Cadaveri sulle coste del Tirreno: la Procura ipotizza migranti dispersi in mare

77

Ritrovamenti a Scalea, Amantea, Paola e Tropea: indagini in corso sulle cause dei decessi

Negli ultimi dieci giorni, lungo il Tirreno cosentino, sono stati rinvenuti tre cadaveri, con ritrovamenti avvenuti a Scalea l’8 febbraio, ad Amantea quattro giorni dopo, e a Paola questa mattina. Secondo quanto riferito dal capo della Procura della Repubblica di Paola, Domenico Fiordalisi, l’ipotesi più probabile è che si tratti di migranti caduti in mare, forse a seguito di naufragi non segnalati, i cui corpi sono stati poi trascinati a riva dalle forti mareggiate che hanno interessato la regione.

«Al momento – ha dichiarato il magistrato – non abbiamo elementi per collegare i ritrovamenti dei tre cadaveri a un naufragio in particolare e, nel caso, non potrei diffondere dettagli in merito».

Sempre oggi, un cadavere è stato avvistato in mare davanti alla spiaggia “Le Roccette” a Tropea, nel Vibonese. Un solo corpo e non due, come inizialmente ipotizzato, è quanto emerso dopo il recupero dei resti umani avvenuto nel pomeriggio nel tratto di spiaggia denominato “Le Roccette”, in provincia di Vibo Valentia.

La Procura paolana ha disposto l’autopsia sulle salme rinvenute sulle spiagge del Tirreno cosentino per accertare le cause dei decessi e verificare l’eventuale presenza di segni di violenza sui corpi.

Sono inoltre in corso accertamenti per tentare di risalire all’identità dei deceduti, al fine di ricostruire con precisione le circostanze della tragedia.

Le indagini proseguono con la massima attenzione, nell’ambito di un quadro che rimane complesso e drammatico per il territorio.

Articolo precedente Uomo muore in casa, i suoi pitbull si nutrono del corpo
Articolo successivoOcchiuto sul maltempo in Calabria: “Danni ancora da quantificare, tecnici al lavoro da domani”