Il Tribunale di Palmi assolve tutti gli imputati: “perché il fatto non sussiste” sulla gestione del centro migranti
Il Tribunale di Palmi ha assolto tutti gli imputati del processo “Cara Accoglienza”, nato da un’inchiesta sulla gestione del centro per migranti richiedenti protezione internazionale attivo presso l’agriturismo “Villa Cristina” di Varapodio tra il settembre 2016 e l’aprile 2018.
Al termine del rito ordinario, i giudici hanno pronunciato sentenza di assoluzione con la formula “perché il fatto non sussiste” nei confronti del sindaco di Varapodio Orlando Fazzolari, della titolare della cooperativa sociale Itaca, Maria Giovanna Ursida, dei commercianti Carlo Cirillo ed Ernesto Cruciani, e dei due ispettori della Prefettura di Reggio Calabria, Pasquale Modafferi e Salvatore Del Giglio.
L’indagine della Procura di Palmi riguardava presunte irregolarità nella gestione dei servizi di accoglienza per migranti e nella stipula delle convenzioni comunali legate al terzo settore.
I due funzionari della Prefettura di Reggio Calabria erano accusati di aver redatto un verbale ispettivo falso nel 2017, omettendo di segnalare la mancata manifestazione di interesse del Comune di Varapodio per cooperative diverse dalla Itaca, affidataria dei servizi. Per tali fatti rispondevano di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale, accusa integralmente caduta.
Assoluzione piena per il sindaco Orlando Fazzolari, chiamato a rispondere di abuso d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture e corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. Per queste imputazioni il Tribunale ha stabilito che il fatto non sussiste. Per l’ipotesi di falso ideologico commesso da pubblico ufficiale, l’assoluzione è stata pronunciata per particolare tenuità del fatto.
Per la titolare della cooperativa sociale Itaca, Maria Giovanna Ursida, è arrivata l’assoluzione dalle accuse di truffa, corruzione e falso. Il reato di peculato è stato derubricato in appropriazione indebita e dichiarato estinto per intervenuta prescrizione, essendo riferito a fatti avvenuti tra il 2016 e il 2017.
La sentenza del Tribunale di Palmi chiude definitivamente una vicenda giudiziaria che aveva acceso i riflettori sull’accoglienza dei migranti in Calabria, confermando l’assenza di responsabilità penali a carico degli imputati.






























