Il Pensiero Del Giorno. Il governo e l’immobilismo sui Fondi Europei per la Ripresa.


Come già accennato in medias res in un precedente articolo della presente rubrica, il governo è sempre più nella palta e nel più totale immobilismo per il piano d’impiego che concerne i Fondi Europei per la Ripresa a seguito dell’emergenza coronavirus. Benché infatti, il governo abbia condotto ab illo tempore in prima linea le anguste trattative in Europa per ottenere i Fondi di cui sopra, ancora non v’é traccia di un piano ad hoc per la spesa e l’impiego degli stessi, ma solo delle bozze, che stanno creando non poche fibrillazioni in Europa, ma anche e soprattutto all’interno dei partiti di maggioranza che sostengono il governo. Nelle bozze sinora circolate, si fa infatti riferimento alla nomina di sei commissari, i quali alla stregua del presidente del consiglio, del ministro dell’economia e quello dello sviluppo, debbono provvedere a vigilare e vagliare i piani di spesa dei medesimi. L’idea non persuade soprattutto le idee e le intenzioni del partito di Matteo Renzi, ovverosia Italia Viva, il quale per voce del ministro Teresa Bellanova, rammenta come già siano state molteplici ed eccessive le nomine di commissari esterni e unità operative, menzionando il precedente piano Colao, conclusosi in un nulla di fatto. Altra spina nel fianco per il presidente del consiglio è la riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità, il cosidetto Mes, il quale dopo le ultime rettifiche avvenute in luogo europeo non convince né i partiti di maggioranza, ma nemmeno e questa è una novità, quelli di una parte delle opposizioni. Il Mes, che rammentiamo sia quel meccanismo europeo che consente agli stati in caso di ristrettezze e difficoltà economiche di accedere, pur se con alcune condizionali, ai fondi dello stesso con un piano di rientro del bilancio statale. Nelle scorse settimane, si era fatto menzione dello stesso, per l’opportunità che avevano gli stati europei, fra cui l’Italia, di ricorrervi per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Orbene, ora dopo le ultime rettifiche con l’aggiunta di una norma relativa agli istituti bancari, il dibattito fra i partiti è divenuto piuttosto rovente. La mozione che verrà votata in merito alla suddetta rettifica del medesimo nel prossimo consiglio dei ministri, si preannunzia essere complessa, anche perché i numeri della maggioranza paiono essere piuttosto risicati, e se ivi dovesse mancare il voto di qualcheduno non sono esclusi colpi di scena per la tenuta e il futuro del governo. In tutto questo guazzabuglio, il paese è ancora alle prese con l’emergenza coronavirus, che seppur attenuatasi, non è ancora terminata. Le acque per il governo sono malmostose, con un futuro tutto da scrivere, in un paese che è ancora in piena emergenza economico-sanitaria.

Francesco Grossi