Rosarno tra inclusione e criticità: intervista all’Assessore Arturo Lavorato

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A seguito della recente presentazione della città di Rosarno al Parlamento Europeo come modello di inclusione e solidarietà, una parte della cittadinanza ha espresso dubbi e perplessità rispetto a questa narrazione. Molti residenti segnalano una quotidianità segnata da criticità sociali, degrado urbano, insicurezza e difficoltà nella convivenza, soprattutto in alcune aree della città.

Negli ultimi anni, inoltre, numerose notizie di cronaca hanno riportato episodi di risse, prostituzione, abusivismo, violenza e disagio sociale, che in diversi casi vedono il coinvolgimento di cittadini stranieri (ad esempio, risse tra migranti nel quartiere Ospizio, prostituzione e risse tra extracomunitari, tentativi di suicidio, violenza sessuale su minori).

Da qui nasce l’esigenza di capire quanto il modello di inclusione illustrato in sede europea rispecchi la realtà quotidiana vissuta a Rosarno e quali siano gli effetti concreti delle politiche pubbliche sul territorio. Ne parliamo con l’assessore del Comune di Rosarno, Arturo Lavorato.

Assessore, Rosarno è stata indicata come modello europeo di inclusione. Quali risultati concreti ha prodotto finora questo progetto sul territorio e con quali strumenti ne viene misurata l’efficacia?

Il riconoscimento ricevuto in sede europea non nasce da una narrazione astratta, ma da azioni concrete messe in campo negli ultimi anni: superamento di insediamenti informali, accesso ai servizi essenziali, percorsi di mediazione sociale, interventi sull’accoglienza dignitosa dei lavoratori stagionali.

L’efficacia di queste politiche viene misurata attraverso indicatori precisi: riduzione delle presenze in insediamenti abusivi, accesso ai servizi sanitari e sociali, numero di persone ospitate in strutture regolari, collaborazioni attive con Prefettura, Terzo Settore e forze dell’ordine.

Detto questo, siamo consapevoli che i risultati non sono uniformi su tutto il territorio e che permangono aree di forte criticità che ci auguriamo di risolvere nel percorso intrapreso.

Negli anni sono state pubblicate numerose notizie di cronaca che raccontano episodi di risse,
prostituzione, abusivismo, violenze e degrado urbano, che in diversi casi vedono il
coinvolgimento di cittadini stranieri (alcuni esempi nelle cronache locali). Come risponde a chi
ritiene che questa realtà entri in contrasto con l’immagine positiva di Rosarno presentata a
Bruxelles?

Non c’è alcuna volontà di negare o minimizzare questi episodi. Sarebbe irresponsabile farlo. L’inclusione non è l’assenza di problemi, ma il tentativo di governarli.

Rosarno vive una pressione sociale e demografica eccezionale rispetto alle sue dimensioni, legata al lavoro agricolo stagionale e a flussi migratori che superano le capacità ordinarie di un Comune.

I fatti di cronaca vanno affrontati con strumenti di sicurezza e legalità, non con slogan. Inclusione e repressione dell’illegalità non sono in contraddizione: sono due facce della stessa responsabilità pubblica.

Il Villaggio della Solidarietà, che ospita circa 90 migranti, viene percepito in modo diverso: per
alcuni rappresenta una risposta all’emergenza abitativa, per altri una forma di concentrazione e
ghettizzazione. Come si evita il rischio di riprodurre dinamiche già viste in passato, come quelle
della tendopoli di San Ferdinando?

Il Villaggio della Solidarietà nasce proprio per evitare le condizioni disumane e incontrollate del passato.

La differenza fondamentale sta nella governance: numeri limitati, servizi, regole chiare, presenza istituzionale e controlli. Il rischio di ghettizzazione esiste solo se una struttura viene lasciata a se stessa. Per questo lavoriamo affinché il Villaggio sia una soluzione temporanea, inserita in un sistema più ampio di accoglienza diffusa, controllata e legata ai reali bisogni lavorativi del territorio.

Molte famiglie segnalano difficoltà nel frequentare aree gioco, piazze e spazi pubblici, a causa di
degrado e comportamenti incivili. In che modo il modello di inclusione può tradursi concretamente
in maggiore sicurezza e vivibilità urbana per tutti i cittadini?

La vivibilità urbana è una priorità. L’inclusione non significa tollerare comportamenti incivili o illegali.

Questi vanno arginati con presidio e controllo del territorio, in collaborazione con le forze dell’ordine; recupero e manutenzione degli spazi pubblici, perché il degrado alimenta degrado; mediazione sociale e responsabilizzazione, rivolta sia ai cittadini stranieri che a quelli italiani.

Le regole valgono per tutti, senza eccezioni.

Un altro tema spesso citato riguarda l’abusivismo e le condizioni di alcune abitazioni: in passato
si sono svolti controlli su immigrazione irregolare e locazione abusiva (vedi articolo). Sono
previsti ulteriori controlli e interventi per affrontare queste situazioni e prevenire fenomeni di
illegalità legati all’abusivismo?

L’abusivismo non è solo un problema di decoro, ma di sicurezza e dignità umana. Colpire queste pratiche significa tutelare l’intera comunità.

Il controllo sull’abusivismo edilizio è una funzione obbligatoria attribuita all’Ufficio Tecnico comunale e alla Polizia Locale.

Dal 1° ottobre 2025 i Comuni adottano una nuova procedura trimestrale per la rilevazione e trasmissione dei dati sugli illeciti tramite la piattaforma MIT.

Sul fronte di rifiuti e decoro urbano, Assessore, come si può far fronte al problema della raccolta
differenziata, considerando che molti cittadini stranieri non risultano censiti? In un’intervista
precedente, il Sindaco aveva dichiarato che anche i cittadini stranieri possono ritirare i mastelli e,
più in generale, che queste persone devono essere informate sulle modalità di conferimento dei
rifiuti. A tal proposito, cosa è stato fatto finora? Nonostante ciò, continuano a essere presenti
discariche abusive nei luoghi in cui abitano, discariche che, in alcuni casi, vengono utilizzate
anche da cittadini di Rosarno. Quali misure concrete si intendono adottare per affrontare questa
emergenza e garantire decoro, igiene urbana e rispetto delle regole
?

Il tema dei rifiuti è uno dei più complessi. La possibilità di ritirare i mastelli anche per cittadini stranieri è accompagnata da attività di sensibilizzazione, ma non basta.

Servono più controlli, sanzioni per chi viola le regole – indipendentemente dalla nazionalità – e un rafforzamento del servizio di pulizia nelle aree più fragili.

È importante chiarire che le discariche abusive non sono create solo da cittadini stranieri: è un problema che riguarda l’intera comunità.

Infine, Assessore, una domanda di sintesi: senza sicurezza, legalità e rispetto delle regole, è
davvero possibile parlare di un modello di inclusione? E cosa può aspettarsi, concretamente, la
comunità di Rosarno nel breve periodo?

No. Senza sicurezza e rispetto delle regole non esiste inclusione.

L’inclusione vera non è permissivismo, ma coesione sociale fondata su diritti e doveri.

Nel breve periodo i cittadini di Rosarno possono aspettarsi un rafforzamento dei controlli, interventi mirati su decoro e abitazioni, maggiore coordinamento istituzionale e una comunicazione più trasparente.

Rosarno non è un modello perfetto, ma un territorio che affronta problemi reali senza voltarsi dall’altra parte. Ed è su questo equilibrio difficile, ma necessario, che intendiamo continuare a lavorare.

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