Rosarno tra le località più calde rilevate dall’ARPACAL durante l’estate 2026: la stazione ha registrato un picco di 39,7 °C, il valore più elevato tra quelli riportati nell’analisi. Un dato che si inserisce in un quadro regionale caratterizzato da temperature medie quasi sempre superiori ai valori climatici di riferimento.
Il Centro Funzionale Multirischi di ARPACAL ha elaborato un’analisi speditiva delle temperature registrate in Calabria nei mesi di luglio e agosto 2026, mettendo i dati a confronto con i valori di riferimento del trentennio climatologico 1991-2020.
Alla scala regionale, nella seconda metà di luglio le temperature massime medie si sono mantenute quasi sempre al di sopra del valore storico, mentre ad agosto gli scostamenti hanno interessato un numero più limitato di giornate. Ancora più significativo il quadro delle temperature medie: nella quasi totalità del periodo analizzato sono risultate superiori ai valori climatici di riferimento.
A incidere sull’andamento complessivo è stata anche la ridotta escursione termica tra il giorno e la notte. Le elevate temperature notturne, infatti, hanno limitato il raffreddamento e contribuito a mantenere alte le medie giornaliere.
L’approfondimento ha riguardato alcune stazioni della costa tirrenica situate in località nelle quali ARPACAL effettua anche i prelievi delle acque di balneazione: Amantea, Belvedere Marittimo, Capo Vaticano, Cetraro Superiore, Lamezia Terme, Paola e Rosarno.
Anche in questi siti le temperature medie di luglio e agosto sono risultate costantemente superiori ai riferimenti storici. Tra la metà di luglio e la metà di agosto sono state rilevate, per più giorni consecutivi, temperature massime oltre i 30-32 °C, con valori di 36,5 °C ad Amantea, 38 °C a Capo Vaticano, 37,4 °C a Lamezia Terme e un picco di 39,7 °C a Rosarno.
L’analisi comprende inoltre le nuove stazioni di Briatico, Falerna, Guardia Piemontese e San Nicola Arcella, operative da circa un anno. Per questi punti di rilevamento non è ancora possibile effettuare un confronto climatologico, ma le serie progressivamente acquisite contribuiranno a rafforzare il quadro conoscitivo regionale e l’affidabilità delle valutazioni future.
Il lavoro si inserisce in una prospettiva integrata di monitoraggio ambientale. L’utilizzo di stazioni collocate in corrispondenza delle aree interessate dai controlli di balneazione consentirà infatti di approfondire, nel tempo, le relazioni tra temperatura dell’aria e temperatura del mare, fornendo elementi utili per interpretare gli effetti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi costieri.































