Auto rubate e “cavallo di ritorno” ad Arghillà: 17 arresti nell’operazione dei Carabinieri

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È stata smantellata un’organizzazione criminale con base nel quartiere Arghillà di Reggio Calabria, specializzata in furti d’auto, ricettazione e nel cosiddetto “cavallo di ritorno”. L’operazione è stata condotta dai Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria, con il supporto del 14° Battaglione Carabinieri Calabria e della Stazione di Senago (Milano).

Nella mattinata odierna è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Procura della Repubblica: sette persone sono finite in carcere e altre dieci agli arresti domiciliari. I reati contestati sono furto aggravato, ricettazione, estorsione aggravata, detenzione e porto abusivo di armi.

La complessa attività investigativa, avviata nell’ottobre 2024 e conclusa nell’aprile 2025, è stata condotta dalla Sezione Operativa dei Carabinieri di Reggio Calabria, con il supporto della Stazione Carabinieri di Catona, sotto il costante coordinamento della Procura. Le indagini hanno consentito di documentare una recrudescenza criminale nel quartiere Arghillà, divenuto negli anni teatro di numerosi reati contro il patrimonio.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori e riportato nell’ordinanza del GIP, il gruppo criminale operava secondo uno schema collaudato: le auto rubate venivano individuate nelle vie della città, sottratte e condotte rapidamente ad Arghillà, dove erano sottoposte a una veloce e professionale attività di “cannibalizzazione”, con lo smontaggio delle parti meccaniche.

In almeno due episodi, invece, è stato accertato il ricorso al “cavallo di ritorno”: i proprietari dei veicoli venivano contattati e costretti a pagare un compenso per ottenere la restituzione dell’auto, configurando così una vera e propria condotta estorsiva. Le attività sono state documentate anche grazie all’uso di sistemi di videosorveglianza.

L’indagine ha inoltre evidenziato come gli indagati adottassero contromisure per eludere i controlli delle forze dell’ordine, avvisandosi reciprocamente sulla presenza delle FF.OO. nel quartiere. I reati sarebbero stati commessi con cadenza quasi quotidiana, anche durante le festività natalizie, sia di giorno che di notte.

Particolare allarme sociale ha destato il fatto che alcuni furti abbiano interessato veicoli parcheggiati presso strutture ospedaliere e, in un caso, persino una troupe televisiva impegnata in un servizio giornalistico proprio nel quartiere Arghillà.

Nel corso delle perquisizioni e delle attività di riscontro sono state rinvenute e sequestrate numerose autovetture rubate, ingenti quantità di parti di ricambio e armi. Il GIP ha inoltre sottolineato il grave impatto ambientale causato dall’abbandono delle carcasse dei veicoli, che avrebbe portato alla creazione di una discarica a cielo aperto in un’area ad alta densità abitativa.

Un’operazione che rappresenta un duro colpo alla criminalità organizzata locale e che riafferma la presenza costante dello Stato nel territorio di Reggio Calabria.

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