Donna uccisa con decine di coltellate – fermato ex compagno

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Daniela Zinnanti - foto profilo Facebook

Dramma nella serata di ieri a Messina, dove una donna di 50 anni, Daniela Zinnanti, è stata uccisa con decine di coltellate nella sua abitazione nel quartiere Lombardo. La polizia ha fermato l’ex compagno, Santino Bonfiglio, 67 anni, che avrebbe confessato l’omicidio. L’uomo era agli arresti domiciliari per reati contro la persona, ma senza braccialetto elettronico.

Una donna, Daniela Zinnanti, 50 anni compiuti a luglio, è stata uccisa con decine di coltellate nella serata di ieri nella sua abitazione di via Lombardia, nel quartiere Lombardo di Messina.

La polizia ha fermato Santino Bonfiglio, 67 anni, ex compagno della vittima, che durante l’interrogatorio avrebbe confessato ed è stato successivamente portato in carcere.

Bonfiglio era agli arresti domiciliari, ma senza braccialetto elettronico – e non con il dispositivo come emerso in un primo momento – per reati contro la persona, violenza e minacce. Lo precisano gli investigatori dopo ulteriori accertamenti.

Secondo le prime indagini, l’uomo sarebbe andato a trovare l’ex compagna per parlare e forse chiederle di tornare insieme, ma sarebbe stato respinto. A quel punto avrebbe afferrato un coltello, colpendo la donna decine di volte.

A scoprire il corpo senza vita è stata la figlia della vittima, che dopo aver visto la madre ha avuto un malore ed è stata trasportata in ospedale.

Gli agenti della squadra mobile di Messina, che stanno indagando sul femminicidio, hanno recuperato anche l’arma del delitto: si tratta di un coltello trovato vicino a un cassonetto, non lontano dall’abitazione della vittima.

Dalle prime verifiche è emerso inoltre che circa un mese fa Bonfiglio avrebbe picchiato la donna, che era stata costretta a ricorrere alle cure dell’ospedale. Zinnanti aveva presentato una denuncia, poi successivamente ritirata. Secondo le testimonianze raccolte dagli investigatori, il rapporto tra i due era travagliato, con frequenti separazioni e riavvicinamenti.

Secondo quanto emerge dagli accertamenti della Procura di Messina, Santino Bonfiglio avrebbe violato gli arresti domiciliari a cui era stato sottoposto dal Gip dopo una seconda denuncia della vittima per le violenze subite. Il giudice aveva disposto l’utilizzo del braccialetto elettronico, ma il dispositivo non era disponibile e la misura non era stata vincolata alla sua effettiva applicazione.

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