Flashmob c’è anche ALLEANZA GIOIESE: vicini ai lavoratori, lontani dallo sciacallaggio politico.

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Flashmob c’è anche ALLEANZA GIOIESE: vicini ai lavoratori, lontani dallo sciacallaggio politico.

Interviene Alleanza Gioiese e lo fa per il tramite del Dipartimento Marineria e Politiche portuali composto da Cristiana Costa, Enrico Mumoli, Salvatore Sciarrone e presieduto dallo Skipper Alessio Rizzo.
È proprio per voce del Presidente, che il laboratorio politico fa sapere che “Parteciperemo alla manifestazione indetta giorno 17 per protestare contro le direttive dell’Unione Europea che rischiano di penalizzare fortemente il Porto di Gioia Tauro.
Lo faremo perché guidati da un forte senso di solidarietà e responsabilità verso i lavoratori e le aziende che rischiano di subire le conseguenze di questa direttiva, ma prendiamo nettamente le distanze dagli organizzatori e dalla maggioranza degli aderenti. Istituzioni, Partiti Politici e gran parte dei Sindacati che in tutti questi anni hanno avuto e continuano ad avere condotte negligenti, contrarie o anche solo omissive che negano la piena realizzazione del Porto che non può che passare attraverso tre fattori: polifunzionalità, apertura e sinergia col territorio e completo sviluppo dell’area retroportuale.
Quello che doveva essere il Porto di Gioia Tauro e della sua piana non è nulla più che un ente privato, chiuso, blindato, sfruttato in regime di monopolio da compagnie terminaliste che hanno accumulato ricchezze straordinarie in questi ultimi tre decenni.
Ma se fino ad oggi il lassismo pubblico ha finito per favorire esclusivamente l’interesse privato, con l’avvento di MSC, il ventaglio di prospettive di sviluppo si allarga. I molteplici interessi marittimi di Aponte infatti, lasciano spazio a diverse suggestioni, che troverebbero il giusto sbocco all’interno della nostra grande infrastruttura.
Auspichiamo quindi un cambio di direzione da parte delle Istituzioni, affinché il Porto di Gioia Tauro venga preso in considerazione per le sue caratteristiche esclusive che impongono una governance all’altezza dell’interesse strategico, geopolitico ed economico che il Porto oggi rappresenta.”

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