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Aggiornato ilSab, 22 Feb 2020 10pm

Riceviamo e pubblichiamo

Riguardo ai lavori di messa in sicurezza del canalone  nel quartiere Santa Maria che attraversa diverse vie della zona annunciati dall’Amministrazione comunale nel febbraio scorso ed ancora rimasti lettera morta,desidero ricevere dal Sindaco Abramo  lumi in merito a questa vicenda dal momento che i lavori erano già stati approvati. Il settore edilizia del Comune aveva infatti attivato le procedure per consentire all’Amministrazione provinciale di intervenire per costruire un nuovo canale sicuro per il deflusso delle acque piovane visto che, specie nelle ultime due alluvioni i disagi e soprattutto i pericoli per i residenti sono stati tantissimi e non vorrei che malauguratamente una terza alluvione andasse a causare ancora più danni mettendo seriamente a rischio l’incolumità dei cittadini. Abbiamo infatti ben presente quanto di drammatico è avvenuto nell’ultima alluvione quando si è sfiorata la tragedia,proprio per questo gli abitanti del quartiere Santa Maria temono il possibile ripetersi di tale situazione ma questa volta con la concreta paura di effetti ancora più devastanti. Ricordo altresi che tale canalone si trova ubicato vicino l’ufficio postale molto frequentato nel quartiere e quindi i rischi sono per questo ancora maggiori indipendentemente dal verificarsi o meno di eventi atmosferici e naturali,in quanto il pericolo che qualcuno possa caderci dentro è altissimo specie per anziani e bambini. Vorrei   sapere pertanto dal Sindaco Abramo quando partiranno tali lavori ed esorto per questo tutta l’amministrazione ad intervenire il prima possibile,visto e considerato che già ci troviamo a ridosso della stagione estiva e passata questa con l’arrivo dell’autunno le piogge torrenziali potrebbero causare ingenti danni a cose e persone. Gli abitanti di Santa Maria sono molto preoccupati e vogliono oltre che risposte certe anche concreti interventi di messa in sicurezza di tutta la zona,dal momento che i lavori non interessano solo via Angitola ma anche la zona in prossimità del cimitero che è soggetta a diversi smottamenti senza contare che i vari allagamenti hanno riguardato buona parte del quartiere.

 

Maria Grazia Tolomeo

Dirigente Forza Nuova Catanzaro

Tentata estorsione ai danni di una prostituta. Con tale accusa un carabiniere è stato arrestato dai colleghi del comando provinciale di Catanzaro in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta della Procura della Repubblica della città calabrese. L'uomo, del quale non sono state rese note le generalità è indagato, e posto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, di avere tentato di estorcere denaro ad una prostituta sudamericana, che viveva a Catanzaro e con la quale il militare era in rapporti, offrendole in cambio la sua protezione.

I fatti per i quali il carabiniere è stato arresto risalgono al 2013 e le indagini sono partite dalla denuncia presentata dalla prostituta stessa, che esasperata dalla situazione e dalle pressanti e continue richieste di denaro del militare, si è rivolta ai carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro, i quali indagando sulla vicenda hanno poi presentato un'informativa di reato alla Procura della Repubblica, che ha poi richiesto l'emissione di ordinanza di custodia cautelare accolta poi dal giudice per le indagini preliminari. 

La prostituta vittima della tentata estorsione non vive più da tempo a Catanzaro. Anche il carabiniere arrestato era stato allontanato dal capoluogo calabrese nel momento in cui era stata accertata la veridicità dei fatti denunciati dalla donna.

Ennio Blasco di Catanzaro, attuale Prefetto della città di Benevento è stato arrestato questa mattina dalla Guardia di Finanza di Napoli insieme ad altre tre persone Carmine, Carlo e Antonio Buglione di Nola con l'accusa di corruzione nell’ambito delle procedure in tema di “certificazione antimafia” nel periodo 2009 – 2011, quando Ennio Blasco ricopriva la carica di Prefetto di Avellino. Durante le indagini la Guardia di Finanza ha scoperto che le imprese di vigilanza privata dei fratelli Buglione avevano aperto filiali proprio in alcune delle città nelle quali Ennio Blasco aveva esercitato le sue funzioni prefettizie. Blasco è stato viceprefetto a Napoli e poi prefetto a Isernia, Avellino e Benevento. A Blasco si contesta di aver accettato gioielli, viaggi, un'auto con autista e il pagamento di spese di lavanderia e di aver concesso in cambio facilitazioni all'apertura di istituti di vigilanza privata dei fratelli Buglione nelle città dove aveva esercitato le funzioni prefettizie.

 

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Catanzaro. La Squadra Mobile di Catanzaro ha eseguito provvedimenti cautelari che hanno interessato, anche, due fratelli noti imprenditori titolari di alcuni B&B.

I predetti sono accusati di sfruttamento della prostituzione in quanto utilizzavano diversi B&B, di cui erano titolari, dando in locazione le stanze a numerose prostitute di svariate nazionalità trasformando gli stessi in vere e proprie “case di appuntamento” per persone “rispettabili”.

 Su disposizione della Procura della Repubblica di Catanzaro tre diverse strutture alberghiere ed un appartamento utilizzato per lo stesso fine, sono stati sottoposti a sequestro.

Il metodo utilizzato dai titolari dei B&B nell'illecita attività che ha realizzato il reato di sfruttamento della prostituzione consisteva nel dare alloggio a centinaia di prostitute a prezzi raddoppiati rispetto a quelli praticati alla normale clientela con il conseguente introito di ingenti somme di denaro in nero. 

