Armi chimiche siriane, la protesta di Tripodi e Madafferi

Rosarno. In un incontro tenuto oggi pomeriggio presso il Municipio di Rosarno, i i sindaci di Rosarno e San Ferdinando Elisabetta Tripodi e Domenico Madafferi si sono opposti a gran voce al transito delle armi chimiche siriane dal Porto di Gioia Tauro.

I primi cittadini dei due centri della Piana hanno infatti affermato di essere totalmente all’oscuro della vicenda e di non conoscere i rischi della “scellerata scelta, compiuta nel silenzio e nel segreto delle più alte istituzioni” . I sindaci di Rosarno e San Ferdinando hanno minacciato azioni eclatanti per bloccare questa decisione quali ad esempio la costituzione di un comitato civico.

Elisabetta Tripodi ha criticato il Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti, il quale non si è apposto al transito delle armi siriane così come invece fatto dal Presidente sardo che ha posto il suo veto su un eventuale scalo al porto di Cagliari.

Il primo cittadino rosarnese ha altresì affermato di inizialmente non voler credere alle indiscrezioni trapelate, atteso che “ne io ne il mio collega di San Ferdinando abbiamo mai avuto nessuna conferma dalle istituzioni competenti. La cosa che più ci allarma e ci indigna, è il fatto che ancora una volta si decida sopra le teste dei nostri cittadini,  con pacchetti preconfezionati che ci vengono conferiti a nostra insaputa”.

Il sindaco di San Ferdinando Domenico Madafferi, presente insieme ai consiglieri Michele Oliva e Giovanni Pantano hanno chiesto alle istituzioni maggiori informazioni in merito alla vicenda, in modo tale da poter dare risposte certe ed esaudienti ai cittadini che giustamente iniziano ad essere intimoriti da quello che potrebbe accadere. 

Anche Madafferi ha attaccato Scopelliti affermando come sia ” strano che tutto questo avvenga nel silenzio, eppure il presidente Scopelliti lo sapeva, soltanto i Comuni interessati non sono stati degnati di attenzione. E’ necessario dire basta a questo tipo di atteggiamento. Nel mio Comune insiste il sessantacinque per cento delle infrastrutture portuali. Non siamo cittadini di serie b. Stavolta non sopporteremo supinamente le imposizioni dall’alto” ed evidenziato come “la nave dovrebbe attraccare a 300 metri in linea d’aria dalle scuole. Noi non abbiamo strutture sanitarie attrezzate ad un certo tipo di incidenti, non possiamo essere complici di questo scempio. Siamo ufficiali di governo ed abbiamo la responsabilità della tutela dei cittadini, dobbiamo agire preventivamente, e quindi bloccare l’attracco di questa nave, non è possibile che siamo trattati alla stregua di passa carte”