Il Pensiero Del Giorno. Le Parole del sindaco Sala: I dipendenti del Sud andrebbero pagati meno.

Non è dato sapere se l’obiettivo del Sindaco di Milano, Sala fosse quello di riproporre e riconsiderare al centro del dibattito politico le cosiddette gabbie salariali, eliminate dall’ordinamento italiano a “furor di popolo” negli Anni ’70. Disquisendo di stipendi e remunerazioni il Sindaco, s’é lasciato andare ad ambagi e parole piuttosto controverse nei riguardi del Popolo del Sud. Infatti sostiene in una diretta multimediale trasmessa sulla pagina “InOltre-Alternativa progressista” in un colloquio con due giovani rappresentanti democratici come il costo della vita sia minore al Sud e pertanto le remunerazioni a Reggio Calabria e al Sud dovrebbero essere inferiori che al Nord. Non un tema nuovo quello affrontato dal primo cittadino milanese il quale già in passato aveva proposto le cosiddette gabbie salariali. Le dichiarazioni hanno scaturito polemiche in ambedue gli schieramenti destra e sinistra. La deputata Wanda Ferro di Fratelli d’Italia ha subito replicato aspramente: “Non ci meraviglia – che da sinistra vengano proposte ricette economiche che coincidono con quelle che la grande finanza internazionale cerca di imporre all’Italia. Chissà se quella di Sala è una posizione condivisa dal governo, chissà cosa ne pensano i Cinque Stelle”. Non mancano anche le reazioni nella maggioranza del ministro per la Coesione Territoriale Giuseppe Provenzano il quale profferisce: “Come facciamo a valutare la produttività di un lavoratore di Scampia oppure di un quartiere di Palermo, senza servizi? Questo lavoratore dovrebbe essere pagato il doppio per la socialità del suo lavoro”. Insomma un vero e proprio casus belli creatasi per le inopportune e discriminatorie dichiarazioni del Sindaco di Milano. Si parla cosi tanto di questione meridionale, ma per l’ennesima volta si fa riferimento con inammissibile maniera alle diseguaglianze Nord-Sud. Cos’hanno in meno le genti del Sud di quelle del Nord? É una questione su cui mai cesseremo purtroppo di disquisire. Ci auguriamo sia l’ultima volta che disquisiamo di questi temi e discriminazioni annesse.
Francesco Grossi