e armate di pistola, hanno fatto irruzione nel distributore facendosi consegnare la somma per poi darsi alla fuga a bordo di un'autovettura sulla quale c'era un complice ad attenderli.

Subito dopo la rapina sono partite le ricerche da parte delle forze dell’ordine, che hanno ritrovato la vettura dopo circa mezz’ora in località Ottocanalli. Alla guida dell'auto, si trovava Lo Bianco che è stato bloccato dai militari del Norm guidati dal tenente Rosario Tedesco. A seguito di una perquisizione all'interno dell'auto è stato trovato un passamontagna identico a quello utilizzato dai malviventi nascosto sotto i sedili posteriori. Sulla scorta degli indizi raccolti, Lo Bianco, già condannato per rapina nell'ambito dell'operazione "Cash", è stato dichiarato in stato di fermo e portato in carcere. A Lo Bianco il pm Sirgiovanni contesta anche un'altra rapina commessa, il 18 ottobre, ai danni di un market a Vibo.

Antonino Michelizzi e Giovanni Filardo, di 26 e 21 anni entrambi di Rosarno sono stati arrestati dai carabinieri in quanto accusati di aver compiuto ieri mattina una rapina a Paravati, frazione di Mileto (Vibo Valentia). Michelizzi e Filardo, dopo aver rotto una vetrina, sarebbero entrati in un negozio di articoli per la casa armati di pistola e a volto coperto, facendosi consegnare l’incasso della giornata pari a circa cinquemila euro. I due giovani di Rosarno sono stati identificati grazie alle telecamere della videosorveglianza e ad alcune testimonianze.

Platì (Reggio Calabria). Un episodio che rasenta l'assurdo è avvenuto questa mattina a Platì dove due rapinatori sono stati allertati dai passanti dell'imminente arrivo delle forze dell'ordine. I malviventi, armati di pistola e col volto coperto si erano introdotti nell'ufficio postale del piccolo centro della jonica, ed una volta colpito il direttore alla testa con il calcio di un'arma, i due lo hanno costretto ad aprire la cassaforte. Alcune persone, normali passanti, presenti all'esterno del locale hanno avvisato i due rapinatori dell'arrivo della pattuglia dei Carabinieri. I due cosi' sono riusciti a garantirsi la fuga a piedi, senza riuscire a portare via nulla. Il direttore, accompagnato all'ospedale di Locri, se l'e' cavata con una lieve ferita.

