Paolo Campolo, l’eroe silenzioso di Capodanno: ha salvato dieci ragazzi dall’incendio di Crans-Montana
Nella notte di Capodanno, mentre tutti cercavano di mettersi in salvo, Paolo Campolo ha fatto una scelta controcorrente: fermarsi.
Nella confusione e nel caos dell’incendio scoppiato in un locale di Crans-Montana, tra fumo denso, urla e paura, Paolo non ha seguito l’istinto più naturale: scappare. Ha guardato attorno, ha osservato meglio. E ha notato qualcosa che altri avevano già superato correndo via.
Una porta di emergenza bloccata.
Dietro quella porta c’erano persone. Ragazzi intrappolati, senza via d’uscita.
La porta forzata e il panico che esplode
Insieme a un altro uomo, Paolo Campolo ha iniziato a forzare la porta. Non sapeva quanto tempo avessero, non sapeva quanto fosse grave l’incendio. Sapeva solo che lì dietro qualcuno stava soffocando. Dopo alcuni tentativi, la porta ha ceduto.
A quel punto la scena è diventata ancora più drammatica. Ragazzi ustionati, intossicati dal fumo, alcuni crollavano appena fuori, altri chiedevano aiuto in preda al panico. Sarebbe bastato fermarsi lì. Sarebbe stato già abbastanza.
Ma Paolo non si è fermato.
È entrato nel locale in fiamme. Poi è rientrato. E ancora.
Senza protezioni, senza equipaggiamento, senza pause. Paolo Campolo è tornato dentro più volte, trascinando fuori persone a mani nude, respirando fumo, ignorando il dolore e il rischio. Ha continuato finché il suo corpo glielo ha permesso.
Alla fine, dieci vite sono state salvate grazie a lui.
Dieci ragazzi che oggi possono raccontare ciò che è successo perché qualcuno ha deciso di restare quando tutti andavano via.
Oggi Paolo Campolo è ricoverato a Sion
Le ferite riportate durante i soccorsi lo hanno portato in ospedale a Sion. Guarirà. Le ustioni, l’intossicazione, il trauma fisico passeranno. Quello che non passerà è il gesto che ha compiuto.
Perché non tutti gli eroi cercano riconoscimenti. Alcuni agiscono e basta.
Il coraggio vero non fa rumore
Non arriva con le sirene, non si annuncia sui social, non chiede applausi. Il coraggio autentico si riconosce solo dopo, quando ci si rende conto che, nel momento peggiore, qualcuno ha scelto di non andarsene.
Paolo Campolo lo ha fatto.
E per dieci persone, quella scelta ha significato continuare a vivere.






























