Blitz dei Carabinieri – scoperti e sequestrati 40mila euro

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Un’operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza ha portato al sequestro di una ingente somma di denaro nel centro storico di Cetraro, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro.

I militari dell’Arma hanno eseguito un decreto di perquisizione emesso dalla Procura della Repubblica di Catanzaro – DDA, che ha interessato un immobile situato nel centro storico cittadino.

All’interno dei locali vi era il fondato sospetto che Luca Occhiuzzi, imputato davanti al Gup del Tribunale di Catanzaro per associazione di stampo mafioso, potesse detenere materiale illecito.

Il provvedimento rappresenta un ulteriore sviluppo delle indagini condotte dal Nucleo Investigativo nei confronti dell’uomo, attualmente detenuto presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere.

Occhiuzzi era stato arrestato il 15 febbraio 2025 dopo un periodo di latitanza, essendosi sottratto a una precedente ordinanza di custodia cautelare per tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso.

Le attività investigative, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, hanno permesso di accertare come l’uomo, pur detenuto, avesse la disponibilità di un telefono cellulare illecito, utilizzato per acquisire e trasmettere informazioni di interesse per il gruppo criminale di riferimento attivo a Cetraro.

Dall’analisi del dispositivo sono emersi ripetuti riferimenti a un presunto “magazzino blu”. In alcune conversazioni con una giovane a lui legata sentimentalmente, l’uomo manifestava sollievo per il fatto che il luogo non fosse stato oggetto di controlli da parte delle forze dell’ordine.

Sulla base di tali elementi, nel pomeriggio del 18 marzo i Carabinieri del Nucleo Investigativo e della Compagnia di Paola hanno individuato con precisione i locali citati e vi hanno fatto accesso.

All’interno dell’immobile è stata rinvenuta e sequestrata una somma in contanti pari a quasi 40.000 euro, ritenuta verosimilmente provento delle attività illecite attribuite all’indagato e al gruppo criminale cui, secondo l’ipotesi accusatoria, apparterrebbe.

L’operazione rappresenta un ulteriore passo nell’azione di contrasto alla criminalità organizzata sul territorio tirrenico cosentino, confermando l’attenzione degli investigatori anche su attività e comunicazioni gestite dall’interno degli istituti penitenziari.

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