Quattro giovanissimi della Piana sono stati arrestati giovedì scorso dai Carabinieri di Soriano Calabro e del Norm della Compagnia di Serra San Bruno con l’accusa di tentata rapina avvenuta a Dasà in provincia di Vibo Valentia.  Andrea Pisano 21 anni pregiudicato di Gioia Tauro, Luciano La Rosa 24 anni di Gioia Tauro, Andrea Sposato 23 anni di Taurianova e Domenico Laganà diciottenne di Gioia Tauro, questi i nomi degli indagati per la tentata rapina a mano armata avvenuta presso la gioielleria “Fusca”. In particolare i militari operanti hanno individuato e fermato una Toyota Aygo con a bordo i giovani, accusati di essere i responsabili che nel tardo pomeriggio di ieri a Dasà, nel Vibonese, hanno cercato di rapinare a mano armata in Viale del Re. Sposato e Laganà sarebbero stati ritratti nelle immagini riprese dall’impianto di video sorveglianza della gioielleria. Per come emerso dalle prime indagini i quattro soggetti erano giunti nei pressi della gioielleria a bordo della Toyota Aygo grigia, tre dei rapinatori, armati di due pistole e con il volto travisato, si sarebbero introdotti all’interno della gioielleria, mentre il quarto soggetto era rimasto a bordo del veicolo in attesa dei complici per la fuga. La rapina non è andata a buon fine solo grazie alla reazione del gioielliere il quale, minacciando il sopraggiungere dei Carabinieri, metteva in fuga i rapinatori. Le ricerche delle forze dell’ordine iniziavano nell’immediatezza e venivano predisposti diversi posti di blocco lungo tutte le arterie viarie principali che conducono al piccolo centro di Dasà. Sposato e Laganà venivano, pertanto, dichiarati in arresto e tradotti presso la Stazione CC di Soriano Calabro per i successivi accertamenti. Dall’analisi del cellulare dei due arresti si accertava immediatamente l’identità degli altri due complici. Le ricerche pertanto continuavano senza soluzione di continuità e consentivano, nel breve tempo, di individuare il luogo in cui i quattro malfattori avevano predisposto l’azione delittuosa. In località. Petrieri di Dasà, veniva rinvenuta la Fiat Bravo grigia utilizzata dagli altri due complici per giungere a Dasà, abilmente occultata tra la vegetazione; nonché, nel corso del sopralluogo, venivano rinvenute abilmente occultate le targhe false apposte sulla Toyota Aygo utilizzata nella rapina, un passamontagna, una pistola a salve priva di tappo rosso e altri indumenti riconducibili ai rei. Contestualmente altre pattuglie della Compagnia CC di Serra San Bruno eseguivano le ricerche degli ulteriori due rapinatori i quali venivano fermati dal Mar. A. Sciacca Barbaro e il Mar. Ord. Orlando Davide, della Stazione CC di Soriano Calabro, e venivano identificati in Andrea Pisano 21enne pregiudicato, già tratto in arresto nell’anno 2012 per detenzione illegale di arma clandestina e altro, e Luciano La Rosa, incensurato, 24 anni, entrambi di Gioia Tauro, i quali si erano allontanati repentinamente a piedi tra le campagne del piccolo centro di Dasà. Gli elementi investigativi raccolti dalla P.G., consistenti in un notevole quadro probatorio, e le informazioni fornite dal denunciante consentivano nell’immediatezza di trarre in arresto in flagranza di reato Sposato Alessandro e Laganà Domenico e di procedere al Fermo in Indiziato di delitto nei confronti di La Rosa Luciano e Pisano Andrea. Tutti è quattro i rapinatori venivano associati in regime di isolamento presso la Casa Circondariale di Vibo Valentia e, per loro, l’A.G. disponeva il differimento fino all’interrogatorio di garanzia dell’incontro con i propri legali.

Pomeriggio l’abitazione di un anziano pensionato, sita sulla popolatissima via San Giovanni dei Rossi che collega il centro urbano con la Strada Provinciale che porta a Rizziconi e Rosarno, è stata al centro di malintenzionati che hanno messo a segno una rapina. L’episodio dovrebbe risalire alle ore 16,30 circa.

   Il proprietario dell’immobile, fortunatamente, stando a quanto detto da qualche familiare, sta bene.

   Sul luogo si sono recati subito i militari dei Carabinieri che, prontamente, si sono recati sul posto per effettuare i primi rilievi del caso e ricostruire l’accaduto per individuare i responsabili del delitto.

   Un altro fatto di cronaca che, quasi sicuramente, trae origine dal particolare periodo economico stringente e dall’incapacità della classe politica nazionale a fronteggiare la situazione con i provvedimenti necessari.

   Tuttavia, l’alibi delle recessione finanziaria non è sufficiente a giustificare tali azioni delittuose che hanno generato forte indignazione nella popolazione locale che ben conosce la bontà del malcapitato.

Gaetano Errigo

Rapinato un bar a Rosarno

Pubblicato in ROSARNO CRONACA
17 Settembre 2014

Rosarno (Reggio Calabria). Un esercizio commerciale è stato vittima questa sera di una rapina a Rosarno. La rapina è avvenuta in prossimità dell'orario di chiusura del locale oggetto dell'azione delittuosa, intorno alle 20.30, nella via nazionale della cittadina della Piana. Un malvivente a volto coperto ha fatto irruzione allo Snack Bar, il locale vittima della rapina, e dopo aver fatto suo il bottino si è dileguato dandosi alla fuga. Sul posto sono intervenuti immediatamente i carabinieri della Tenenza di Rosarno che hanno esteso in tutta la zona le ricerche per catturare il rapinatore fuggiasco. Tanta paura all'interno del locale per clienti e dipendenti, l'ammontare della rapina è ancora da quantificare.

