Caro energia, CNA Calabria: “Subito un tavolo tra Regioni, Occhiuto si faccia promotore”

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L’allarme sul caro energia arriva anche dalla CNA Calabria, che chiede una risposta urgente e condivisa per evitare ripercussioni su imprese e famiglie.

Convocare immediatamente la Conferenza delle Regioni e definire una strategia comune da presentare al Governo. È questa la richiesta avanzata dal presidente della CNA Calabria, Giovanni Cugliari, che lancia un allarme sul costo dell’energia e sui possibili effetti a catena sull’economia.

L’appello è rivolto in particolare al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, chiamato a farsi promotore di un confronto istituzionale urgente.

«In una fase storica in cui gli equilibri internazionali incidono direttamente sull’economia reale, il tema dell’energia torna ad essere centrale per il futuro delle imprese e delle famiglie italiane – sottolinea Cugliari –. Non è più solo una questione tecnica, ma anche politica, economica e sociale».

Nel suo intervento, il presidente evidenzia le differenze tra i principali modelli europei: dalla Spagna, che ha adottato politiche capaci di contenere i costi, alla Francia, forte dell’autonomia garantita dal nucleare, fino alla Germania, alle prese con una complessa transizione energetica.

«L’Italia rischia invece di trovarsi nel mezzo, senza una strategia sufficientemente incisiva», avverte Cugliari.

Il rischio, secondo CNA, è concreto: quando l’energia costa troppo, le aziende rallentano o si fermano, i consumi diminuiscono e l’intero sistema economico entra in tensione, con la possibilità di una vera e propria recessione.

Da qui la richiesta di un tavolo urgente tra tutte le Regioni, per costruire una posizione unitaria da portare al Governo. Un ruolo chiave viene attribuito alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, attualmente presieduta da Massimiliano Fedriga.

«Serve una visione condivisa – ribadisce Cugliari –. Le imprese non chiedono sussidi, ma condizioni per competere. Le famiglie chiedono stabilità e prospettive».

Infine, l’invito a cambiare approccio: non limitarsi a reagire alle emergenze, ma anticipare le crisi attraverso una strategia energetica chiara e una politica industriale coordinata.

Un appello che richiama istituzioni e territori a un’azione comune, puntando su unità, responsabilità e visione per affrontare una delle sfide più decisive per il futuro economico del Paese.

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