Il brigadiere dei Carabinieri Battista Mastroianni, deceduto nella notte del 31 gennaio a Lamezia Terme, era stato fermato poco prima per un controllo. Quanto segue è la ricostruzione ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, diffusa per chiarire alcune notizie inesatte apparse su diverse testate giornalistiche nelle ore successive alla tragedia.
“In riferimento ad alcune notizie inesatte pubblicate da parte della stampa, l’Arma dei Carabinieri ha diffuso una nota ufficiale per ricostruire quanto accaduto nella notte del 31 gennaio a Lamezia Terme.
Secondo quanto comunicato, una pattuglia della Compagnia di Lamezia Terme ha proceduto al controllo di un soggetto in abiti civili, nei pressi della propria autovettura, in un’area periferica del centro cittadino. L’uomo si è qualificato come militare in servizio nell’Arma dei Carabinieri.
A seguito del controllo, i militari hanno invitato il collega a seguirli in caserma con il proprio mezzo privato, al fine di chiarire meglio i motivi della sua presenza in quel luogo. Durante il tragitto, però, all’altezza di via delle Terme, il brigadiere Battista Mastroianni ha accostato l’auto sul margine della carreggiata e ha compiuto l’insano gesto, utilizzando la pistola d’ordinanza.
Sul posto sono intervenuti gli specialisti del Reparto Operativo – Nucleo Investigativo di Catanzaro, che hanno effettuato i rilievi tecnici e scientifici, mentre il medico legale ha proceduto all’esame esterno della salma.
Il corpo del militare è stato successivamente traslato presso l’obitorio dell’ospedale di Catanzaro – Germaneto, dove rimane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, immediatamente informata dei fatti, per essere sottoposto a esame autoptico.
La Procura della Repubblica di Lamezia Terme coordina le indagini. Sono in corso ulteriori accertamenti per chiarire le cause che hanno portato al gesto estremo, nel massimo rispetto della famiglia e della memoria del militare”.

























