Abusivismo edilizio in Calabria: il dossier di Legambiente svela dati allarmanti

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Il fenomeno dell’abusivismo edilizio in Calabria rimane un problema persistente, con numeri preoccupanti che emergono dal dossier di Legambiente “Abbatti l’abuso in Calabria”.

Il report, frutto di una collaborazione con la Regione Calabria, è stato presentato durante una conferenza stampa alla Cittadella regionale, fornendo uno spaccato dettagliato sullo stato delle demolizioni e dei provvedimenti giudiziari.

I numeri dell’abusivismo in Calabria

L’analisi si basa sulle risposte di 105 Comuni calabresi, pari al 26% del totale regionale, ma rappresentativi di circa la metà della popolazione. Dai dati raccolti emerge che il fenomeno è particolarmente concentrato nelle aree costiere, dove si registra il 73% degli abbattimenti di immobili abusivi.

Le Procure coinvolte nel monitoraggio hanno emesso 1.029 sentenze di demolizione, delle quali 244 sono state eseguite, pari al 23,8% del totale. Le restanti 1.843 ordinanze non eseguite sono state trasmesse alle Prefetture per ulteriori interventi.

Tipologie di abusi edilizi

Secondo il dossier, la tipologia di abuso più diffusa è quella legata alla mancanza di titolo edilizio, con 3.808 casi di case completamente illegali. Questo conferma come il problema non riguardi soltanto costruzioni abusive marginali, ma veri e propri immobili fuori legge.

La Calabria tra le regioni a maggior rischio

Il dato del 11% di demolizioni effettive colloca la Calabria tra le regioni con il più basso tasso di esecuzione, rispetto a Campania, Puglia, Sicilia e Lazio, territori noti per l’alto rischio di abusivismo edilizio. Legambiente sottolinea come questa percentuale evidenzi le difficoltà operative e le lentezze burocratiche nell’affrontare il fenomeno.

ll dossier “Abbatti l’abuso in Calabria” conferma che l’abusivismo edilizio resta un’emergenza sociale e ambientale, soprattutto nelle aree costiere. Nonostante le sentenze e le ordinanze, la maggior parte delle demolizioni non viene eseguita, sottolineando l’urgenza di interventi più efficaci e coordinati tra Comuni, Procure e Prefetture.

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