Un gesto violento e sconvolgente ha portato alla morte di Pepe, un cagnolino di 13 anni, lanciato da un’altezza di circa quattro metri all’interno di un’area condominiale. L’episodio, avvenuto a Udine, risalirebbe alla sera di domenica.
Secondo quanto ricostruito, a compiere il gesto sarebbe stato un uomo, padre di un bambino, che avrebbe temuto un possibile pericolo per il figlio. Pepe, affetto da una cardiopatia, era stato portato fuori dalla proprietaria, per i bisogni senza guinzaglio e si sarebbe avvicinato al minore senza manifestare alcun segno di aggressività, come riferito sui social da Davide, figlio della proprietaria del cane.
Nonostante ciò, l’uomo avrebbe afferrato l’animale e lo avrebbe lanciato verso l’area dei garage, situata al piano interrato del complesso condominiale. Pepe è stato soccorso e portato da un veterinario, ma è morto alcune ore più tardi a causa delle gravi lesioni riportate.
La vicenda è stata resa pubblica anche grazie alla denuncia dell’animalista Enrico Rizzi, che ha raccontato di aver appreso quanto accaduto direttamente dal proprietario del cane, esprimendo sdegno per l’episodio attraverso i propri canali social.
La proprietaria di Pepe ha formalmente presentato denuncia alla Questura di Udine, mentre Rizzi ha annunciato una manifestazione di solidarietà per venerdì mattina 23 gennaio, proprio nell’area condominiale dove si sono verificati i fatti.
L’episodio ha suscitato forte indignazione e riaccende il dibattito sulla tutela degli animali, sull’uso della violenza e sulle responsabilità penali in casi di maltrattamento con esito mortale. Le autorità competenti sono ora chiamate a fare piena luce sull’accaduto.































