La desertificazione bancaria in Calabria ha raggiunto una soglia critica. Secondo le analisi dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba di First Cisl, tre Comuni su quattro non dispongono più di uno sportello bancario, e il fenomeno è destinato ad aggravarsi nei prossimi anni.
Il sindacato sottolinea che il 75% dei Comuni calabresi è oggi privo di presidi bancari, mentre un ulteriore 16% può contare su un solo punto fisico di accesso. Non sono colpiti solo i piccoli centri delle aree interne: anche Comuni con popolazioni comprese tra 9.000 e 17.000 abitanti risultano ormai privi, o quasi, di servizi bancari essenziali, con ricadute concrete sulla vita quotidiana dei cittadini e sull’economia locale.
In una regione che registra il più basso tasso nazionale di utilizzo dei canali digitali — appena il 35% dei cittadini utilizza l’internet banking, a fronte di una media italiana del 56% — il rischio è quello di lasciare indietro le fasce sociali più fragili, private di servizi minimi essenziali.
La desertificazione bancaria colpisce anche il tessuto produttivo: circa 30.000 imprese calabresi hanno sede in Comuni privi di sportelli bancari, e di queste il 40% ha visto il proprio territorio abbandonato dal 2015 ad oggi. Altre quasi 20.000 imprese operano in Comuni che possono contare su un solo punto fisico di accesso.
Il sindacato esprime forte preoccupazione per un fenomeno che, se non contrastato, potrebbe arrivare a coinvolgere fino al 90% dei Comuni calabresi. La First Cisl ribadisce la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni regionali e locali per definire misure concrete volte a favorire il ripristino dei servizi bancari nelle aree abbandonate.































