Colonne di Tresoldi, “serve solidità e identità”: la proposta di Nuovo Fronte Politico per il lungomare

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È una presa di posizione netta quella del movimento Nuovo Fronte Politico, che interviene sul caso delle colonne di Edoardo Tresoldi installate sul lungomare di Reggio Calabria. Dopo i nuovi episodi di inclinazione causati dal vento, il gruppo politico propone un cambio di rotta: sostituire l’attuale struttura con colonne in marmo realizzate in pietra di Lazzaro, materiale identitario del territorio, per garantire maggiore resistenza, durabilità e coerenza storica con la città.

Era il 4 febbraio 2022 quando una violenta raffica inclinò le colonne di Tresoldi, un’opera costata alla città 950 mila euro. Allora si parlò di evento eccezionale.

Oggi, a distanza di anni, il vento soffia ancora. E le colonne si inclinano di nuovo.

Secondo il Nuovo Fronte Politico, non si tratta più di un episodio isolato, ma della conferma di un errore di impostazione progettuale.

Nel comunicato si precisa che non è in discussione la bellezza dell’opera, definita suggestiva, scenografica e contemporanea. Il nodo centrale sarebbe invece la scelta di collocare una struttura realizzata con un materiale leggero e delicato in un’area naturalmente esposta a vento, salsedine e intemperie.

Il lungomare di Reggio Calabria viene descritto come un ambiente marino “aggressivo”, costantemente battuto dal vento, che richiede opere pensate per resistere nel tempo e non per oscillare. Da qui la critica a strutture che necessitano di verifiche e interventi ciclici, ritenute non coerenti con le caratteristiche del territorio.

Nel documento si richiama anche il valore simbolico dell’arte pubblica nella tradizione classica. I templi della Magna Grecia e le architetture greco-romane, ancora in piedi dopo millenni, vengono indicati come esempio di opere concepite per durare e rappresentare memoria, identità e permanenza.

“Non può essere la soluzione – si legge – intervenire periodicamente per raddrizzare ciò che è strutturalmente fragile”.

La proposta avanzata è chiara: sostituire le colonne piegate con colonne in marmo, utilizzando la pietra di Lazzaro, materiale tipico del territorio reggino. Una scelta che, secondo il movimento, permetterebbe di realizzare un’opera capace di integrarsi con il paesaggio, dialogare con la tradizione classica e resistere al vento del mare.

L’obiettivo dichiarato è trasformare quell’area in un simbolo identitario stabile e duraturo, valorizzando le risorse locali e puntando su materiali in grado di garantire solidità nel tempo.

“Difendere Reggio – conclude il Nuovo Fronte Politico – significa investire in ciò che dura, costruire identità invece di inseguire l’effimero. Una città millenaria deve scegliere la solidità e guardare all’eternità.”

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