Altri indagati, locatari di un appartamento, intestato ad una terza persona comunque consapevole dell'illecita attività, utilizzavano  lo stesso sub-affittandolo a prostitute e ricavando da tale operazione notevoli guadagni.
 
Tali motivi, pertanto, hanno indotto la competente Autorità Giudiziaria, a sottoporre a sequestro preventivo sia tre B&B che l'appartamento con il fine di interrompere l'attività criminosa.
 
I particolari dell'operazione saranno resi noti durante una conferenza stampa che si terrà alle ore 10.30 odierne presso gli Uffici della Questura.

SORBO SAN BASILE (CATANZARO). Terribile destino per un uomo di 92 anni, Felice Fratto. L'anziano infatti è morto carbonizzato nell'incendio della sua abitazione a Sorbo San Basile, in provincia di Catanzaro. Secondo i primi rilievi, a provocare il decesso dell'anziano, avvenuto all'alba di oggi, sarebbe stato un corto circuito sviluppatosi per cause in corso di accertamento. L'uomo viveva da solo in una piccola abitazione nel centro storico del paese. Sul posto, allertati dai vicini, sono intervenuti i carabinieri e i vigili del fuoco.

Cesare Prandelli, commissario tecnico della nazionale di calcio sarà l'ospite d'onone della quinta edizione del premio Nicola Ceravolo. A darne notizia, durante la conferenza stampa di presentazione del premio presso la camera di commercio di Catanzaro, l'ideatore Maurizio Insardà. L'evento è previsto per il 10 aprile alle ore 18.30 presso l'auditorium Casalinuovo di Catanzaro. Insieme al commissario tecnico che guiderà gli azzurri nel mondiale brasiliano sarà presente anche l'ex allenatore del Catanzaro Gianni di Marzio, che sarà premiato per il suo glorioso passato giallorosso.

 

Catanzaro. Un'informativa della Digos mette a serio rischio l'amministrazione Abramo. Secondo il materiale informativo raccolto dalle forze di polizia infatti, l'ex assessore Massimo Lomonaco avrebbe beneficiato di prestazioni sessuali da parte di una prostituta polacca  in cambio del rinnovo della carta d’identità che le sarebbe scaduta nel 2011. In particolare l'assessore sarebbe interventuo presso l'ufficio anagrafe ed i Vigili Urbani per facilitare la pratica di rinnovo del documento di identità della prostituta, che a rinnovo avvenuto avrebbe chiamato Lomonaco invitandolo a recarsi nella propria abitazione per usufruire gratuitamente delle proprie prestazioni in segno di ringraziamento. L'ex assessore del comune capoluogo di regione, dopo poche ore avrebbe rotto gli indugi e contattato la donna per "riscuotere" il regalo promesso: «Tesoro che faccio vengo? Va bene arrivo amore»...

Antonio Amerato, imprenditore 75 anni, è morto oggi in un incidente sul lavoro a Catanzaro. Amerato stava lavorando nella sua cava, alle porte della città, a bordo di una ruspa che per cause in via di accertamento è finita in una scarpata di una cinquantina di metri. L'imprenditore è rimasto schiacciato dal mezzo ed è morto sul colpo. Sul posto sono intervenuti i medici del 118 ed i vigili del fuoco per recuperare la vittima.

La Polizia di Stato di Catanzaro, a seguito di indagini coordinate dalla locale Procura della Repubblica, ha eseguito nella mattinata odierna 7 arresti di spacciatori che avevano come base operativa via Stretto Antico, del Quartiere Lido di questo centro.

Il gruppo di spacciatori, composto per la gran parte da soggetti di etnia rom stanziali a Catanzaro, era divenuto sicuro punto di riferimento per numerosi acquirenti della città e dei paesi limitrofi, la cui attività veniva svolta per le strade del quartiere, anche con il contributo di minori non imputabili.

Di seguito i nomi delle persone coinvolte nell'operazione denominata "All Inclusive" che ha portato all'arresto di 23 persone per reati in materia di stupefacenti: Antonio Scozzafava; Stefano Sestito; Giovanni Russo; Alessio Melina; Lorenzo Merante; Gennaro Corea; Antonio Nisticò; Andrea Granato; Gheorghe (detto Giorgio) Liciu; Domenico Rubino; Antonio Gualtieri (detto Cucuzza); Massimo Purcaro; Giuseppe Palaia; Giuseppe Barbuto; Mario Russo; Maurizio Colicchia; Santo Grande; Massimo Fazio; Giuseppe Tolomeo (detto "u barone"); Maurizio Anastasi; Fabio Valentino; Gennaro Alessio Spagnolo; Vittorio Garcea; Alfredo Benincasa; Filippo Potenza.

 

Spiccano i nomi dell'avvocato Gennaro Corea e del carabiniere Mario Russo che ha lavorato al reparto Operativo e. per anni è stato addetto alla tutela del Procuratore Generale per poi passare al reparto comando.

 

Russo fino a diversi mesi fa era in servizio presso gli uffici della Procura della Repubblica di Catanzaro e successivamente, probabilmente proprio a causa delle indagini, è stato trasferito ad altro incarico.

 

Tra Russo e Corea sarebbero state intercettate numerose telefonate durante le quali si sarebbe fatto riferimento alla droga. Gli investigatori, durante le indagini, hanno compiuto numerosi riscontri alle conversazioni dei due indagati. 

 

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