Esondazione del fiume: oltre 500 evacuati, argini riparati e via alla ricostruzione

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La furia del fiume Crati ha lasciato segni profondi sul territorio, ma dopo ore di grande apprensione la situazione sta progressivamente tornando alla normalità.

L’esondazione che ha colpito contrade e aree residenziali ha imposto interventi urgenti, evacuazioni e un massiccio dispiegamento di soccorsi. Ora è già tempo di ricostruzione e messa in sicurezza.

Argini riparati dopo la rottura

Nella notte tra sabato e domenica, la piena del Fiume Crati ha provocato la rottura dell’argine con conseguente allagamento di contrada Lattughelle e dell’area dei Laghi di Sibari.

Gli interventi strutturali d’urgenza hanno permesso di tamponare la frattura principale e altre due brecce minori che avevano aggravato la situazione. “Questa ferita è stata interamente rimarginata”, ha dichiarato il sindaco di Cassano all’Ionio, Gianpaolo Iacobini, sottolineando come la fase più critica sia stata superata.

Oltre 500 persone evacuate

Le operazioni di evacuazione hanno interessato oltre 500 persone, rimaste isolate a causa dell’acqua e del fango. Determinante il lavoro dei Vigili del Fuoco e del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, che hanno operato senza sosta per mettere in sicurezza famiglie e abitazioni.

La situazione, pur restando delicata, volge ora verso una progressiva normalizzazione, anche grazie al miglioramento delle condizioni meteo e al consolidamento degli argini.

Segnali positivi dal Parco Archeologico

Buone notizie arrivano anche dal Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide. Il direttore Filippo Demma ha annunciato l’avvio delle operazioni di svuotamento dei seminterrati invasi da acqua e fango, grazie al supporto delle pompe della Protezione Civile.

Per quanto riguarda il Parco Archeologico di Sibari, non si registrano danni al patrimonio archeologico: “Si sono formate solo alcune pozze d’acqua”, è stato precisato.

Verso la normalità

Dopo la paura e i disagi provocati dall’esondazione del Crati, il territorio guarda ora alla fase della messa in sicurezza definitiva e della ricostruzione. Le istituzioni continuano a monitorare la situazione, mentre proseguono gli interventi per garantire piena sicurezza ai residenti e alle attività della zona.

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