Cannabis ad uso terapeutico – Bruno Bossio: “In tribunale accanto a Cristian, storia simbolo di una Calabria fuori legge”

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“Sarò al tribunale di Paola, a fianco di Cristian Filippo, un giovane di 25 anni affetto di fibromialgia e dal 2019 sotto accusa per aver coltivato due piante di cannabis, che utilizzava per far fronte al dolore della malattia”. Ad affermarlo Enza Bruno Bossio, parlamentare e candidata del Pd nel collegio plurinominale della Camera in Calabria.

“In mattinata – prosegue – riprenderà il processo e poco prima parteciperò a un punto stampa insieme all’associazione Meglio Legale, Arci Cosenza e a tutti coloro che come me hanno seguito la storia di Cristian negli anni e riconoscono la deformità di un sistema giudiziario e legislativo che in Calabria ritiene un reato curarsi e degrada a violazione della legge l’uso terapeutico della cannabis. La Calabria, infatti, è una delle tre sole regioni  che non ha recepito le direttive del Ministero della Salute che prevedono la possibilità di curarsi con questo tipo di terapia. Un primo risultato – quello dell’uso terapeutico della cannabis – che con tanta fatica abbiamo ottenuto e per il quale mi sono battuta in Parlamento grazie al lavoro dell’Intergruppoparlamentare per la legalizzazione della cannabis”.

“La storia di Cristian Filippo – conclude la parlamentare Pd – è drammaticamente emblematica e domani ribadiremo l’urgenza di riportare lo stato di diritto in Calabria”

 

LA VICENDA

Il 6 giugno 2019 i carabinieri di Paola sentono un fortissimo odore di marjuana uscire dalla casa di Cristian, citofonano e senza nessuna forma di ostruzionismo vengono fatti entrare. Nell’abitazione trovano due piantine di canapa e strumenti rudimentali, per coltivare la cannabis, conservare le piante essiccate e pesare il prodotto per controllare le assunzioni che deve prendere (per mitigare il dolore) in preciso dosaggio.

I carabinieri iniziano a ipotizzare che il ragazzo coltivasse cannabis per venderla e così arriva l’accusa di spaccio. Cristian Filippo è stato imputato di aver «illecitamente coltivato e detenuto una sostanza stupefacente per cessione a terzi o comunque per un uso non esclusivamente personale». Arrestato all’inizio di giugno 2019, Filippo è stato costretto ai domiciliari per un mese. Dopo i domiciliari, per il giovane è stato disposto l’obbligo di dimora nel Comune di Paola, lo scorso 10 giugno 2021 si è tenuta la prima udienza dibattimentale, ma il processo è stato rinviato a marzo 2022.

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