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Zmedica- Vegan style: cosa bisogna sapere prima di diventare vegetariani

Pubblicato in ZMEDICA
24 Settembre 2019
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Alimentazione vegetariana, vegana, ovo-latto vegetariana, fruttariana…insomma, le nostre tavole sono sature di, per così dire, tendenze alimentari che vengono spesso intraprese non perché si crede fortemente nella causa, ma semplicemente perché, appunto, “fa moda”.
Proprio chi diventa vegano/vegetariano/fruttariano solo per seguire le novità in voga dovrebbe in primis documentarsi su quali siano i fabbisogni dell’organismo, quali nutrienti vengono a mancare con questo nuovo stile alimentare e come fare per prevenire eventuali danni alla salute. Infatti, i nuovi modi di mangiare si discostano parecchio da quella che è considerata l’alimentazione “normale”  e questo potrebbe causare deficit nutrizionali e carenze di nutrienti che possono compromettere anche gravemente lo status di salute: i neofiti devono conoscere quali sono gli elementi essenziali e in che modo fornire all’organismo tutto quanto necessario al mantenimento delle funzioni vitali.
Questo però non riguarda solo i modaioli di turno, ma anche quelli che seguono il vegan style per ragioni etiche in quanto, spesso si manifesta poco interesse nei confronti degli aspetti nutrizionali che tale scelta comporta, a scapito della propria salute.
Tuttavia, è doveroso ricorda che, in una pubblicazione del 2009, l’America Dietetic Association ha definito le diete vegetariane come sostenibili e sicure a tutte le età e in tutte le condizioni fisiologiche, gravidanza e allattamento comprese. È altresì doveroso ricordare che va prestata molta attenzione alla integrazione di quelli che, come detto, possono essere nutrienti assenti, come ad esempio la vitamina B12, la cui carenza può provocare disturbi ematologici, anemia e alterazioni a livello nervoso.
La B12, anche detta cobalamina, è una vitamina idrosolubile che si trova solo nei cibi di origine animale. Escludendo dalla propria dieta carne e derivati, si rende utile e necessario introdurre questa vitamina dall’esterno attraverso l’utilizzo di opportuni integratori o cibi fortificati con la stessa vitamina.
Non bisogna dimenticare anche che la dieta vegetariana è particolarmente abbondante di verdura e quindi di fibre che potrebbero ridurre la capacità di assorbire alcuni nutrienti , tra cui il ferro. Non solo, l’Istituto di Medicina, ha stabilito che il fabbisogno di ferro di un vegetariano debba essere 1,8 volte più alto rispetto ad un onnivoro: un apporto non adeguato potrebbe provocare una gastrite atrofica che ridurrebbe, ulteriormente, la quantità di vitamina B12 assorbita.
Insomma, seguire il proprio codice etico e morale è sacrosanto così come seguire una moda o una tendenza ed è giusto rispettare le altrui volontà. Ma una scelta non deve compromettere la salute: se è vero che dobbiamo fare solo ciò che ci fa stare bene, questo deve valere tanto per lo spirito quando per il corpo. 

Dott.ssa Muzzupappa Lorena
Biologa Nutrizionista

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