Traffico di cocaina, arrestato nel Reggino un 59enne ricercato

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Era ricercato dallo scorso 15 luglio, quando si era sottratto all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, ma è stato rintracciato e arrestato ieri pomeriggio dagli operatori della Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria.

Si tratta di un 59enne originario di Siderno, destinatario del provvedimento emesso dal Giudice per le Indagini preliminari del Tribunale di Catania, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo etneo, al termine di una complessa attività investigativa su un vasto traffico internazionale di stupefacenti.

Secondo le attuali risultanze investigative, e fatto salvo il principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva, l’uomo avrebbe partecipato, insieme ad alcuni soggetti catanesi, al tentativo di importare in Italia un ingente quantitativo di cocaina, quasi due tonnellate.

In particolare, avrebbe preso parte alle ricerche del carico, abbandonato in mare da altri sodali al largo delle coste catanesi. Il recupero dello stupefacente non sarebbe però andato a buon fine grazie al tempestivo intervento dei militari della Guardia di Finanza.

Nell’ambito della stessa indagine, alcuni degli indagati sono accusati di aver agito con metodo mafioso e al fine di agevolare le attività del clan Cappello-Bonaccorsi.

Dopo aver appreso dell’irreperibilità del 59enne, gli investigatori della Squadra Mobile reggina hanno avviato una mirata attività di osservazione di luoghi e persone che, in passato, erano stati frequentati dall’indagato. Un’attività resa possibile anche dalla conoscenza del soggetto, già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati ad associazione mafiosa di tipo ’ndranghetistico, stupefacenti, armi ed estorsione.

Ieri pomeriggio, in una località costiera dell’alto Ionio reggino, i poliziotti hanno notato due persone che si accingevano a raggiungere la spiaggia di uno stabilimento balneare. Insospettiti dai movimenti di uno dei due, gli agenti si sono avvicinati e hanno riconosciuto immediatamente il ricercato.

Il 59enne aveva con sé un documento di identità con false generalità. Durante le fasi dell’arresto avrebbe inoltre tentato di disfarsi dello smartphone, gettandolo in mare, ma il dispositivo è stato immediatamente recuperato dagli agenti.

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