Tra il 2014 e il 2024 in Calabria si registra un aumento dei minori denunciati o arrestati per reati violenti, come lesioni personali e rapine, mentre calano altri reati come l’associazione per delinquere e l’estorsione. È quanto emerge dal rapporto “(Dis)armati.
Uno sguardo sulla diffusione della violenza giovanile” realizzato dal Polo Ricerca di Save the Children con il sostegno della Fondazione Iris Ceramica Group ETS, che mette in luce i cambiamenti nella criminalità minorile e la necessità di interventi educativi mirati.
Secondo il rapporto, l’incidenza di minori tra i 14 e i 17 anni segnalati per lesioni personali è aumentata di 0,84 ogni mille abitanti, mentre quella per associazione per delinquere e estorsione è diminuita rispettivamente di 0,3 e 0,13 ogni mille abitanti. In Calabria l’incidenza di 14-17enni denunciati o arrestati per omicidio è dello 0,04 per mille e per associazione mafiosa dello 0,07 per mille, tra le più alte in Italia.
A Reggio Calabria, il fenomeno è particolarmente evidente: i minori segnalati per lesioni personali sono passati da 8 nel 2014 a 25 nel 2024, con 10 casi nel primo semestre 2025. Le rapine nello stesso periodo sono aumentate da 8 a 16 casi, con 11 nel primo semestre 2025. Al contrario, sono diminuiti i casi di minaccia (da 19 nel 2014 a 11 nel 2024) e di associazione per delinquere (da 10 nel 2014 a 6 nel 2024, solo 1 nel primo semestre 2025). Il porto d’armi è rimasto stabile (7 nel 2014 e 2024, 2 nel primo semestre 2025).
Il rapporto evidenzia come, sebbene l’Italia sia uno dei Paesi con il tasso di criminalità minorile più basso in Europa, stiano aumentando i minori coinvolti in reati violenti, tra cui rapina, lesioni personali, rissa e, in alcuni territori, associazione mafiosa.
Save the Children sottolinea che la violenza giovanile nasce spesso da fragilità, vuoti relazionali ed educativi. La risposta non può essere esclusivamente punitiva: occorre potenziare percorsi educativi e di responsabilizzazione, interventi di recupero, tutela del benessere psicofisico dei minori, rafforzare i presidi di ascolto e promuovere l’educazione alla nonviolenza.
































