Acqua pubblica, infrastrutture e diritti: Rosarno sceglie di non restare indietro

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Dopo decenni di criticità strutturali e gestione emergenziale dell’acqua pubblica, a Rosarno si apre una nuova fase fondata su programmazione, interventi strutturali e tutela dei diritti dei cittadini.

A comunicarlo è l’Amministrazione comunale di Rosarno, che annuncia una svolta concreta nella gestione delle infrastrutture idriche, frutto di un lavoro amministrativo lungo e articolato.

“Per decenni a Rosarno l’acqua è stata gestita come un’emergenza permanente.
Reti idriche obsolete, tubazioni risalenti a oltre 50–60 anni fa, perdite continue, interruzioni improvvise, quartieri interi lasciati senza risposte. Una condizione che i cittadini hanno pagato ogni giorno, mentre troppo spesso si è preferito rinviare, rattoppare, far finta di nulla.

Oggi questa storia cambia direzione.
E non cambia per caso.

Il risultato è frutto del lavoro portato avanti dall’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Pasquale Cutrì, insieme alla Giunta e ai consiglieri comunali, attraverso un’azione amministrativa strutturata e continua.

Con un atto formale e dettagliato, a firma del Responsabile Arch. Alessandro Messina, al termine di numerose interlocuzioni in Regione Calabria con l’assessore Lavorato, il Comune di Rosarno ha messo nero su bianco tutte le criticità strutturali della rete idrica comunale, trasmettendole alla Regione nell’ambito del programma di ingegnerizzazione delle reti idriche urbane e di manutenzione straordinaria per la riduzione delle perdite.

Qui sta il punto politico centrale:
Rosarno è tra i pochissimi Comuni della provincia di Reggio Calabria – solo sette – ammessi a questo intervento strategico.

In una provincia segnata da esclusioni, ritardi e occasioni mancate, Rosarno entra. Non per fortuna, ma perché ha lavorato, ha segnalato, ha insistito, ha preteso. È la dimostrazione che chi governa ha il dovere di difendere i diritti della propria comunità, anche quando è scomodo e richiede tempo, competenza e determinazione.

Il documento ufficiale individua con precisione le aree più colpite dal degrado infrastrutturale, quartieri che per anni hanno pagato il prezzo più alto:

  • Case Nuove, area ex serbatoi di via Messina
  • Rione Marinelli
  • Quartiere Paolino
  • Via Siracusa, via Agrigento, via Caltanissetta, via Mileto
  • Via Ugo Foscolo e via M. Morabito
  • Quartiere Venuti, con la riqualificazione di interi tratti stradali
  • Pian delle Vigne, tra via Medma e via Sorrentino
  • Via Provinciale per Taurianova
  • Centro storico e Case Nuove, con la dismissione definitiva delle vecchie condotte ancora attive

Non si tratta di piccoli interventi: si chiudono reti obsolete, si riconvertono le utenze su nuove condotte, si riducono gli sprechi e si supera la logica del “tappare le falle”.

Investire sulla rete idrica non è una scelta neutra, ma una scelta politica.
Significa stare dalla parte dell’acqua come bene pubblico, dei cittadini che pagano le bollette, dei quartieri rimasti invisibili per troppo tempo.

In un territorio dove spesso si è costretti a chiedere il minimo indispensabile, Rosarno fa una scelta diversa: non chiede favori, rivendica diritti.

Questi interventi non sono promesse elettorali, ma atti amministrativi, programmazione e cantieri.
La strada è ancora lunga, ma il messaggio è chiaro: Rosarno non accetta più di essere trattata come periferia del sistema.
Sull’acqua, sui servizi essenziali e sulla dignità dei cittadini, non si torna indietro”.

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