Crisi agrumicola a Rosarno: il Consiglio comunale chiede aiuto al governo per misure agricoltori della Piana

Rosarno è una delle città colpite dalla crisi agrumicola. In questa ultima fase dell’autunno 2020, l’andamento termico anomalo con temperature superiore alla media stagionale nel mese di novembre, associata alle eccezionali piogge alluvionali registrate recentemente in vasti comprensori della regione, hanno determinato l’accorciamento dei tempi di maturazione delle clementine, causando una forte cascola delle stesse.

Il Consiglio Comunale della cittadina Medmea ha chiesto al Governo Nazionale ed in particolare al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, nonché alla Regione ed alla Comunità Europea, che, con le risorse a disposizione, con riferimento alla crisi del comparto delle clementine, si prevedano delle misure di carattere straordinario a sostegno degli agricoltori locali che abbiano subito danni alle loro produzioni, rimaste quasi totalmente invendute anche a causa delle limitazioni nei consumi determinati dalla pandemia da Covid-19.

“La Piana di Rosarno-Gioia Tauro, rappresenta una delle aree più estese in cui si coltiva il clementino, il nostro è un territorio a vocazione principalmente agricola e che, pertanto, la maggiore fonte di reddito per le tante famiglie pianigiane è rappresentata dai proventi derivanti dalla vendita annuale di questo pregiato agrume.
A dispetto di una trentina di anni fa in cui le aziende agricole locali erano altamente redditizie e perlopiù di dimensioni molto ridotte, via via, col tempo, il settore ha iniziato ad attraversare una crisi cronica tutt’ora in corso e determinata da diversi fattori, alcuni di natura congiunturale, altri di natura sistemica, ai quali quest’anno si sono aggiunti i problemi inerenti la pandemia da Covid-19.

I danni alluvionali, contestualmente associati a temperature al di sopra della media del periodo, hanno avuto ripercussioni negative anche sulla pezzatura delle clementine, che presentano un calibro inferiore ai canoni abituali oltre ad evidenti danni sulla buccia derivanti da eccesso di acqua, tali da rendere difficoltosa e non remunerativa la collocazione del prodotto sul mercato della GDO, dove si registrano prezzi che non coprono nemmeno i costi di produzione.

Il comparto agricolo calabrese, era già segnato dalla persistente emergenza epidemiologica in atto che, ha di fatto cagionato un articolato crollo di mercato con consequenziali, ragguardevoli danni economici. Proprio in questo particolare e già di per sé delicato momento, in cui peraltro il tessuto dell’economia agricola Calabrese stava comunque cercando di reagire alla perdurante emergenza epidemiologica da COVID-19 che, come già sopra evidenziato, ha generato gravi perdite economiche derivanti dal forte rallentamento delle vendite e dall’annullamento di ordinativi, dalla difficoltà di reperire la manodopera agricola necessaria, nonché dalla conseguente riduzione dei consumi determinata dalle misure di contenimento (chiusura ristoranti, alberghi, bar). Gli eccezionali eventi climatici dell’ultimo periodo hanno purtroppo vanificato ogni sforzo di reazione messo in atto dalle imprese agricole calabresi impegnate a fronteggiare la grave crisi economica in atto.

Considerato che la campagna agrumicola 2020 è da considerarsi ormai perduta, e che i tanti agricoltori del territorio hanno manifestato grave disagio, poiché si ritrovano con una grande quantità di prodotto invenduto giacente sulle piantagioni incolte, subendo un gravissimo danno alla produzione che, potrebbe pregiudicare anche l’esistenza stessa di molte piccole e grandi aziende agricole, lasciando numerose famiglie sul lastrico, soprattutto in considerazione dell’elevato impego di manodopera necessario nella produzione delle clementine e di conseguenza il forte rischio che si corre in termini di tenuta del tessuto economico ed occupazionale.

Per far fronte all’emergenza Coronavirus sono state adottate numerose misure straordinarie dirette a prevenirne ed arginarne l’espansione e gli effetti sul sistema economico, infatti, tra Marzo e Novembre 2020, sono stati emanati diversi provvedimenti d’urgenza, finalizzati a sostenere famiglie, lavoratori ed imprese.

Ritenuto che a fronte della situazione di grande crisi, sia necessario sollecitare le istituzioni preposte (Regione, Mipaaf, e Comunità Europea), affinché, con le risorse a disposizione, si prevedano delle misure di carattere straordinario a sostegno degli agricoltori locali che abbiano subito danni alle loro produzioni anche causati dall’emergenza sanitaria, sicché si attivino a favore del comparto delle clementine:
a) una misura di sostegno da finanziare con uno stanziamento di € 40 milioni a favore sulla falsariga del provvedimento varato con il decreto-legge 9 novembre n. 149 articolo 22 a favore del comparto delle produzioni ortive di IV gamma e I° gamma evoluta;
b) una misura di sgravio contributivo e previdenziale per il semestre gennaio/giugno 2021, sulla falsariga del provvedimento adottato con il DL “Rilancio”;
c) uno stanziamento di € 20 milioni e sulla falsariga di quanto previsto dal DM 10 agosto per gli agrumeti siciliani colpiti dal virus Tristezza e dal mal secco, per incentivare con un tasso di finanziamento dell’80% (come previsto per il reimpianto degli agrumeti) specifici investimenti finalizzati al miglioramento della qualità del prodotto e delle condizioni di commercializzazione;
d) sussistendone le condizioni, ed in presenza di un’adeguata copertura finanziaria, gli interventi straordinari del Fondo di Solidarietà Nazionale di cui al D. lgs 102/2004 0come da delibera della giunta regionale.”