Ancora un episodio di violenza contro il personale sanitario in Calabria. Un cardiologo è stato aggredito durante il turno notturno all’interno di un reparto ospedaliero, mentre era impegnato nell’assistenza a un paziente anziano in stato di agitazione. Il medico ha sporto denuncia in Questura.
I fatti risalgono alla notte tra il 5 e il 6 febbraio nel reparto di Unità di Terapia Intensiva Cardiologica (Utic) dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone. Il personale sanitario stava gestendo l’agitazione di un paziente anziano che rifiutava la somministrazione di sedativi.
Secondo quanto riferito dal cardiologo Antonio Sulla, per tranquillizzare l’uomo era stato chiesto di contattare i familiari affinché potessero restargli accanto. Per consentire la presenza dei figli durante la notte, era stato quindi disposto il trasferimento del paziente in un’altra stanza, diversa dall’Utic.
Una decisione che, però, sarebbe stata fraintesa da uno dei parenti. Convinto che lo spostamento fosse legato a un imminente peggioramento delle condizioni del padre, l’uomo avrebbe fatto irruzione nello studio del medico. La situazione sarebbe degenerata rapidamente: il familiare avrebbe afferrato il cardiologo al collo, minacciando di morte lui e la sua famiglia.
Alla aggressione fisica si sarebbe aggiunta anche quella verbale, con un secondo parente che avrebbe minacciato il medico di farlo licenziare, accusandolo di incompetenza.
Il paziente è stato dimesso nella giornata di lunedì, mentre il professionista ha presentato formale denuncia in Questura per l’aggressione al medico in ospedale.
L’episodio riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza negli ospedali calabresi e sulla necessità di tutelare il personale sanitario, sempre più spesso vittima di episodi di violenza durante lo svolgimento del proprio lavoro.
