Rosarno, rapina alle poste

Pubblicato in ROSARNO CRONACA
30 Agosto 2014

Rosarno-  Tanto spavento per le persone presenti all' Ufficio Postale di Via Nazionale , dove questa mattina intorno alle ore 13, orario di chiusura,  è avvenuta una rapina. Sul posto sono accorsi i Carabinieri e l' ambulanza, avvisata fortunatamente soltanto per alcuni malori dovuti alla paura. I Carabinieri stanno indagando sul caso. Seguono aggiornamenti.

Un giovane romeno, Erdei Romeo Bogdan, di 23 anni, è stato arrestato nel suo Paese con l'accusa di avere commesso un omicidio in Italia. Secondo l'accusa, in particolare, Bogdan, il 23 novembre del 2013, a Soriano Calabro, un centro del Vibonese, dove il romeno abitava all'epoca insieme ai genitori, soffocò, a scopo di rapina, una donna di 85 anni, Lucia Ioppolo. Bogdan è stato identificato grazie alla prova del Dna acquisita nel corso delle indagini condotte dai carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia e della Compagnia di Serra San Bruno. L'arresto di Bogdan è stato fatto dalla Polizia nazionale romena, tramite il Dipartimento centrale di Polizia criminale, in esecuzione di un mandato di arresto europeo.

Ha soffocato l'anziana che lo aveva scoperto a rubare nella propria abitazione, ma per sviare le indagini, prima di farlo, le aveva messo in bocca alcune zollette di zucchero per sviare le indagini facendo credere ad una morte naturale visto che la donna era diabetica. E' l'accusa mossa dai carabinieri della Compagnia di Tropea e del Comando provinciale di Vibo Valentia, a Erdei Romeo Bogdan, 23 anni, romeno, arrestato nel suo Paese per l'omicidio di Lucia Ioppolo, di 85 anni. Il cadavere della donna fu trovato riverso in un corridoio al piano terreno della casa in cui viveva messa e che era stata messa a soqquadro. Bogdan frequentava quella casa perché l'anziana, bisognosa di aiuto, era solita incaricare alcune persone per l'acquisto dei medicinali che le venivano prescritti ed ai quali dava in cambio un pasto caldo, generi di prima necessità oppure 10 euro. La sera del 23 novembre, secondo l'accusa, approfittando della momentanea assenza della donna, Bogdan aveva iniziato a rovistare cercando il denaro che poi è stato trovato dai carabinieri: soldi e oggetti in oro per un valore di circa 3.000 euro. Poco dopo il delitto, Bogdan aveva lasciato l'Italia ed era tornato dopo alcuni mesi a trovare i genitori, che abitano vicino alla casa di Lucia Ioppolo e che nel frattempo avevano cercato di sviare le indagini facendo cadere i sospetti su un altro cittadino romeno, invece estraneo. In occasione del suo rientro, i carabinieri, con la scusa di un normale controllo, hanno sottoposto Bogdan al tampone salivare riuscendo così a confrontare il dna con quello recuperato dalle tracce biologiche dell'assassino trovate sotto le unghie dell'anziana che, in un estremo tentativo di difesa, aveva graffiato il suo assalitore. Ottenuta la piena corrispondenza del dna la magistratura, nel maggio scorso, ha emesso un mandato di arresto europeo per Bogdan che è stato rintracciato dalla polizia nazionale romena per il tramite del Dipartimento centrale di Polizia Criminale. A breve sarà estradato per essere processato.

I Più Letti della Settimana

Bingo sites http://gbetting.co.uk/bingo with sign up bonuses