Confiscati beni per 20 milioni a imprenditore

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La Direzione investigativa antimafia ha eseguito un provvedimento di confisca di beni per 20 milioni di euro, emesso dal Tribunale di Reggio Calabria nei confronti dell’imprenditore Emilio Angelo Frascati, ritenuto in rapporti di stretta vicinanza con la ‘Ndrangheta.

I beni erano stati sequestrati nel febbraio 2019. Oggi il Tribunale ha riconosciuto nei confronti di Frascati una pericolosità sociale fondata principalmente sulle risultanze dell’operazione “Fata Morgana”, poi confluita nel processo “Gotha”.

 

L’inchiesta, coordinata dal pm Stefano Musolino, aveva portato nel 2016 all’arresto dell’imprenditore accusato di avere fatto parte della cosca Libri ponendosi, all’esito della guerra di mafia, quale espressione della ‘ndrangheta nel settore della grande distribuzione alimentare e, più in generale, dell’imprenditoria di settore.

Frascati è stato condannato, in primo grado a 13 anni e 4 mesi di reclusione per associazione di tipo mafioso e turbata libertà degli incanti, aggravata dal metodo mafioso. In appello, nel gennaio scorso, la condanna è stata ridotta a 8 anni di carcere.

Numerosi collaboratori di giustizia lo hanno indicato quale imprenditore espressione della ‘ndrangheta reggina, nella sua componente più alta e rappresentativa, costituita dalla famiglia De Stefano oltre che di quella dei Libri.

Tra i beni confiscati ci sono 8 aziende nei settori della grande distribuzione alimentare, del commercio automezzi, delle costruzioni ed immobiliare.

Per quattro imprese è stata disposta la confisca dell’intero capitale sociale e del patrimonio aziendale, per le altre quattro la confisca delle quote riconducibili al Frascati. Sono stati confiscati anche 20 immobili e rapporti finanziari.

 

Il tribunale ha disposto nei confronti di Frascati la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per la durata di 3 anni e 6 mesi.

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