Nell’ambito delle attività istituzionali finalizzate alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, la Questura di Catanzaro ha adottato un provvedimento di trattenimento nei confronti di un cittadino straniero di nazionalità algerina, la cui permanenza sul territorio nazionale è stata ritenuta incompatibile con le esigenze di sicurezza collettiva, anche in considerazione della sua spiccata pericolosità sociale e della condotta aggressiva manifestata.
Provvedimento del Questore ai sensi del Testo Unico sull’Immigrazione
Il provvedimento è stato disposto dal Questore della Provincia di Catanzaro ai sensi dell’art. 14 del Decreto Legislativo n. 286/1998 e successive modificazioni. Nel corso delle attività svolte presso l’Ufficio Immigrazione, il cittadino straniero ha tenuto un atteggiamento particolarmente ostile e violento, opponendo resistenza agli operatori di polizia e rendendo necessaria un’azione di contenimento condotta con professionalità, equilibrio e nel pieno rispetto delle procedure operative da parte del personale della Polizia di Stato.
Accompagnamento al Centro di Permanenza per i Rimpatri di Brindisi
Grazie alla professionalità e al controllo dimostrati dal personale della Polizia di Stato, l’attività è stata portata a termine senza conseguenze, con l’accompagnamento dell’interessato, nella giornata di ieri, presso il Centro di Permanenza per i Rimpatri (CPR) di Brindisi – Restinco, ove saranno svolte le procedure necessarie al rimpatrio, nel rispetto della normativa vigente.
Richiesta di protezione internazionale dichiarata inammissibile
Il cittadino straniero, già richiedente protezione internazionale, si era visto dichiarare inammissibile l’istanza dalla Commissione Territoriale per il Riconoscimento della Protezione Internazionale di Crotone per manifesta infondatezza, con contestuale accertamento dell’obbligo di rimpatrio.
Dall’analisi della sua posizione personale sono emersi rilevanti e concreti profili di pericolosità sociale, anche alla luce di precedenti penali per tentata rapina, furto aggravato, atti persecutori e maltrattamenti in ambito familiare, elementi che hanno ulteriormente confermato la necessità del provvedimento adottato.



























