Il Pensiero Del Giorno. La Politica tra intrighi, scandali e indagati: Il virus del marciume che non giova al paese

Da giorni si legge su tutti i quotidiani lo scandalo per il percepimento del bonus da seicento euro destinato ai possessori di partita iva dilaniati dalla crisi, da parte di deputati che siedono sugli scranni del nostro parlamento. Benché nella norma ci sia un busillis che come avevamo scritto qualche giorno fa, non prevede tetti salariali e/o possedimenti di rilievo per poterlo richiedere, la politica ripiomba nella fanghiglia infernale dello scandalo, proprio in un momento storico nel quale occorrerebbe che la stessa e gli uomini rappresentanti il parlamento dessero “l’exemplum vitae”. Purtroppo invece la politica nostrana non cessa mai di deluderci e disattendere tale spettanza. Ecco perché i giovani non hanno fiducia e si gettano nel torpore dell’anarchia degli ideali. Non c’é infatti nulla che possa contentare loro e le proprie istanze. Proprio in uno dei momenti cruciali e più cupi della nostra storia, dopo quello che vi fu al termine della seconda guerra mondiale, la politica e le sue proprie azioni non fanno che allontanare ancor di più, qualora ce ne fosse bisogno, i giovani dal furore di lottare per il bene comune della propria nazione. Nel frattempo in queste ore si legge della comunicazione dell’istruttoria su Conte e i ministri Bonafede, Gualtieri, Guerini, Lamorgese, Di Maio e Speranza per la gestione dell’emergenza Coronavirus; nello specifico, il procedimento dell’istruttoria nasce da diverse denunce presentate in tutta Italia e riguarda diversi reati: pena in concorso (articolo 110), epidemia (articolo 438), delitti colposi contro la salute pubblica (articolo 452) e omicidio colposo (articolo 589), abuso d’ufficio (articolo 323), attentato contro la costituzione dello Stato (articolo 283), attentati contro i diritti politici del cittadino (articolo 294). Conte, in merito alla questione, dice che il governo si è sempre assunto la responsabilità, in primis “politica”, delle decisioni adottate, decisioni molto impegnative, a volte sofferte, assunte senza disporre di un manuale, di linee guida, di protocolli di azione. Abbiamo sempre agito in scienza e coscienza, senza la pretesa di essere infallibili ma nella consapevolezza di dover sbagliare il meno possibile per preservare al meglio gli interessi della intera comunità nazionale. La Procura comunica altresì che il suddetto procedimento verrà archiviato e che l’istruttoria è un atto dovuto. Tutto ciò corrobora ancor di più lo scombussolamento e il vulnus che vi é nelle nostre menti. Quel senso di marciume atavico incistato nella nostra politica che altro non fa che farci sprofondare nel buio. Facendo crollare quelle poche certezze che ancora abbiamo e riponiamo in essa.

Francesco Grossi