La storia di Davide, 19 anni: investito, lasciato agonizzante a terra e derubato

13

Il giovane è morto dopo essere stato investito in strada e lasciato agonizzante sull’asfalto. La sua vicenda, ricostruita attraverso le immagini delle telecamere, racconta una notte di indifferenza e crudeltà, culminata con un furto ai danni del ragazzo mentre lottava per la vita

Un 19enne, Davide Borgione, è morto nella notte di sabato 24 gennaio 2026 all’ospedale Cto di Torino dopo essere stato trovato agonizzante in via Nizza. Il giovane, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe caduto da una bicicletta elettrica e successivamente urtato da un’auto che non si è fermata. Un secondo automobilista, invece di prestare soccorso, si sarebbe fermato per derubarlo del portafogli, per poi allontanarsi.

Davide Borgione aveva trascorso la serata in una discoteca di via Sacchi e, per rientrare a casa nel quartiere Barriera di Milano, aveva deciso di noleggiare una bici elettrica. Pochi istanti dopo la partenza è caduto lungo la pista ciclabile di via Nizza, probabilmente a causa dell’asfalto reso scivoloso dalla pioggia battente. Il ragazzo non indossava il casco protettivo, elemento ora al vaglio degli investigatori.

Le indagini della polizia locale, coordinate dalla pm Delia Boschetto, si basano anche su un filmato di videosorveglianza, ritenuto determinante. Dalle immagini emerge chiaramente la caduta del giovane, il violento impatto della testa con l’asfalto e il fatto che Davide resti a terra privo di sensi.

Poco dopo, nel video si vede transitare una prima auto, che urta il ragazzo a terra e prosegue la marcia senza fermarsi. L’automobilista è stato rintracciato e ascoltato dagli agenti: ha dichiarato di non essersi accorto di nulla. Al momento rischia una denuncia per omissione di soccorso; l’ipotesi di omicidio stradale potrà essere valutata solo dopo l’autopsia, che dovrà chiarire se l’urto con l’auto sia stato determinante per il decesso. La bicicletta elettrica è stata ritrovata integra, senza segni evidenti di impatto.

Ma il filmato rivela un secondo episodio ancora più grave. Una seconda vettura si ferma nei pressi del corpo del giovane. Chi è a bordo scende, si avvicina a Davide, gli sfila il portafogli dai pantaloni e poi riparte, lasciandolo a terra. Questa persona non è ancora stata identificata e rischia una denuncia per furto e omissione di soccorso. A differenza del primo automobilista, appare difficile sostenere che non si sia accorta delle condizioni critiche del ragazzo.

Per la famiglia Borgione si tratta del secondo lutto in pochi anni. Nel febbraio 2023 era morto improvvisamente a 35 anni il fratello Andrea, vicecomandante della polizia locale di Vercelli. «Aveva tanti progetti, tanta vita davanti», ha raccontato il padre Fabrizio Borgione. «Se qualcuno ha sbagliato, è giusto che paghi».

E accanto all’accertamento delle responsabilità penali, resta una riflessione che pesa come un macigno: che società è quella in cui un ragazzo ferito viene ignorato, investito e poi derubato mentre lotta tra la vita e la morte?
Una domanda che va oltre questo caso e interroga tutti, sul valore della vita, sul dovere di aiutare, e su quanto stiamo perdendo il senso più elementare di umanità.

Articolo precedente Gioia Tauro si ferma per la Memoria: il dovere di ricordare per educare i giovani
Articolo successivoSanità in Calabria, la svolta dell’Intelligenza Artificiale: Giannetta propone soluzioni contro le liste d’attesa