Maltrattamenti su minore, violenza domestica e un filmato diventato virale su TikTok: il padre finisce in carcere, il bambino allontanato dalla famiglia
Con un mestolo di legno, un padre cinquantanovenne picchia il figlio di 10 anni, che piange disperato e lo implora di fermarsi. La scena, ripresa per oltre due minuti e mezzo con un telefonino, viene pubblicata su TikTok e altri social network, diventando rapidamente virale.
Nel video, oltre all’uomo e al bambino vittima delle percosse, si vede una bambina più piccola e si sente la voce fuoricampo di una donna, dal tono apparentemente indifferente. Non è escluso che si tratti della madre, citata più volte dall’uomo durante l’aggressione: «Tua madre ha ragione», dice al piccolo mentre lo colpisce.
Le immagini sono raccapriccianti. L’aggressore, patrigno del bambino, si avventa su di lui mentre è seduto sul divano, colpendolo ripetutamente con il mestolo, schiaffeggiandolo e insultandolo. Tra i singhiozzi, il bambino grida: «Basta, mi sto sentendo male», e chiede di «stare con la mamma». L’uomo, per tutta risposta, ribadisce ossessivamente di essere il “padrone”, pretendendo obbedienza assoluta: «Sono il padre e mi devi ubbidire».
Terrorizzato, il bambino arriva a ripetere: «Sei il papà, il mio padrone». Negli ultimi fotogrammi il piccolo si alza e percorre un corridoio, seguito dall’uomo che continua a insultarlo senza sosta.
Il video è arrivato sul cellulare dell’assessora comunale ai Servizi sociali di Catania, Serena Spoto, che ha immediatamente allertato la polizia. Avviate le indagini, l’uomo è stato rapidamente identificato e prelevato nella sua abitazione. Alcuni residenti, appresa la notizia, si sono scagliati contro di lui e hanno insultato anche la moglie.
Su disposizione del procuratore aggiunto di Catania Sebastiano Ardita, che coordina l’inchiesta con il pm Alberto Santisi, l’uomo è stato arrestato e portato in carcere. È accusato di maltrattamenti aggravati anche nei confronti delle altre tre figlie, tutte più piccole del bambino, nato da una precedente relazione della madre ma riconosciuto legalmentedall’attuale marito.
La madre è ora monitorata dai servizi sociali, mentre il bambino è stato allontanato dalla famiglia. Si attende la decisione del giudice per il suo collocamento in comunità o in una struttura di accoglienza per minori.
Secondo quanto emerso, il video sarebbe stato registrato da una delle sorelle del bambino, che avrebbe poi consegnato il filmato a un familiare per la pubblicazione sui social. Da lì la diffusione virale, con il video taggato anche a Telefono Azzurro. Nei commenti degli utenti la condanna è unanime.
Il sindaco di Catania, Enrico Trantino, ha dichiarato di non essere riuscito a guardare il video per più di pochi secondi: «Speravo fosse una messinscena. Restano le lacrime di un bambino, violato e umiliato. Un bambino di 10 anni dovrebbe crescere con spensieratezza, calore e protezione, non sotto i colpi di chi pretende di essere chiamato padrone».
Una vicenda che riaccende i riflettori su violenza sui minori, abusi familiari e sull’uso distorto dei social network, trasformati in veicolo di denuncia ma anche di ulteriore esposizione del dolore






























