Covid, Sileri: “Ospedali in difficoltà perché casi aumentano in maniera esponenziale. Chi non è vaccinato va in terapia intensiva con 10-12 anni di anticipo, quindi giusto l’obbligo vaccinale per gli over 50. Con Omicron la pandemia è al canto del cigno”

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Covid, Sileri: “Ospedali in difficoltà perché casi aumentano in maniera esponenziale e questo fa sì che molte persone preoccupate, spesso con sintomi leggeri, vadano a chiedere assistenza. Tutto ciò che non è covid purtroppo viene ritardato. In terapia intensiva soprattutto over 50, ma i non vaccinati rischiano di più quindi l’obbligo vaccinale è giusto. Scuola? Contagi aumenteranno, ma i protocolli consentiranno ripresa in sicurezza. Con Omicron la pandemia è al canto del cigno”

Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sulla situazione negli ospedali. “Noi abbiamo un aumento esponenziale dei contagi, con 200mila casi ed è probabile che salgano ancora di più –ha affermato Sileri-. Questo fa sì che molte persone preoccupate, spesso con sintomi leggeri, vadano giustamente a chiedere assistenza alla rete ospedaliera. Rete che è stata ulteriormente riorganizzata nelle ultime settimane per fronteggiare questa ondata. Tutto ciò che non è covid purtroppo viene accumulato, ritardato, posticipato. E’ evidente che questa ondata che stiamo vivendo, probabilmente sarà numericamente molto alta a livello di contagi, ma in proporzione ai contagi verosimilmente la pressione sugli ospedali non sarà come quella che avevamo con la variante Delta. C’è un virus che verosimilmente è meno aggressivo e c’è una popolazione per la maggior parte vaccinata, questa combinazione fa sì che il sovraccarico per la rete ospedaliera sia minore rispetto alle precedenti ondate. Però ci sarà comunque un aumento di ricoveri nei prossimi giorni e la rete ospedaliera deve tenersi pronta per gestire questa situazione. Dobbiamo gestire anche l’ordinario. Se andiamo a vedere i giornali dell’era pre-covid, ci accorgiamo che gli ospedali andavano in sofferenza anche quando c’era il picco influenzale. Adesso abbiamo anche il problema di operatori sanitari positivi che dunque vanno in quarantena e non possono lavorare, questo genera ulteriore difficoltà”.


Sull’obbligo vaccinale per gli over 50. “In terapia intensiva vanno anche soggetti più giovani, però la stragrande maggioranza è sopra i 50 anni, con una differenza tra vaccinati e non vaccinati: chi non è vaccinato va in terapia intensiva con 10-12 anni di anticipo. Questo significa che i vaccini funzionano ed è giusto mettere l’obbligo per questa fascia d’età”.

Sulla scuola. “E’ stata fatta un’attenta valutazione, con un lungo confronto, è stata prodotta una serie di linee guida che consentiranno la ripresa della scuola in sicurezza. E’ verosimile che questa variante Omicron che aumenterà ancora i casi rappresenti il canto del cigno della pandemia, credo che siamo alle battute finali. La pandemia si trasformerà presto in endemia. Sappiamo che a scuola i contagi possono avvenire con più facilità perché minore è la popolazione vaccinata, ma minori sono anche i danni. Con mascherine, distanziamento e quarantena credo che la situazione sarà sotto controllo. E’ chiaro che ci sarà una maggiore circolazione del virus dopo la pausa natalizia, ma credo che con le regole che sono state messe la scuola sarà un posto sicuro. Sicuramente ci saranno quarantene e dad, ma si può ripartire in sicurezza con queste regole”.

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